DECRETO TARIFFE: UAP E TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA NON POSSONO CONTINUARE AD APPRENDERE DALLA STAMPA LE DECISIONI CHE DETERMINANO IL FUTURO DELLE STRUTTURE ACCREDITATE

Abbiamo appreso ancora una volta da Quotidiano Sanità che, nella seduta del 23 luglio 2026, la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’Intesa sul nuovo decreto relativo alle tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Va riconosciuto alla testata giornalistica il merito di avere tempestivamente informato il settore. 

Ma proprio questa circostanza rende ancora più grave il comportamento delle Istituzioni competenti. 

Per quanto consta, lo schema di decreto, la relazione metodologica, gli allegati tariffari e le condizioni poste nell’ambito dell’Intesa sono stati materialmente resi conoscibili agli operatori e alle associazioni di categoria principalmente attraverso un organo di stampa, senza una preventiva e diretta comunicazione istituzionale alle organizzazioni maggiormente rappresentative delle strutture private accreditate.

È un metodo inaccettabile.

Non si tratta di un provvedimento interno o meramente tecnico, ma di un atto destinato a incidere sulla sostenibilità economica di migliaia di strutture, sulla continuità dei servizi, sui livelli occupazionali e, in ultima analisi, sulla concreta erogazione dei LEA ai cittadini. Una simile modalità appare difficilmente conciliabile con i principi di buon andamento e imparzialità sanciti dall’art. 97 della Costituzione, con i criteri di pubblicità e trasparenza dell’azione amministrativa previsti dall’art. 1 della legge n. 241/1990 e con il principio di accessibilità dei dati e dei documenti pubblici affermato dal d.lgs. n. 33/2013.

Lo stesso art. 8-sexies del d.lgs. n. 502/1992 impone che le tariffe siano determinate sulla base di un’istruttoria effettiva, fondata sui costi di produzione, sull’efficienza, sull’appropriatezza, sull’innovazione tecnologica e sull’andamento dei principali fattori produttivi. Non è quindi istituzionalmente accettabile che i soggetti chiamati ad applicare quelle tariffe, e che subiranno direttamente gli effetti economici del decreto, siano gli ultimi a riceverne formalmente il testo.

Le associazioni non possono essere utilizzate per raccogliere informazioni dalle strutture e poi essere escluse dal momento nel quale tali dati vengono elaborati, valutati e tradotti in decisioni tariffarie.

Si ritiene pertanto necessario richiedere immediatamente al Ministero della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni:

– la trasmissione ufficiale e integrale dello schema di decreto, dell’Intesa, della relazione metodologica, degli allegati tariffari e di ogni documento istruttorio;

– la pubblicazione dei dati, dei criteri di calcolo e delle osservazioni formulate dalle Regioni;

– la convocazione urgente delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, affinché il provvedimento venga sottoposto a un confronto tecnico reale prima della sua definitiva adozione e pubblicazione.

La trasparenza non può essere sostituita dalle indiscrezioni di stampa e la partecipazione non può ridursi a una consultazione meramente formale.


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