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Tariffe sanitarie: UAP chiede al Ministero di agire subito. “Il sistema non regge più: servono tariffe eque per il pubblico e l’accreditato”. UAP a favore dei cittadini

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), tramite la sua Presidente, Mariastella Giorlandino, torna a denunciare l’insostenibilità del sistema tariffario vigente.
Le tariffe sanitarie oggi in vigore, fissate dal decreto del 25 novembre 2024 e annullate dal TAR del Lazio con sentenza n. 16370/2025, restano scollegate dai costi reali delle prestazioni, imponendo a ospedali, poliambulatori e strutture accreditate di operare in perdita.
“Non regge più – afferma UAP -: tariffe così basse compromettono la tenuta economica del sistema, pubblico e privato, riducendo la qualità e la continuità dell’assistenza ai cittadini.”
Un problema di sistema.
Le tariffe sottostimate danneggiano l’intero Servizio Sanitario Nazionale:
- le strutture pubbliche si trovano a dover ridurre attività e personale per contenere costi non coperti;
- le strutture accreditate non riescono più a sostenere i volumi richiesti dal SSN;
- i cittadini rischiano di trovarsi davanti a tempi più lunghi e servizi ridotti.
La stessa sentenza del TAR ha accertato che il decreto tariffario è viziato da errori di metodo e di istruttoria. Tuttavia, a distanza di settimane, il Ministero non ha ancora avviato la procedura di revisione, aggravando l’incertezza di migliaia di operatori sanitari.
“Il diritto alla salute – ricorda UAP – non può poggiare su tariffe irrazionali e non aggiornate. La sanità pubblica e quella accreditata non possono continuare a lavorare in perdita.”
Gli stanziamenti nel DDL Bilancio 2026: un segnale positivo, ma “avviate subito la revisione, senza attendere”.
UAP accoglie con favore la previsione, contenuta nell’articolo 67 del Disegno di Legge di Bilancio 2026, di nuove risorse destinate all’adeguamento delle tariffe.
Sollecita quindi il Ministero della Salute ad adempiere senza ulteriori ritardi alla sentenza del TAR:
- avviando immediatamente la revisione del nomenclatore tariffario;
- convocando i tavoli tecnici con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e le principali strutture di diagnosi, ricovero e cura, pubbliche e private accreditate;
- e richiedendo al MEF, una volta approvata la legge di bilancio, la messa a disposizione dei fondi necessari a coprire le nuove tariffe, così che possano essere impegnati già nei primi mesi del 2026.
“Non c’è più tempo – dichiara UAP -. Ogni giorno di rinvio erode risorse, fiducia e qualità. È necessario aggiornare subito le tariffe, perché la sostenibilità economica è la condizione minima per garantire la salute dei cittadini.”
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Il Rotary Club Roma Foro Italico e la Fondazione Artemisia ETS presentano il progetto “Allenare l’Inclusione, Costruire Opportunità”

Nella suggestiva cornice del Grand Hotel del Gianicolo, si è svolta la serata conviviale del Rotary Club Roma Foro Italico dedicata al tema “Sport e Disabilità – Allenare l’Inclusione, Costruire Opportunità”, un evento che ha unito emozione, testimonianza e impegno concreto.
L’iniziativa si inserisce nel percorso tracciato dal Protocollo d’Intesa tra il Ministero per le Disabilità e i Distretti Rotary italiani, firmato lo scorso ottobre, e rappresenta il contributo del Club alla promozione di una società più equa e accessibile, dove lo sport diventa strumento di crescita, autonomia e dignità.
La serata ha visto la partecipazione del Ministro per le Disabilità, On. Alessandra Locatelli, accolta con grande calore dai soci del Club e dalle autorità rotariane.
