Sanità campana, Interlandi: “Fico chiarisca, il silenzio non è neutrale”

“La sanità non può permettersi tempi morti”. È l’allarme della dottoressa Elisa Interlandi, presidente di ANMED e vicepresidente di UAP, che chiede al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di rompere il silenzio sulla gestione della sanità, di cui ha mantenuto la delega.

Secondo Interlandi, mentre la politica tace, l’apparato amministrativo continua a produrre atti che favorirebbero una riorganizzazione del sistema diagnostico a vantaggio di grandi gruppi privati e multinazionali, con un progressivo indebolimento delle strutture territoriali accreditate, pubbliche e convenzionate. Un processo che comporta un trasferimento di risorse e capitale pubblico verso soggetti orientati a un modello di sanità privata pura.

Nel mirino il rischio di trasformare molti laboratori sul territorio in semplici punti prelievo, con accentramento delle analisi e ricadute sull’occupazione.

Interlandi sottolinea inoltre come, all’interno dello stesso schieramento politico, alcuni esponenti – come Turco e Donno – abbiano già chiesto interventi nel Milleproroghe per bloccare una riorganizzazione che potrebbe compromettere efficienza, qualità e posti di lavoro. Il rischio, avverte, è che migliaia di professionisti perdano il lavoro non per una crisi di mercato, ma per scelte politiche che favoriscono l’ingresso dei grandi gruppi internazionali della diagnostica.

“Si parlava di sanità di prossimità, oggi vediamo l’opposto”, conclude Interlandi. “Segnaliamo l’emergenza, la necessità dell’intervento di un Presidente che scelga di stare dalla parte dei campani, interrompendo quei giochi di palazzo che da anni hanno indebolito il territorio per arricchire altri interessi. Fico le chiediamo di agire, o quel silenzio diventerà una firma”.


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