
Ci sono malattie che si scoprono quando hanno già guadagnato troppo terreno. Il tumore del polmone è una di queste: può crescere a lungo senza segnali chiari, con disturbi scambiati per una tosse o un affanno passeggero. E quando arriva una diagnosi, la domanda dei familiari è quasi sempre la stessa: si poteva scoprire prima? È proprio su quel «prima» che si gioca una partita decisiva della medicina. Ed è su questo che punta Artemisia Lab, realtà della sanità privata Accreditata del Lazio. Secondo il rapporto «I numeri del cancro in Italia 2025», nel nostro Paese sono state stimate 44.831 nuove diagnosi di tumore polmonare nel 2024. Per la mortalità, le ultime stime nazionali riportate indicano 35.700 decessi nel 2022. Dietro le cifre ci sono famiglie e vite sconvolte. Ma la medicina può agire sullo stadio della diagnosi. Scoprirlo quando la lesione è ancora piccola può aprire possibilità di cura che in fase avanzata rischiano di restringersi. È qui che entra in gioco la TAC toracica a basso dosaggio, o TC spirale «low dose». Un esame che ottiene immagini dettagliate dei polmoni con una quantità di radiazioni inferiore a quella di una TAC tradizionale. Per lo screening non serve mezzo di contrasto e l’acquisizione delle immagini richiede pochi secondi. Soprattutto, può individuare noduli molto piccoli, quando non si sono ancora manifestati sintomi. Lo studio internazionale NLST ha mostrato, nei forti fumatori ed ex fumatori coinvolti, una riduzione di circa il 20 per cento della mortalità per tumore del polmone rispetto alla radiografia del torace. Prevenzione, però, non significa prescrivere una TAC a chiunque. I benefici dello screening sono documentati soprattutto nelle persone ad alto rischio, in particolare forti fumatori ed ex fumatori con una lunga esposizione al tabacco. Il primo passaggio è la valutazione medica: età, storia clinica, abitudini e opportunità dell’esame. Una TAC non necessaria espone a radiazioni e può portare ad accertamenti per noduli benigni. La buona prevenzione è quella che arriva in tempo, ma sa anche scegliere. Su questa cultura della diagnosi precoce Artemisia Lab ha costruito una parte riconoscibile della propria identità. Nata a Roma nel 1970 e sviluppatasi nel 2011 come rete di imprese sanitarie private accreditate , la realtà guidata da Mariastella Giorlandino conta oggi, 26 sedi nella Capitale. Analisi cliniche, visite specialistiche e diagnostica per immagini convivono in un modello che punta a rendere più semplice l’accesso agli accertamenti e a far dialogare competenze diverse. Un’eccellenza fatta di tecnologie, organizzazione e attenzione alla persona. Tra le prestazioni della rete la TAC del torace con protocolli «low dose», strumento per riconoscere lesioni di pochi millimetri limitando l’esposizione alle radiazioni. L’attenzione alla prevenzione polmonare è stata richiamata anche dallo Studio Lancisi di Roma, che promuove la diagnosi anticipata. La tecnologia, però, non basta: contano la lettura specialistica delle immagini e i controlli successivi, perché un referto non diventi un allarme senza spiegazioni. In questo senso prevenzione è anche organizzazione: poter parlare con un medico, capire se e quando fare la TAC, distinguere un reperto da monitorare da un sospetto che richiede ulteriori accertamenti. La rete Artemisia Lab affianca alla diagnostica servizi oncologici e visite di prevenzione impostate in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio. La qualità si misura anche nella continuità del percorso. Alla componente tecnologica si aggiunge quella sociale. Attraverso la Fondazione Artemisia ETS, il gruppo promuove iniziative di sensibilizzazione e controlli gratuiti. Nel luglio 2026 ha organizzato una giornata di prevenzione cardiovascolare gratuita per gli over 70. Un’iniziativa diversa dallo screening polmonare, che testimonia la volontà di avvicinare i controlli ai cittadini. Resta il capitolo che nessun macchinario può sostituire: smettere di fumare. La TAC a basso dosaggio non impedisce al tumore di nascere e non azzera il rischio. Può, nelle persone selezionate, aumentare le possibilità di trovarlo in una fase in cui le cure sono più efficaci. La prevenzione primaria, a cominciare dall’abbandono del tabacco, resta fondamentale. Informazione, visite appropriate e tecnologia possono così fare la differenza. Forse il valore più grande di una sanità che investe nella prevenzione si misura così: non nel numero di esami eseguiti, ma nelle occasioni offerte alle persone di conoscere il proprio rischio prima che la malattia imponga le sue regole. È la sfida alla quale Artemisia Lab vuole contribuire con la propria rete e la diagnostica polmonare. Perché, quando si parla di tumore del polmone, il tempo non è soltanto una variabile clinica. È tempo di vita, di cure possibili, di giorni che una diagnosi tempestiva può aiutare a difendere.
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