Per il Distretto 2080 è intervenuto Niccolò Di Raimondo, Segretario Distrettuale, che ha portato il saluto del Governatore e ha sottolineato il valore del progetto come esempio concreto dello spirito rotariano al servizio della comunità.Particolarmente toccanti gli interventi degli atleti paralimpici e testimonial dell’inclusione sportiva:
- Antonio Fantin, campione paralimpico di nuoto, oro nei 100 metri stile libero ai Giochi di Tokyo 2020 e Parigi 2024;
- Azzurra Carancini, campionessa di triathlon;
- Riccardo Vernole, tecnico e dirigente del Comitato Italiano Paralimpico;
- Salvatore Cimmino, nuotatore e attivista per i diritti delle persone con disabilità, noto per le sue imprese in mare e il progetto “A nuoto nei mari del globo”.
Ciascuno di loro ha condiviso un messaggio profondo di speranza e determinazione, ricordando che “lo sport non è solo movimento, ma libertà, dignità e futuro”.
Nel suo intervento di apertura, il Presidente del Rotary Club Roma Foro Italico, Antonio Bernardo, ha dichiarato:
“Con questo progetto vogliamo trasformare lo sport in una vera opportunità di crescita. Allenare l’inclusione significa costruire futuro: perché ogni giovane, indipendentemente dalle difficoltà, possa sentirsi parte di una comunità che cresce insieme.”
Il progetto “Allenare l’Inclusione, Costruire Opportunità” prevede contributi annuali destinati a favorire l’accesso allo sport per giovani con disabilità nel Lazio e in Sardegna, in collaborazione con realtà sportive locali. Un impegno concreto, continuativo e trasparente, in perfetta sintonia con i principi del Rotary.
La serata è stata realizzata anche grazie al prezioso supporto della Fondazione Artemisia e della sua Presidente, Mariastella Giorlandino, che hanno contribuito all’organizzazione e alla promozione dell’evento, confermando una sensibilità profonda verso i temi dell’inclusione e della solidarietà sociale.
L’incontro si è concluso con un forte messaggio di unità e di impegno: il Rotary c’è, accanto a chi ogni giorno trasforma le difficoltà in forza e il coraggio in futuro.
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Progetto RIGENERADERMA, un’alleanza per la rinascita: insieme contro la violenza di genere

In data odierna, alle ore 11:00, la Fondazione Artemisia ETS, con la sua Presidente Dott.ssa Mariastella Giorlandino, unitamente al Prof. Maurizio Busoni, hanno firmato il protocollo d’intesa con la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato per la realizzazione di iniziative finalizzate alla diffusione della cultura di genere, che prevede l’applicazione del Progetto RIGENERADERMA, progetto che offre terapie gratuite a donne che abbiano riportato cicatrici invalidanti in conseguenza di un reato commesso nell’ambito della violenza di genere o domestica.
La Dott.ssa Mariastella Giorlandino, insieme a Maria Grazia Cucinotta, presente alla firma del Protocollo, che si è sempre battuta per la salvaguarda e la tutela delle donne, esprimono profonda soddisfazione per il sostegno fornito dalle Forze dell’Ordine nella realizzazione di un progetto così delicato e importante, che rappresenta un’occasione di formazione, informazione e sensibilizzazione, a livello territoriale, per diffondere la conoscenza e l’approfondimento delle tematiche afferenti alla violenza basata sul genere e agli strumenti di tutela delle vittime, comprese le misure di prevenzione del Questore e i dispositivi di pronto intervento adottati dalla Polizia di Stato.
Tale progetto si innesta nel solco di un’attività che la Fondazione Artemisia svolge da oltre 20 anni a tutela delle fasce più deboli della popolazione e soprattutto delle donne, nonché di tutte le vittime di stalking, bullismo e mobbing, assicurando anche un’assistenza legale, psicologica e medica attraverso il numero verde 800 967 510, attivo tutti i giorni 24h su 24h.
Il protocollo prevede anche la realizzazione di un docufilm con le testimonianze delle vittime che hanno già usufruito delle cure o che sono state prese in carico nel progetto, in cui è stata richiesta la collaborazione delle forze dell’ordine per informare le donne sui primi “segnali” che possano indicare la presenza di fenomeni di violenza di genere incoraggiando le vittime a denunciare prima che sia troppo tardi.
