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  • 20 gennaio – Giornata del Rispetto. Fondazione Artemisia e Artemisia Academy: impegno concreto econtinuativo per educare al Rispetto e prevenire la violenza

    20 gennaio – Giornata del Rispetto. Fondazione Artemisia e Artemisia Academy: impegno concreto econtinuativo per educare al Rispetto e prevenire la violenza

    Domani, 20 gennaio, si celebra la Giornata del Rispetto, istituita dalla Legge 17 maggio 2024, n. 70 e dedicata alla memoria di Willy Monteiro Duarte. Una ricorrenza che richiama scuole, istituzioni e società civile alla responsabilità di contrastare bullismo, cyberbullismo e ogni forma di violenza e discriminazione.


    In un momento storico segnato da episodi di cronaca sempre più drammatici, la Fondazione Artemisia, guidata dalla Presidente Mariastella Giorlandino, ribadisce il proprio impegno nella promozione della cultura del Rispetto attraverso programmi di formazione medico-scientifica, educazione sanitaria e supporto legale e psico-sociale. Accanto alla Fondazione, Artemisia Academy, diretta dalla Dr.ssa Elena Pollari, porta avanti da anni il percorso FSL – Formazione Scuola-Lavoro, progettato e coordinato dalla stessa direttrice. Il programma è pienamente in linea con le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con cui è stato sottoscritto un protocollo dedicato alle attività educative nelle scuole.


    All’interno del percorso FSL, i temi del Rispetto, della responsabilità personale, della non violenza e della consapevolezza nelle scelte sono centrali in ogni incontro,
    indipendentemente dall’argomento trattato. Anche nelle lezioni dedicate alla salute – come l’appuntamento odierno sulle Malattie sessualmente trasmissibili, in cui il messaggio “informarsi è già prevenzione” è stato collegato alla tutela reciproca – gli studenti sono coinvolti in un dialogo attivo, critico e partecipato.


    La Fondazione Artemisia e Artemisia Academy rinnovano il loro impegno a sostenere le scuole con percorsi educativi strutturati e continuativi, affinché il Rispetto non sia solo una ricorrenza, ma un valore quotidiano che si costruisce attraverso conoscenza, ascolto e responsabilità condivisa.

  • Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini

    Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini

    L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) terrà il 28 gennaio 2026, alle ore 11.00, una conferenza stampa a Roma, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio 116, per richiamare l’attenzione su alcune criticità strutturali del sistema sanitario che incidono sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.

    Negli ultimi mesi, semplificazioni che abbassano la qualità delle cure, tariffe sottocosto e riorganizzazioni senza criteri stanno frammentando il sistema sanitario, creando standard diseguali che il cittadino paga sulla propria pelle.

    Stesse prestazioni, stesse regole.

    1. Il nodo del nomenclatore tariffario

    Il nomenclatore tariffario stabilisce quanto il Servizio Sanitario paga per ogni prestazione. Oggi molte tariffe sono sottocosto, danneggiando sanità pubblica e privata accreditata, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro.

    Il nomenclatore paga le cure meno di quanto costano: una situazione che il TAR del Lazio ha già giudicato illegittima in più sentenze, ma che continua a ridurre l’offerta di prestazioni e ad allungare le liste di attesa.

    Il nomenclatore decide quanta sanità è davvero disponibile.

    2. La “farmacia dei servizi” e le regole diseguali

    La conferenza affronterà il tema degli esami diagnostici eseguiti nella cosiddetta “farmacia dei servizi”, introdotta in deroga ai requisiti di qualità e sicurezza previsti per le strutture sanitarie. Il nodo non è la prestazione in sé, ma l’asimmetria delle regole: esami uguali vengono oggi erogati con controlli, requisiti e responsabilità differenti, sollevando interrogativi sull’equità del sistema e sulla tutela dei cittadini.

    Quando le regole ignorano la qualità, il rischio è del cittadino.

    3. Il riordino della rete laboratoristica

    l riordino della rete laboratoristica è stato avviato prima di definire criteri chiari, introducendo soglie minime elevate – come il requisito delle 200.000 prestazioni annue – che rischiano di penalizzare i laboratori di prossimità. Poiché le analisi di laboratorio sono l’esigenza sanitaria più frequente e il primo presidio della medicina territoriale, indebolirle significa rendere più difficile l’accesso alle cure di base per i cittadini.

