Tariffe sanitarie: UAP chiede al Ministero di agire subito. “Il sistema non regge più: servono tariffe eque per il pubblico e l’accreditato”. UAP a favore dei cittadini

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), tramite la sua Presidente, Mariastella Giorlandino, torna a denunciare l’insostenibilità del sistema tariffario vigente.

Le tariffe sanitarie oggi in vigore, fissate dal decreto del 25 novembre 2024 e annullate dal TAR del Lazio con sentenza n. 16370/2025, restano scollegate dai costi reali delle prestazioni, imponendo a ospedali, poliambulatori e strutture accreditate di operare in perdita.

“Non regge più – afferma UAP -: tariffe così basse compromettono la tenuta economica del sistema, pubblico e privato, riducendo la qualità e la continuità dell’assistenza ai cittadini.”

Un problema di sistema.

Le tariffe sottostimate danneggiano l’intero Servizio Sanitario Nazionale:

  • le strutture pubbliche si trovano a dover ridurre attività e personale per contenere costi non coperti;
  • le strutture accreditate non riescono più a sostenere i volumi richiesti dal SSN;
  • i cittadini rischiano di trovarsi davanti a tempi più lunghi e servizi ridotti.

La stessa sentenza del TAR ha accertato che il decreto tariffario è viziato da errori di metodo e di istruttoria. Tuttavia, a distanza di settimane, il Ministero non ha ancora avviato la procedura di revisione, aggravando l’incertezza di migliaia di operatori sanitari.

“Il diritto alla salute – ricorda UAP – non può poggiare su tariffe irrazionali e non aggiornate. La sanità pubblica e quella accreditata non possono continuare a lavorare in perdita.”

Gli stanziamenti nel DDL Bilancio 2026: un segnale positivo, ma “avviate subito la revisione, senza attendere”.

UAP accoglie con favore la previsione, contenuta nell’articolo 67 del Disegno di Legge di Bilancio 2026, di nuove risorse destinate all’adeguamento delle tariffe.

Sollecita quindi il Ministero della Salute ad adempiere senza ulteriori ritardi alla sentenza del TAR:

  • avviando immediatamente la revisione del nomenclatore tariffario;
  • convocando i tavoli tecnici con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e le principali strutture di diagnosi, ricovero e cura, pubbliche e private accreditate;
  • e richiedendo al MEF, una volta approvata la legge di bilancio, la messa a disposizione dei fondi necessari a coprire le nuove tariffe, così che possano essere impegnati già nei primi mesi del 2026.

“Non c’è più tempo – dichiara UAP -. Ogni giorno di rinvio erode risorse, fiducia e qualità. È necessario aggiornare subito le tariffe, perché la sostenibilità economica è la condizione minima per garantire la salute dei cittadini.”


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