A tal fine, la Fondazione Artemisia ha organizzato una conferenza stampa che si terrà il 18 novembre, ore 11:00, presso l’Università Guglielmo Marconi, Sala Vittoria Colonna, dal titolo “La Voce delle Ferite”, una giornata di testimonianza e rinascita per dare voce alle donne vittime di violenza e presentare i percorsi di cura e sostegno offerti dalla Fondazione Artemisia grazie alla collaborazione con il Prof. Busoni.
Solo con la giusta informazione e un sostegno concreto – sostiene la Dott.ssa Giorlandino – si possono sensibilizzare le coscienze collettive per reprimere o prevenire – quanto più possibile – i fenomeni di violenza di genere, sostenendo e aiutando le vittime.
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ACQUISIZIONI ESTERE NEL SETTORE SANITARIO: NECESSARIO GARANTIRE IL CONTROLLO NAZIONALE E REGOLE FISCALI EQUE

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), attraverso il suo Presidente Mariastella Giorlandino richiama l’attenzione delle Istituzioni sul crescente fenomeno delle acquisizioni di strutture sanitarie italiane da parte di gruppi esteri, spesso dotati di ingenti risorse finanziarie e strutture societarie complesse.
Non si tratta di limitare la concorrenza, ma di assicurare che l’Italia mantenga il controllo effettivo del proprio sistema sanitario, che rappresenta un settore strategico e un “soggetto essenziale” ai sensi della Direttiva UE NIS2 sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi e della Direttiva UE CER (Critical Entities Resilience), che tutela la resilienza fisica e organizzativa dei settori critici, tra cui la sanità.
Queste norme europee riconoscono che la sanità svolge un ruolo vitale per la sicurezza collettiva: di qui la necessità di proteggere gli operatori sanitari, le infrastrutture, i dati e le capacità operative indispensabili per la continuità del Paese in caso di emergenze, crisi pandemiche o attacchi informatici.
UAP sottolinea che ogni acquisizione deve rispettare rigorose procedure di verifica: l’autorizzazione e l’accreditamento devono restare in capo a soggetti stabiliti in Italia, con controlli antimafia, tracciabilità dei fondi (Know Your Customer e Enhanced Due Diligence) e, se necessario, segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria per prevenire operazioni opache o di dubbia provenienza.
Allo stesso modo, è fondamentale evitare che le strutture acquisite da gruppi esteri sfuggano alla fiscalità nazionale.
Le società che operano nel nostro Paese devono versare le imposte dovute in Italia, senza spostare i profitti verso holding o veicoli societari registrati in Paesi a fiscalità agevolata.
UAP chiede quindi che le Autorità competenti vigilino affinché i soggetti esteri operino attraverso società italiane pienamente trasparenti e fiscalmente residenti, conformemente alle norme sul transfer pricing, sulla stabile organizzazione e sugli obblighi dichiarativi previsti dall’Agenzia delle Entrate.
In sintesi, la tutela dell’interesse nazionale passa attraverso due linee guida fondamentali:
controllo nazionale e sicurezza: assicurare che la proprietà e la gestione delle strutture sanitarie rimangano ancorate al territorio italiano, nel rispetto delle regole di autorizzazione e accreditamento previste dal d.lgs. 502/1992 e delle direttive europee NIS2 e CER;
equità fiscale e trasparenza: garantire che i gruppi esteri contribuiscano in modo equo al sistema fiscale italiano, evitando fenomeni di elusione o erosione della base imponibile.UAP ribadisce la piena disponibilità a collaborare con Governo e Regioni per la definizione di linee guida nazionali che assicurino vigilanza, sicurezza e concorrenza leale, tutelando al contempo la qualità e la prossimità delle cure.
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FARMACIA DEI SERVIZI: DA CHIAREZZA A CONFUSIONE IN UNA NOTTE. U.A.P. CHIEDE SPIEGAZIONI PER GARANTIRE LA SALUTE DEI CITTADINI ITALIANI

In meno di ventiquattro ore, il testo del disegno di legge di bilancio è cambiato profondamente.