    Senza laboratori di prossimità, la sanità si allontana dai cittadini.

    UAP ribadisce che la conferenza stampa non nasce da rivendicazioni corporative, ma dall’esigenza di difendere l’interesse pubblico e un principio fondamentale:

    La sanità non è un mercato. È un diritto.

    Il rispetto delle competenze professionali, delle regole di qualità e della sicurezza delle cure non è un privilegio per chi opera nella sanità, ma una condizione essenziale per tutelare i pazienti e preservare il Servizio Sanitario Nazionale come presidio universale di salute.

    La conferenza stampa del 28 gennaio apre un percorso che proseguirà con una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, a tutela della sanità, dei cittadini e delle regole di qualità.

  • Artemisia Lab lancia il progetto di screening HPV con test rapido urinario per uomini e donne

    Artemisia Lab lancia il progetto di screening HPV con test rapido urinario per uomini e donne

    Artemisia Lab avvia un nuovo progetto di screening dell’HPV basato su un test rapido urinario, non invasivo e utilizzabile sia nella popolazione femminile sia in quella maschile, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e ampliare in modo significativo la platea dei soggetti controllabili.


    L’HPV è il virus sessualmente trasmesso più diffuso al mondo e rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica. In Italia si stimano oltre 6 milioni di persone contagiate almeno una volta nella vita. Il virus è responsabile di circa il 99% dei tumori della cervice uterina ed è coinvolto anche in numerose neoplasie maschili, mentre gli uomini, spesso asintomatici, restano esclusi dai percorsi di screening pur essendo un vettore centrale della trasmissione.


    Nel Lazio la fascia di età 25–64 anni comprende circa 2 milioni di persone. Oggi lo screening riguarda quasi esclusivamente le donne, per circa 1,1 milioni di soggetti. L’estensione sistematica anche alla popolazione maschile consentirebbe di raggiungere oltre 2,15 milioni di cittadini, con un ampliamento potenziale della prevenzione pari a circa il 95%.


    Il test rapido urinario proposto da Artemisia Lab consente di ottenere il risultato in pochi minuti, senza laboratorio e con un campione completamente non invasivo. È particolarmente adatto a campagne territoriali, contesti universitari ed eventi di prevenzione ad alta partecipazione. I dati clinici confermano un’elevata affidabilità, con sensibilità del 98%, specificità del 96% e accuratezza complessiva del 97%, in confronto con PCR.


    L’introduzione di questo strumento permetterebbe di ridurre diagnosi tardive, contenere i costi sanitari legati ai tumori HPV-correlati, aumentare l’adesione allo screening e riequilibrare l’equità diagnostica tra uomini e donne, in sinergia con le campagne vaccinali e di sensibilizzazione già attive sul territorio.


    Grazie alla propria rete di centri sanitari, Artemisia Lab si propone come promotrice di un modello di screening HPV realmente universale, a supporto delle strategie di prevenzione della Regione Lazio, introducendo un’innovazione concreta, sostenibile e immediatamente applicabile alla sanità pubblica.

  • Sanità, regole e tutela dei cittadini: perché il tema riguarda tutti

    Sanità, regole e tutela dei cittadini: perché il tema riguarda tutti

    Il 28 gennaio 2026 UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori – terrà a Roma, alle 11:00, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio 116, una conferenza stampa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media su alcune criticità strutturali del sistema sanitario, che stanno producendo effetti concreti sull’accesso alle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle prestazioni.

    Negli ultimi mesi si sono affermate scelte normative e organizzative che, pur presentate come semplificazioni o interventi tecnici, stanno introducendo regole diseguali per prestazioni sanitarie uguali, con il rischio di abbassare selettivamente gli standard di qualità e di trasferire sul cittadino il peso delle incoerenze del sistema.

    Temi come:

    • l’incertezza del nomenclatore tariffario,
    • l’estensione della cosiddetta “farmacia dei servizi” in deroga ai requisiti ordinari,
    • il riordino della rete laboratoristica prima della definizione dei criteri,
    • la tutela della sanità, dei pazienti e della dignità professionale di chi cura,

    non riguardano interessi di parte, ma incidono direttamente sul diritto alla salute, sulla sicurezza delle diagnosi e sulla tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.

