Il TAR Lazio annulla ancora il nomenclatore tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale, edizione 2024, confermando ciò che UAP denuncia da mesi: le tariffe sono state determinate sulla base di un’istruttoria inadeguata, non rappresentativa e non idonea a rilevare i costi reali delle prestazioni.
“Non siamo più davanti a un incidente amministrativo, ma a una reiterata illegittimità”, dichiara l’Arch. Mariastella Giorlandino, Presidente nazionale UAP. “Il Ministero della Salute non può continuare a prendere tempo. Le sentenze del TAR hanno chiarito che il procedimento va rifatto seriamente, con dati aggiornati, criteri trasparenti e una rilevazione effettiva dei costi sostenuti dalle strutture pubbliche e private accreditate”.
UAP sottolinea che il termine di 365 giorni indicato dal TAR non può essere interpretato come un anno a disposizione dell’Amministrazione per restare ferma. Si tratta di un termine cautelare, volto a evitare un vuoto regolatorio, non di una autorizzazione all’inerzia. Il Ministero deve procedere nel più breve tempo possibile, secondo i principi di buon andamento, speditezza ed efficienza dell’azione amministrativa.
Ogni mese perduto rischia di produrre un danno gravissimo: le risorse stanziate per il 2026 per la revisione delle tariffe potrebbero essere utilizzate solo in parte o addirittura non produrre alcun effetto concreto. Sarebbe inaccettabile che fondi destinati alla sostenibilità delle prestazioni sanitarie venissero sterilizzati dal ritardo degli uffici o assorbiti da altre esigenze di bilancio.
“Tariffe sottostimate significano prestazioni sotto costo, strutture in difficoltà, investimenti bloccati, liste d’attesa più lunghe e minore capacità di garantire i LEA ai cittadini”, prosegue Giorlandino. “Il danno riguarda la sanità privata accreditata, ma anche la sanità pubblica, perché pubblico e privato accreditato fanno parte della stessa rete di garanzia del Servizio sanitario nazionale”.
UAP chiede al Ministero della Salute di rendere immediatamente pubblico il cronoprogramma della revisione: stato dell’istruttoria, criteri di rilevazione dei costi, composizione del campione, confronto con il MEF, passaggio in Conferenza Stato-Regioni e data di adozione del nuovo decreto.
“Se l’inerzia dell’Amministrazione determinerà la perdita, il mancato utilizzo o l’utilizzo solo parziale delle risorse stanziate”, conclude la Presidente UAP, “chiameremo i responsabili a risponderne in ogni sede competente, compresa la magistratura contabile. Chi gestisce procedimenti, risorse pubbliche e tempi amministrativi deve assumersi le proprie responsabilità. Il tempo delle attese è finito: il Ministero agisca subito”.

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