Il Governo, nella prima bozza del 20 ottobre, aveva previsto che i servizi erogati dalle farmacie fossero integrati nel Servizio Sanitario Nazionale “previa autorizzazione e accreditamento in conformità con quanto previsto per le altre strutture sanitarie”.Una formulazione chiara, rispettosa della legge (D.Lgs. 502/1992) e dei principi costituzionali di eguaglianza e tutela della salute (artt. 3 e 32 Cost.), che garantiva sicurezza, qualità e parità di trattamento tra farmacie e strutture sanitarie pubbliche e private accreditate.
Ma nel testo “bollinato” apparso il giorno dopo, quella clausola è sparita. Al suo posto una formula più vaga, che parla di integrazione nel SSN senza menzionare né autorizzazione né accreditamento.
Non vogliamo evocare “manine”, ma è legittimo chiedersi perché, nel giro di una serata, si sia passati da una norma limpida e garantista a una formulazione volutamente ambigua.Cosa è cambiato? E per chi?
U.A.P. tramite la sua Presidente, Dott.ssa Mariastella Gorlandino, unitamente a FederAnisap con il suo Presidente, Dott. Valter Rufini, e tutte le altre associazioni di categoria facenti parte di U.A.P., evidenziano che, sul piano giuridico, l’obbligo di accreditamento resta sostanzialmente vincolante, poiché previsto dalle lettere c-bis e c-ter dell’art. 8 del D.Lgs. 502/1992 e dai meccanismi di contrattualizzazione regionale. Tuttavia, la rimozione del riferimento esplicito apre la porta a letture “estensivamente interessate”, che rischiano di legittimare prassi in contrasto con le regole del Servizio Sanitario Nazionale.
La verità è che le farmacie non sono oggi in grado di rispettare i requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici che la legge impone alle strutture sanitarie.
Per questo qualcuno vuole consentire loro di erogare prestazioni sanitarie in deroga, aggirando controlli, standard e responsabilità mediche.Ma se l’intento non è la tutela della salute, bensì un nuovo canale di business, allora diciamolo apertamente, anche perché da ciò ne deriverebbe un consequenziale aumento della spesa pubblica dovuta al fatto che gli screening eseguiti in farmacia, non avendo valore di atto medico, necessiterebbero di ulteriori esami di verifica e controllo, aumentando conseguentemente le liste di attesa.
U.A.P. respinge con fermezza la retorica secondo cui la farmacia dei servizi servirebbe a ridurre le liste d’attesa:
Le liste d’attesa non si abbattono abbassando gli standard di sicurezza o spostando la diagnostica dietro un bancone, le si riduce con investimenti, organizzazione e trasparenza.
Infine, l’Unione chiede al Parlamento di ripristinare nel testo dell’art. 68 il riferimento esplicito al regime autorizzativo e di accreditamento, come previsto nella versione originaria: non può esserci un doppio sistema sanitario: uno sottoposto a regole e controlli, e uno “semplificato” per ragioni di categoria.
Chi sostiene questa scorciatoia, dovrebbe chiarire se si considera al servizio dello Stato o se pensa che lo Stato debba piegarsi a interessi economici.Una domanda ineludibile, infine: perché favorire le farmacie invece di aprire un confronto con chi conosce le regole della sanità accreditata?
A questo punto, UAP chiede apertamente perché si scelga di perseguire una linea che appare smaccatamente volta a favorire le farmacie, anziché avviare un confronto serio e trasparente con chi rappresenta la sanità accreditata, pubblica e privata, che opera nel pieno rispetto dei requisiti di legge.
La sanità italiana ha bisogno di regole, non di eccezioni. I requisiti stringenti previsti per le strutture accreditate esistono per garantire la sicurezza dei pazienti.Pensare di ridurli o aggirarli significa aprire la strada a deroghe pericolose, che minano la qualità delle cure e la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale.