    La conferenza stampa del 28 gennaio non nasce per rivendicare posizioni corporative, ma per porre domande di merito, chiedere trasparenza nei criteri decisionali e richiamare l’attenzione sul principio che dovrebbe guidare ogni riforma sanitaria:

    stesse prestazioni sanitarie devono corrispondere a stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per i cittadini.

    L’incontro rappresenta inoltre il primo momento pubblico di un percorso che culminerà in una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, pensata come iniziativa civile a tutela della sanità, dei pazienti e delle regole di qualità.

    Perché la salute non è un favore concesso dall’amministrazione, ma un diritto costituzionale che riguarda tutti.

  • UAP al Ministro Zangrillo: “Farmacie “centro vitale”? Ministro Zangrillo, vi siete accorti del pasticcio che avete fatto? Semplificare non può significare ridurre la sicurezza dei pazienti”

    UAP al Ministro Zangrillo: “Farmacie “centro vitale”? Ministro Zangrillo, vi siete accorti del pasticcio che avete fatto? Semplificare non può significare ridurre la sicurezza dei pazienti”

    L’UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata contesta le dichiarazioni del Ministro Paolo Zangrillo secondo cui le farmacie sarebbero oggi “al centro di una sanità più semplice e capillare, con esami diagnostici nel Comune di residenza”.

    Il problema nasce dalle leggi approvate nel 2025, che hanno creato due regole diverse per la stessa prestazione sanitaria.

    Con la Legge Semplificazioni (182/2025):

    • se un esame è pagato dal cittadino, la farmacia può farlo automaticamente;
    • bastano locali “igienicamente idonei”;
    • la Regione non autorizza l’attività sanitaria.

    Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025):

    • se lo stesso esame è pagato dal Servizio Sanitario Nazionale, entrano in gioco programmazione e alcuni requisiti regionali;
    • ma non valgono comunque le stesse regole rigide previste per ambulatori e laboratori diagnostici.

    Risultato: stesso esame, regole diverse, livelli di sicurezza diversi. Se paga il cittadino, poche garanzie. Se paga il SSN, qualche garanzia. Se opera una struttura diagnostica, regole severe.

    E non si dica che “a dicembre i TAR Lazio e Lombardia hanno dichiarato legittima la farmacia dei servizi”.

    Quelle sentenze hanno dichiarato legittima la sperimentazione della farmacia dei servizi, conclusa al 31 dicembre scorso, e non riguardano il sistema introdotto dalla Legge Semplificazioni e dalla Legge di Bilancio 2026.

    Detto questo, i giudici hanno affermato un principio generale che resta valido anche oggi: la sperimentazione è stata ritenuta legittima proprio perché la farmacia non è una struttura diagnostica.

    In modo molto chiaro, i TAR hanno precisato che:

    • la farmacia non fa diagnosi;
    • la diagnosi e il referto restano in capo al medico;
    • la farmacia non è equiparata a un ambulatorio o a un laboratorio;
    • il farmacista svolge un ruolo tecnico di supporto, come intermediario tra paziente e medico o struttura sanitaria.

    Per questo motivo, raccontare oggi quelle sentenze come una “promozione” della farmacia a centro diagnostico è semplicemente falso e contraddice il senso stesso delle decisioni assunte dai giudici amministrativi.

    «Questo rafforza l’idea del “pasticcio” – afferma UAP -: da un lato le leggi creano un doppio standard di sicurezza, dall’altro i TAR affermano che la farmacia non può essere equiparata a una struttura diagnostica».

    La vicinanza territoriale non può significare meno tutele per i pazienti. Stesse prestazioni devono avere le stesse regole. Tutto il resto crea solo confusione e abbassa la sicurezza delle cure.

  • SANITÀ – UAP: RIORGANIZZAZIONE LABORATORI, SERVONO LEGALITÀ, TEMPI ADEGUATI E REGOLE CHIARE

    SANITÀ – UAP: RIORGANIZZAZIONE LABORATORI, SERVONO LEGALITÀ, TEMPI ADEGUATI E REGOLE CHIARE

    L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) ha esaminato le recenti determinazioni adottate dalla Regione Puglia e dalla Regione Campania in materia di riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi privati accreditati, esprimendo una valutazione positiva per l’attenzione posta ai profili di legittimità amministrativa e continuità assistenziale.

