LA SANITÀ ITALIANA? SOLO UNO SPOT PUBBLICITARIO PRIVO DI CONCRETEZZA

Gli utenti fanno sempre più fatica a curarsi a causa dei tagli ai rimborsi alla sanità privata accreditata, 27mila strutture
sono in grossa difficoltà e il Ministero è un muro di gomma impenetrabile. Non risponde e non spiega. Ma la
campagna di pressione continua, voci di rimpasto interno fanno capire che forse qualcosa cambierà.

Intanto il Tar non prende decisioni sui ricorsi contro il Nomenclatore Tariffario ma si prepara ad affrontare (ai primi di settembre)
il “caso farmacie”.


La sanità italiana? Sta diventando uno spot pubblicitario privo di concretezza. I media raccontano una storia che il
Ministero, le fonti ufficiali, convalidano. La realtà quotidiana fotografa altro.

Così si mette a rischio la salute dei
cittadini, che fanno sempre più fatica a curarsi a causa dei tagli ai rimborsi alla sanità privata accreditata; 27mila
strutture sono in grossa difficoltà e il Ministero è un muro di gomma impenetrabile. Non risponde e non spiega.

Mala campagna di pressione continua, troppa confusione e interessi in gioco ai piani alti, voci di rimpasto interno fanno
capire che forse qualcosa cambierà.

Intanto il Tar non prende decisioni sui ricorsi contro il Nomenclatore Tariffario
ma si prepara ad affrontare (ai primi di settembre) il “caso farmacie”. Questo quadro contrasta con i principi di tutela
della salute sanciti dall’art. 32 della Costituzione, con la missione universalistica del SSN (L. 833/1978) e con i requisiti
di prossimità e appropriatezza richiamati dal DM 77/2022.


La UAP, l’associazione rappresentativa di oltre 27.000 strutture sanitarie private accreditate e dell’ospedalità privata,
lancia dunque l’allarme sul rischio salute per i cittadini italiani, e continua a ricordare che uno dei problemi cruciali è
quello dei tagli ai rimborsi che di fatto mettono con le spalle al muro una buona fetta di sanità privata accreditata.


Occorre ribadire ancora una volta che le strutture pubbliche hanno gli stessi identici rimborsi delle strutture private
accreditate e che quindi il problema è generale: per fare un esempio concreto, un elettrocardiogramma (ECG) viene
rimborsato dal SSN alla struttura privata accreditata € 11,62, esattamente come per gli ospedali (e la MAPA è € 41,32).


Pertanto, il taglio delle tariffe che sono rimaste in vigore per oltre 26 anni, previsto con il nuovo Nomenclatore
tariffario, sta portando in affanno non solo le strutture private accreditate, ma anche gli ospedali pubblici.


Ci si chiede allora perché la sanità è stata dimenticata? Perché è stato fatto un taglio ai rimborsi nonostante i fondi
per la sanità fossero sufficienti anche per inserire i nuovi LEA? Purtroppo, dobbiamo constatare che la sanità è
diventata un grande business, una barca senza timone. Il tutto mentre vengono erogati fondi per le farmacie che non
hanno i 420 requisiti tecnologici, strutturali e professionali di cui sono dotate le strutture accreditate, che non
possono eseguire atti medici e rilasciano referti privi dell’assunzione di responsabilità civile e penale per l’atto
eseguito, rimborsando fino a € 26,00 per un ECG, a fronte di € 11,62 alla struttura accreditata; il test glicemico vale
€ 15,00 in farmacia contro € 1,00 nella rete accreditata.


Nella regione Lazio assistiamo al grande problema dei limiti di budget nelle analisi cliniche legate al fabbisogno, si
tratta di un limite di rimborso previsto per ciascuna area stabilito dalla Regione in ragione dei servizi convenzionati
che si ritiene siano necessari al soddisfacimento del fabbisogno della popolazione.

Quindi, se un laboratorio di analisi
ha un accreditamento annuale inferiore ai 50.000 euro, questo budget annuale deve essere suddiviso per 12 mesi
all’anno e molto spesso accade che già nei primi 10 giorni del mese un laboratorio abbia già raggiunto la cifra massima
e, quindi, è impossibilitato a continuare ad erogare un servizio convenzionato, a fronte della continua richiesta dei
cittadini, che non comprendono le ragioni di tale rifiuto. In sostanza, queste scelte vanno a limitare fortemente la
vera e propria medicina di territorio, rappresentata dagli ambulatori, poliambulatori, cliniche e ospedalità privata,
che non soltanto rilasciano gli esiti degli esami in tempo immediato, ma garantiscono una vera e propria accoglienza
a tutto tondo, anche e soprattutto di primo soccorso nel caso in cui gli esami diano esiti alterati. Pensiamo agli esiti
di un emocromo che, ove rilevino valori fuori norma, possono essere sintomatici di leucemie fulminanti, che
necessitano di intervento immediato, come avviene presso le strutture accreditate.

Per tali ragioni, la U.A.P. si auspica che a settembre il TAR si pronunci per ridare dignità alla salute degli italiani, erogando i giusti rimborsi, perché la qualità ha un costo proporzionato al servizio e il servizio non è fine all’esame stesso, ma necessita di tutto un contorno medico-assistenziale che ad esso consegue.

La U.A.P. si batte per ottenere che tutti coloro che erogano servizi sanitari siano sottoposti alle medesime autorizzazioni e alle stesse norme, a tutela della salute dei cittadini. Anche le farmacie non devono poter sfuggire a questa logica: se vogliono erogare prestazioni sanitarie, devono ottenere un’autorizzazione regionale all’esercizio dell’attività sanitaria, non potendo agire in virtù di una mera autorizzazione comunale alla vendita, come di fatto è ad oggi. Va ricordato alla politica che la salute non va in vacanza, ma sembra che quest’anno purtroppo stia accadendo questo.


A tal proposito, UAP propone:


− agenda unica CUP interoperabile pubblico–accreditato, per utilizzare ogni slot disponibile; − voucher SSN oltre i tempi massimi: il cittadino sceglie una struttura accreditata e paga il SSN a tariffa SSN; − tariffe realistiche e indicizzate, con moratoria transitoria dove necessario, così che le prestazioni siano effettivamente erogabili;


− dal 2026 utilizzi VBHC (Value Based Health Care: modello che organizza e remunera le cure in base al valore, ovvero esiti rilevanti per i pazienti per euro speso) su protesi d’anca, angioplastica coronarica e cataratta; una quota variabile legherà la remunerazione a a PROMs (esiti riferiti dai pazienti) e PREMs (esperienza di cura);


− cybersicurezza per attività sanitaria e FSE 2.0: serve monitoraggio continuo e regole minime per tutti (accessi protetti, backup, aggiornamenti) per operare e interoperare in sicurezza.


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