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Uap, bene adeguamento tariffe ma chiarire su Farmacia dei Servizi

Uap – Unione nazionale degli ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata – “accoglie con favore l’impegno del Governo a destinare risorse significative all’adeguamento delle tariffe del nomenclatore nazionale, finalmente volto a ristabilire un sistema di remunerazione coerente, aggiornato e trasparente, dopo l’annullamento del precedente decreto da parte del Tar Lazio”. Lo rende noto in un comunicato in cui sottolinea che “si tratta di un passo concreto verso un equilibrio tariffario equo, che con i fondi destinati dal Ministero potrà valorizzare la qualità delle prestazioni e garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale per pubblico e privato accreditato” e “ci si augura che tali fondi saranno utilizzati esclusivamente per la sanità dei cittadini, con chiarezza degli importi utilizzati, e non si verifichi quanto successo precedentemente”. Come spiega la presidente Uap, Mariastella Giorlandino, “il Governo ha dato un segnale di attenzione al lavoro tecnico svolto in questi mesi e di questo lo ringraziamo, dichiarandoci pronti a collaborare per costruire un nomenclatore aggiornato e scientificamente fondato, capace di remunerare correttamente le prestazioni e di tutelare i pazienti, unico modo per l’abbattimento delle liste di attesa”. Tuttavia, Uap esprime “forte preoccupazione” per la nuova formulazione dell’articolo 68 – ovvero la Farmacia dei Servizi – che, rispetto alla precedente bozza dell’articolo 67 – “risulta meno chiara sul regime autorizzativo e di accreditamento delle farmacie”.
“La soppressione del riferimento esplicito all’obbligo di ‘autorizzazione e accreditamento’ per l’integrazione delle farmacie nel SSN – prosegue la nota – rischia di riaprire spazi interpretativi in contrasto con il principio fondamentale di ‘stesse regole per la stessa prestazione’, sancito dal D.Lgs. 502/1992 e ribadito da Uap in ogni sede istituzionale”, prosegue la nota in cui si sottolinea che “l’erogazione di prestazioni sanitarie a carico del SSN deve restare subordinata a requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici, come già previsto dalle lettere c-bis e c-ter dell’articolo 8 del D.Lgs. 502/1992; la capienza nel fabbisogno sanitario standard regionale costituisce un vincolo inderogabile per la contrattualizzazione e la remunerazione; ogni deviazione da tali regole configurerebbe una scorciatoia normativa inaccettabile, che metterebbe a rischio la sicurezza clinica e la parità di trattamento tra operatori del sistema sanitario”.
“Non vorremmo – afferma Giorlandino – che una modifica meramente lessicale si trasformasse in una porta aperta a nuove deroghe o scorciatoie. La farmacia di prossimità ha un ruolo importante, ma non può diventare un centro sanitario parallelo privo di controlli e requisiti”. Uap “auspica che il Parlamento approvi l’articolo 68 nella forma attuale, ma con un chiarimento esplicito sul rispetto delle regole di autorizzazione e accreditamento, respingendo ogni tentativo di deregolamentazione sanitaria che andrebbe a scapito della salute dei cittadini e della coerenza del sistema SSN. Prossimità sì – conclude Uap – ma con sicurezza, legalità e parità di regole, applicando il D.Lgs. n. 502/1992 con i relativi requisiti”.
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Maternità surrogata: esce libro ‘Il mercato del ventre’ del giudice Cricenti

Il magistrato Giuseppe Cricenti in libreria con “Il mercato del ventre – Il caso della maternità surrogata”. Nell’opera il delicato tema della gestazione per altri che nella sua forma a pagamento in Italia è reato e dal 2024 “reato universale”.
Una pratica, come spiega Cricenti, che “arriva anche a costare 120-130mila dollari. Opportunità di questo fenomeno? Solo nella maturità surrogata di tipo altruistico. Cioè senza agenzie e con la gestante che si presta per solidarietà”.
Alla presentazione del libro di Cricenti personalità trasversali del mondo politico, dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri alla senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. Sul palco anche Ricky Tognazzi e Maria Grazia Cucinotta da anni vicini alla Fondazione Artemisia che organizza l’evento.
“Credo che la politica quando si tratta di temi etici si debba far guidare dalla società civile” dichiara la senatrice Castellone, “e che debba avere il coraggio di affrontare certi argomenti che sono all’ordine del giorno. La Gpa è una pratica che è consentita in altri paesi, la scienza ha fatto passi da gigante e la discussione può essere interessante”.