    UAP ricorda che la soglia delle 200.000 prestazioni annue di diagnostica di laboratorio deriva dall’Accordo Stato-Regioni del 23 marzo 2011, quale parametro di efficienza e qualità, recepito dalla programmazione regionale e raggiungibile anche attraverso forme di aggregazione. Tale soglia non è stata introdotta ex novo dal decreto-legge n. 73 del 2021, che si è limitato a rafforzare un percorso di riorganizzazione già previsto dal quadro normativo vigente.

    Con provvedimento del 31 dicembre 2025, la Regione Puglia ha adottato un’impostazione programmatoria e non sanzionatoria, concedendo un termine di adeguamento fino al 28 febbraio 2026 e consentendo, nel frattempo, la prosecuzione dell’erogazione delle prestazioni a carico del SSR. Di rilievo è anche il richiamo al decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe), rispetto al quale la Regione prende atto dell’assenza di proroghe espresse, tenendo tuttavia conto del tempo necessario alla conversione parlamentare.

    Analoga attenzione alla legalità emerge dalla nota di chiarimento n. 0744663/2025 del 31 dicembre 2025 della Regione Campania, relativa alla D.G.R.C. n. 423/2025, che ha ribadito come l’eventuale sospensione dell’erogazione di prestazioni a carico del SSR per i laboratori sotto soglia possa intervenire solo a seguito della comunicazione o notificazione di un formale provvedimento regionale, adottato all’esito di una scrupolosa attività istruttoria, escludendo automatismi e poteri autonomi delle ASL.

    «Le determinazioni assunte da Puglia e Campania dimostrano che la riorganizzazione della rete dei laboratori è possibile senza comprimere la legalità amministrativa né interrompere l’assistenza ai cittadini», dichiara Mariastella Giorlandino, Presidente UAP.

    «La soglia delle 200.000 prestazioni non può trasformarsi in una ghigliottina automatica: servono istruttorie serie, provvedimenti formali e tempi adeguati a consentire aggregazioni reali e sostenibili. La tutela della salute passa anche dal rispetto delle regole».

    «UAP ritiene la riorganizzazione un obiettivo condivisibile e necessario – prosegue Giorlandino – ma essa deve avvenire con regole chiare, nel rispetto delle competenze regionali e della continuità assistenziale. Per questo auspichiamo che il Parlamento, in sede di conversione del decreto-legge n. 200 del 2025, valuti con attenzione correttivi normativi coerenti con le criticità emerse».

    «Sarà cura di UAP predisporre e sottoporre alle forze politiche specifiche bozze di emendamenti, per favorire una riorganizzazione equilibrata della rete laboratoristica, capace di coniugare qualità delle prestazioni, sostenibilità del sistema e certezza del diritto».

  • SANITÀ. UAP: BENE REGIONE CAMPANIA SU LEGITTIMITÀ DGRC 423/2025

    SANITÀ. UAP: BENE REGIONE CAMPANIA SU LEGITTIMITÀ DGRC 423/2025

    L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) con tutte le associazioni aderenti coese, esprime apprezzamento al Presidente della Regione Campania e alla Direzione Generale per la Tutela della Salute per il chiarimento fornito sull’attuazione della D.G.R.C. n. 423/2025, relativo alla riorganizzazione della rete dei laboratori privati accreditati.

    Con la nota del 31 dicembre 2025, la Regione ha ribadito un principio fondamentale di legittimità amministrativa: per le strutture laboratoristiche che risultino al di sotto della soglia di 200.000 prestazioni annue (al netto dei prelievi) e che non abbiano completato percorsi di aggregazione, l’erogazione di prestazioni a carico del SSR può essere sospesa solo a decorrere dalla comunicazione di un formale provvedimento regionale di sospensione.

    Il chiarimento esclude qualsiasi automatismo e conferma che le ASL non possono procedere autonomamente né alla sospensione degli accreditamenti né al blocco dell’accesso al CUP e ai flussi informativi, in assenza di un atto formale regionale.

