Fisioterapia in farmacia: un’altra scorciatoia che calpesta le regole sanitarie

L’U.A.P. – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, che rappresenta oltre 27.000 strutture su tutto il territorio – mette in guardia Governo e Regioni: «dopo gli esami diagnostici e i vaccini dietro al bancone, ora si prova a trasformare la farmacia in centro di riabilitazione. È l’ennesimo tentativo di aggirare le norme che tutelano pazienti e qualità delle cure».

Le norme che si vogliono scavalcare:

  • Autorizzazione sanitaria ex D.Lgs 502/199: per erogare trattamenti riabilitativi servono requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, nonché un direttore sanitario responsabile; la farmacia ne è priva;
  • Principio dell’accreditamento: il SSN riconosce solo strutture – pubbliche o private – che rispettano gli stessi standard di sicurezza e controllo; estendere la riabilitazione alle farmacie crea «un’evidente disparità normativa»;
  • Atto medico e supervisione specialistica: la presa in carico riabilitativa richiede la valutazione di un medico fisiatra; consentirla in farmacia significherebbe, di fatto, autorizzare personale non medico a decidere percorsi terapeutici, con seri rischi clinici .
    I rischi per pazienti e Servizio Sanitario:
  • Percorsi di cura inappropriati o tardivi: senza un inquadramento medico specialistico, aumenta la probabilità di trattamenti inefficaci o dannosi;
  • Duplice spesa per il cittadino e per il SSN: il paziente finirebbe per ripetere visite e terapie in strutture accreditate, duplicando costi e liste d’attesa;
  • Conflitto di interessi: chi vende prodotti farmaceutici e parafarmaceutici non può, al contempo, prescrivere e somministrare terapie: la logica del fatturato sovrasterebbe l’appropriatezza clinici.
    Le richieste di UAP:
  • Moratoria immediata: su ogni protocollo regionale che preveda trattamenti fisioterapici all’interno delle farmacie, in assenza di una riforma normativa organica;
  • Tavolo tecnico urgente al Ministero della Salute con Ordini professionali, Regioni e rappresentanze delle strutture sanitarie per definire confini chiari fra “farmacia dei servizi” e prestazioni riabilitative;
  • Sanzioni esemplari per chi promuove prestazioni terapeutiche senza autorizzazione, per tutelare la salute dei cittadini e la certezza del diritto.
    “La farmacia è un presidio fondamentale, ma resta un esercizio commerciale. La riabilitazione, invece, è un atto sanitario complesso che necessita di ambienti idonei, professionalità dedicate e controlli stringenti. Si fermi questa deriva prima che diventi un pericoloso precedente” dichiara il Presidente UAP.

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