L’U.A.P. da oltre 2 anni tutela 27.000 strutture sanitarie private convenzionate e private autorizzate, con oltre 350.000 dipendenti, per garantire la dignità ed il ruolo della professione sanitaria, alla quale ora si sta aggiungendo la categoria dei medici chirurghi e degli odontoiatri che operino autonomamente e/o in regime di convenzione e/o in regime di dipendenza, comunque afferenti alla “quota B” (coordinatore dell’area all’interno di U.a.p. il prof. Giovanni Carnevale dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Roma) che rappresentano circa 100.000 sanitari.
U.A.P. diventa sempre più consistente a livello nazionale con la volontà di dare alla sanità una veste di legalità, trasparenza e tutela della salute dei cittadini.
Esattamente a distanza di un anno dalla manifestazione al Teatro Brancaccio, dove hanno partecipato circa 2.000 aziende a livello nazionale, nulla ancora è stato risolto.
Rimaniamo basiti – dichiara la Presidente U.A.P., Mariastella Giorlandino – dal constatare che nonostante l’intervento del Vice Presidente Salvini e dell’Assessore alla sanità della Regione Lombardia, Dott. Emanuele Monti, ancora non sia stata risolta la questione del nomenclatore tariffario e dei LEA. Sembra che la sanità sia stata completamente dimenticata, nonostante siano giunti nuovi finanziamenti nel 2025. Si continua ad ignorare la situazione in cui versano le regioni in piano di rientro, dove molti ospedali pubblici, che hanno subìto i medesimi tagli ai rimborsi previsti per le strutture accreditate, non sono in grado di coprire nemmeno le spese e sono costretti a non accettare i pazienti, in quanto impossibilitati ad eseguire gli esami richiesti, mentre le strutture sanitarie private convenzionate sono sempre più in difficoltà, rischiando di svendere a grandi multinazionali o grossi gruppi assicurativi. Non esiste ancora chiarezza da parte del Ministero della Salute su come intende correggere i macroscopici errori introdotti dal nuovo nomenclatore, che prevedono rimborsi al di sotto dei costi degli stessi materiali, creando un
danno erariale a cui noi italiani verremo chiamati per provvedere al risanamento.
Ci si chiede se dietro non si celi la volontà di modificare la struttura della sanità nazionale, lasciando spazio solo a grossi gruppi esteri e a grandi gruppi assicurativi, nonostante qualche anno nella Conferenza Stato-Regioni, fosse
stato impedito l’ingresso nel territorio nazionale di capitali esteri per l’acquisizione di più aziende italiane.
Ignoranza o malafede?
Ci aspettiamo un correttivo da questo Governo, che abbiamo voluto e votato, soprattutto alla luce del fatto che i fondi ci sono, così come richiesto al Ministro Schillaci dallo stesso Vice Presidente Salvini e dal Senatore Gasparri.

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