    Secondo UAP, si tratta di una scelta di equilibrio che tutela certezza del diritto, continuità assistenziale e corretto esercizio delle competenze istituzionali, evitando interruzioni improvvise dei servizi sanitari ai cittadini.

    Per questo, UAP accoglie inoltre con favore la scelta della Regione di avviare una scrupolosa attività istruttoria, volta a verificare le singole posizioni delle strutture interessate.

    Infine, UAP rinnova l’auspicio che si proceda in tempi rapidi a una revisione del nomenclatore tariffario, ormai più volte dichiarato illegittimo dal TAR Lazio, anche alla luce delle ripetute dichiarazioni di incremento delle risorse destinate alla sanità.

  • Fondi alla sanità: aumenti nominali, tariffe inadeguate e regole incoerenti mettono in crisi la sanità sul territorio

    Fondi alla sanità: aumenti nominali, tariffe inadeguate e regole incoerenti mettono in crisi la sanità sul territorio

    Nel dibattito sulla legge di bilancio si parla di aumento delle risorse destinate alla sanità. Tuttavia, per chi opera quotidianamente nel Servizio Sanitario Nazionale sul territorio, la realtà è ben diversa: strutture in difficoltà, offerta di cure che si riduce e liste d’attesa in costante crescita.

    Con la manovra in fase di approvazione, il Fondo Sanitario Nazionale passa da circa 136 miliardi nel 2025 a oltre 143 miliardi nel 2026, con un aumento nominale di poco superiore ai 6 miliardi di euro. Ma questo dato va letto nel suo contesto: la spesa sanitaria in rapporto al PIL resta stabile intorno al 6,3–6,4%, mentre l’inflazione ha fatto crescere in modo significativo i costi di personale, energia e tecnologie.

    Il Servizio Sanitario Nazionale è composto da strutture pubbliche e strutture private accreditate, che erogano le stesse prestazioni e sono remunerate alle medesime tariffe, fissate a livello nazionale dal nomenclatore tariffario. Quando le tariffe non coprono i costi reali, l’intero sistema entra in sofferenza.

    Il nomenclatore tariffario 2024, approvato con decreto ministeriale nel novembre 2024, ha introdotto riduzioni tariffarie fino al 60–70% su numerose prestazioni, colpendo tutti gli erogatori del SSN e mettendo a rischio la sostenibilità dell’offerta sanitaria sul territorio.

    Lo stesso decreto è stato annullato da più sentenze del TAR Lazio per gravi vizi, legati a dati di costo obsoleti e a una metodologia non trasparente. Nonostante ciò, il Ministero della Salute ha proposto appello al Consiglio di Stato, prolungando una fase di incertezza che pesa sulle strutture e sull’occupazione. Una scelta che appare ancora più difficile da comprendere alla luce dell’articolo 67 del DDL Bilancio, che stanzia risorse dedicate per l’adeguamento delle tariffe, riconoscendo di fatto l’inadeguatezza del sistema tariffario vigente.

    Gli effetti sono già evidenti: nel Mezzogiorno molte strutture riducono l’attività o chiudono, perché le tariffe non coprono i costi minimi; in alcune Regioni del Nord l’impatto è attenuato da integrazioni regionali, ma questo accentua le disuguaglianze territoriali e la mobilità sanitaria.

    A questo si aggiunge un’ulteriore criticità: il limite delle 200.000 prestazioni annue di diagnostica di laboratorio, previsto dal decreto-legge n. 73 del 2021. Una soglia che obbliga i laboratori a riorganizzarsi in reti o aggregazioni senza che siano state definite e rese operative le relative regole, nonostante dal 2021 il problema sia stato più volte segnalato. Il rischio concreto è la chiusura o la vendita forzata di molti presìdi territoriali prima ancora che esista un quadro normativo chiaro.

    Il paradosso è evidente: a fronte di un aumento nominale delle risorse per la sanità, la capacità reale di erogare prestazioni si riduce e i cittadini sono sempre più spesso costretti a rivolgersi al mercato privato.

    Per queste ragioni, UAP chiede:

    • trasparenza sull’utilizzo dei fondi destinati alla sanità;
    • una revisione tempestiva del nomenclatore tariffario;
    • regole chiare e operative sui modelli di rete e di aggregazione;
    • la tutela degli erogatori del Servizio Sanitario Nazionale e della sanità territoriale.

