Artemisia Lab avvia un nuovo progetto di screening dell’HPV basato su un test rapido urinario, non invasivo e utilizzabile sia nella popolazione femminile sia in quella maschile, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e ampliare in modo significativo la platea dei soggetti controllabili.
L’HPV è il virus sessualmente trasmesso più diffuso al mondo e rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica. In Italia si stimano oltre 6 milioni di persone contagiate almeno una volta nella vita. Il virus è responsabile di circa il 99% dei tumori della cervice uterina ed è coinvolto anche in numerose neoplasie maschili, mentre gli uomini, spesso asintomatici, restano esclusi dai percorsi di screening pur essendo un vettore centrale della trasmissione.
Nel Lazio la fascia di età 25–64 anni comprende circa 2 milioni di persone. Oggi lo screening riguarda quasi esclusivamente le donne, per circa 1,1 milioni di soggetti. L’estensione sistematica anche alla popolazione maschile consentirebbe di raggiungere oltre 2,15 milioni di cittadini, con un ampliamento potenziale della prevenzione pari a circa il 95%.
Il test rapido urinario proposto da Artemisia Lab consente di ottenere il risultato in pochi minuti, senza laboratorio e con un campione completamente non invasivo. È particolarmente adatto a campagne territoriali, contesti universitari ed eventi di prevenzione ad alta partecipazione. I dati clinici confermano un’elevata affidabilità, con sensibilità del 98%, specificità del 96% e accuratezza complessiva del 97%, in confronto con PCR.
L’introduzione di questo strumento permetterebbe di ridurre diagnosi tardive, contenere i costi sanitari legati ai tumori HPV-correlati, aumentare l’adesione allo screening e riequilibrare l’equità diagnostica tra uomini e donne, in sinergia con le campagne vaccinali e di sensibilizzazione già attive sul territorio.
Grazie alla propria rete di centri sanitari, Artemisia Lab si propone come promotrice di un modello di screening HPV realmente universale, a supporto delle strategie di prevenzione della Regione Lazio, introducendo un’innovazione concreta, sostenibile e immediatamente applicabile alla sanità pubblica.

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