Nelle parole della presidente della Fondazione Artemisia Mariastella Giorlandino: “Avere diverse posizioni dalla politica ci aiuta a capire e a informarci. E a farsi un’idea perché la società cresce con idee, progetti e opinioni”. -
Fondazione Artemisia con il patrocinio del Senato della Repubblica

Mercoledì 22 ottobre, alle ore 11:00, presso la Sala Vittoria Colonna dell’Università Guglielmo Marconi, in Via Vittoria Colonna n. 11, la Fondazione Artemisia ETS terrà la conferenza stampa di presentazione del volume “Il mercato del ventre – Il caso della maternità surrogata”, scritto da Giuseppe Cricenti, Giudice della Corte di Cassazione.
L’incontro, patrocinato dal Senato della Repubblica e dalla Regione Lazio, vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo giuridico, istituzionale, medico-scientifico e mediatico, tra i quali: il Senatore Gasparri e la Senatrice Maria Domenica Castellone, la Dott.ssa Fernanda Fraioli, Presidente di Sezione della Corte dei Conti di Torino, il Dott. Ermanno Greco, Specialista in Medicina della Riproduzione, il Dott. Antonio Magi, Presidente dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; la Dott.ssa Rita Parsi, Psicoterapeuta e Saggista, oltre ai testimonial della Fondazione Artemisia: Maria Grazia Cucinotta, Simona Izzo, Riky Tognazzi e Laura Freddi.
Con questa iniziativa, la Fondazione Artemisia ETS, attraverso la voce della sua Presidente Mariastella Giorlandino, vuole stimolare un dibattito multidisciplinare su uno dei temi più delicati e controversi della contemporaneità, a tutela della dignità umana, della salute della donna e del bambino e della difesa dei diritti fondamentali contro ogni forma di sfruttamento. L’obiettivo è stimolare una riflessione pubblica consapevole, informata e rispettosa della complessità bioetica e sociale. -
FARMACIA DEI SERVIZI: U.A.P. ESPRIME SODDISFAZIONE PER L’ARTICOLO 67 DEL D.D.L. BILANCIO 2026

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (U.A.P.) apprende con favore, dalla stampa nazionale, le disposizioni contenute nell’articolo 67 del Disegno di Legge di Bilancio 2026, dedicato alla “farmacia dei servizi”.
“Finalmente – dichiara la Dott.ssa Giorlandino, Presidente U.A.P. – troviamo una disposizione a tutela della salute dei cittadini. Infatti, il testo subordina l’erogazione di servizi diagnostici nelle farmacie al rispetto dei criteri previsti per tutte le altre strutture sanitarie dal decreto legislativo n. 502/1992 per il rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento al Servizio Sanitario Nazionale”.
Inoltre, la remunerazione dei servizi sarà definita in sede di accordi regionali, nei limiti delle risorse vincolate e sotto la vigilanza del Ministero della Salute, che riceverà annualmente i dati sull’utilizzo dei fondi e sui volumi di attività.
Si tratta di un intervento pienamente coerente con la posizione sempre sostenuta da U.A.P., secondo cui la “farmacia dei servizi” non può costituire una scorciatoia normativa, ma deve operare nel rispetto delle regole comuni in materia di sicurezza, qualità e accreditamento, a tutela dei cittadini e della legalità del sistema sanitario.
U.A.P. esprime soddisfazione per la scelta del Governo, che con un atto equilibrato e responsabile riconduce il ruolo delle farmacie nel perimetro ordinario del Servizio Sanitario Nazionale, valorizzandone la funzione di prossimità senza pregiudicare la sicurezza clinica e i principi di equità tra strutture pubbliche e private.