    La sanità reale ha bisogno di decisioni coerenti, non di annunci.

  • Dal cervello alla colonna:approccio integrato, innovazione e centralità del paziente

    Dal cervello alla colonna:approccio integrato, innovazione e centralità del paziente

    Artemisia Academy, Education Unit della Fondazione Artemisia ETS, annuncia il webinar medico-scientifico “Dal cervello alla colonna: approccio integrato, innovazione e centralità del paziente”, che si terrà martedì 27 gennaio 2026, dalle ore 16:00, in diretta streaming.
    L’evento, accreditato ECM con 4.5 crediti gratuiti e rivolto a tutte le professioni sanitarie, si svolge con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Roma.
    L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività istituzionali della Fondazione Artemisia ETS, di cui è Presidente la Dr.ssa Mariastella Giorlandino, da sempre impegnata nella promozione di una cultura
    sanitaria basata su qualità, responsabilità e centralità della persona assistita.
    Il percorso formativo è stato ideato e organizzato da Artemisia Academy sotto la direzione della Dr.ssa Elena Pollari.
    Il webinar propone una visione aggiornata e multidisciplinare delle patologie neuro-vertebrali, affrontando temi che spaziano dalla diagnosi precoce alle tecniche di imaging, dalle terapie mini‑invasive e robotiche alle strategie non farmacologiche per la gestione del dolore, fino alle connessioni PNEI tra cervello, colonna e microbiota. Saranno inoltre approfondite le innovative tecniche
    di diagnosi e terapia TAC‑guidate, oggi fondamentali per garantire precisione, sicurezza e appropriatezza negli interventi sulle strutture vertebrali. Particolare attenzione sarà dedicata alla centralità del paziente e alla cultura della salute come strumenti essenziali per una presa in carico
    efficace, sicura e personalizzata.
    La supervisione scientifica dell’iniziativa è affidata al Prof. Mario Francesco Fraioli, che garantirà il rigore
    metodologico e l’aderenza ai più recenti orientamenti della letteratura medico-scientifica.
    Con questo appuntamento, Artemisia Academy conferma il proprio impegno nel promuovere una
    formazione continua di qualità, capace di integrare innovazione, multidisciplinarietà e umanizzazione della cura.

  • Sanità campana, Interlandi: “Fico chiarisca, il silenzio non è neutrale”

    “La sanità non può permettersi tempi morti”. È l’allarme della dottoressa Elisa Interlandi, presidente di ANMED e vicepresidente di UAP, che chiede al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di rompere il silenzio sulla gestione della sanità, di cui ha mantenuto la delega.

    Secondo Interlandi, mentre la politica tace, l’apparato amministrativo continua a produrre atti che favorirebbero una riorganizzazione del sistema diagnostico a vantaggio di grandi gruppi privati e multinazionali, con un progressivo indebolimento delle strutture territoriali accreditate, pubbliche e convenzionate. Un processo che comporta un trasferimento di risorse e capitale pubblico verso soggetti orientati a un modello di sanità privata pura.

    Nel mirino il rischio di trasformare molti laboratori sul territorio in semplici punti prelievo, con accentramento delle analisi e ricadute sull’occupazione.

    Interlandi sottolinea inoltre come, all’interno dello stesso schieramento politico, alcuni esponenti – come Turco e Donno – abbiano già chiesto interventi nel Milleproroghe per bloccare una riorganizzazione che potrebbe compromettere efficienza, qualità e posti di lavoro. Il rischio, avverte, è che migliaia di professionisti perdano il lavoro non per una crisi di mercato, ma per scelte politiche che favoriscono l’ingresso dei grandi gruppi internazionali della diagnostica.

    “Si parlava di sanità di prossimità, oggi vediamo l’opposto”, conclude Interlandi. “Segnaliamo l’emergenza, la necessità dell’intervento di un Presidente che scelga di stare dalla parte dei campani, interrompendo quei giochi di palazzo che da anni hanno indebolito il territorio per arricchire altri interessi. Fico le chiediamo di agire, o quel silenzio diventerà una firma”.