Tariffe sanitarie, CONFAPI Salute: remunerazioni adeguate ai costi per garantire continuità delle cure. Tucci: «La programmazione deve mettere le imprese accreditate nelle condizioni di mantenere i servizi e investire»


Le tariffe sanitarie incidono sulle condizioni in cui vengono erogate le cure. Per CONFAPI Salute, Università e Ricerca, la loro definizione deve poggiare su dati aggiornati, criteri trasparenti e una conoscenza attendibile dei costi delle prestazioni.
«Le imprese accreditate partecipano alla risposta del Servizio sanitario nazionale ai bisogni dei cittadini — dichiara Candida Tucci, presidente nazionale di CONFAPI Salute, Università e Ricerca —. Per svolgere questa funzione devono poter sostenere i costi del personale, mantenere le tecnologie e programmare gli investimenti. Sono condizioni da cui dipendono la qualità e la continuità dei servizi».
La revisione delle tariffe deve accompagnarsi a scelte coerenti sui fabbisogni assistenziali, sui budget e sul personale, riconoscendo il contributo delle piccole e medie imprese accreditate nei diversi territori.
«Occorre sapere quali prestazioni servono, dove devono essere garantite e quali strutture siano in grado di erogarle. Una capacità assistenziale presente sul territorio va messa nelle condizioni di rispondere ai bisogni, attraverso una programmazione pubblica che assegni obiettivi e risorse adeguati».
«La sostenibilità delle imprese accreditate — conclude Tucci — riguarda anche i cittadini che si affidano a quei servizi. È con questa consapevolezza che vanno definite le tariffe e assunte le decisioni sulla spesa sanitaria: considerando insieme l’uso responsabile delle risorse, la qualità delle cure e la possibilità di riceverle in tempi appropriati».


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