L’Unione auspica che l’articolo venga approvato nella sua attuale formulazione e rinnova la propria piena disponibilità al dialogo istituzionale e alla collaborazione con Governo, Regioni e Ordini professionali, per costruire insieme un modello di sanità territoriale efficace, sostenibile e rispettoso delle regole. -
SANITÀ LAZIO, U.A.P: ILLEGITTIMITÀ E RISCHI SULLA TELEMEDICINA IN FARMACIA

In merito all’annunciato avvio delle prestazioni di ECG e Holter in telemedicina nelle farmacie, l’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) fa presente che la Delibera di Giunta Regionale (DGR) 461/2025 della Regione Lazio è illegittima, in quanto viola le norme nazionali, e crea disparità e rischi concreti per i cittadini in termini di sicurezza e qualità.
La U.A.P. chiede l’immediata sospensione della DGR n. 461/2025 del 19 giugno scorso approvata dalla Regione Lazio e l’intervento del Ministero della Salute per ristabilire la legalità.
U.A.P. ritiene che vi sia un mancato rispetto della normativa nazionale che regola l’erogazione di ECG e Holter a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attraverso le farmacie:
Fuori dalla Sperimentazione Nazionale: Secondo UAP le prestazioni di telemedicina in farmacia possono essere attivate solo all’interno di una specifica sperimentazione nazionale, definita con Decreto Ministeriale. La DGR 461 del Lazio, invece, è partita in autonomia, “fuori perimetro” e “da subito”, senza la necessaria validazione ministeriale.
Tempi Ampiamente Scaduti: UAP sottolinea che la normativa nazionale prevedeva la verifica degli esiti della sperimentazione entro il 30 settembre 2025. L’avvio del progetto laziale, annunciato il 10 ottobre, renderebbe di fatto impossibile rientrare nei termini e nelle relative coperture finanziarie.
Mariastella Giorlandino, Presidente di U.A.P., dichiara: “alla luce degli atti, non appare credibile la mera superficialità. Viene da chiedersi se la Presidenza della Regione Lazio sia stata adeguatamente assistita sul punto: fuori sperimentazione non si procede e, in ogni caso, serve una evidenza di fabbisogno insoddisfatto. Diversamente, non è sanità di prossimità: è un azzardo pagato dai cittadini.”
“Stesse Regole per la Stessa Prestazione”: Sicurezza a Rischio
Oltre all’illegittimità formale, U.A.P. denuncia una serie di rischi che comprometterebbero la sicurezza e l’equità assistenziale:
Standard Ridotti e Promiscuità: per effettuare esami cardiologici sensibili, la DGR ritiene sufficiente un locale di soli 5 metri quadrati “separato o separabile”, autorizzato tramite una semplice autocertificazione. UAP denuncia il rischio di promiscuità con l’attività commerciale e la compromissione della sicurezza clinica.
Referti Dispersi: Il protocollo non definisce in modo chiaro l’obbligo di integrazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) né le modalità tecniche (firma digitale), creando il rischio che i dati diagnostici non arrivino in modo sicuro al medico curante.Concorrenza Sleale: le farmacie non sono tenute agli stessi requisiti stringenti e agli obblighi di integrazione nel FSE imposti, invece, alle strutture ambulatoriali accreditate, creando una evidente disparità concorrenziale.
Incentivi a Volume e Privacy confusa
L’associazione critica anche il modello economico scelto dalla Regione:
Bonus sulla Quantità: la DGR prevede bonus fino a 120 euro per le farmacie che raggiungono soglie di prestazioni (10/20/30 ECG): “Si premiano i volumi invece dell’appropriatezza, spingendo potenzialmente a esami inutili”, evidenzia U.A.P..Caos Privacy: vengono riscontrate contraddizioni sui ruoli di gestione dei dati: la farmacia è definita in un momento “titolare” e in un altro “responsabile”, con un modulo di consenso gestito da fornitori terzi, rendendo la catena delle responsabilità incerta e ignorando gli obblighi del GDPR.
“A nostro avviso non è credibile la mera superficialità. Questo accordo, privo di base legislativa statale, discrimina le strutture accreditate e abbassa gli standard di sicurezza clinica.”, conclude Mariastella Giorlandino, Presidente U.A.P..
La U.A.P. chiede urgentemente:Sospensione Immediata della DGR 461/2025.
Stesse Regole per la stessa prestazione (integrazione FSE obbligatoria, locali separati e ispezioni ASL).Trasparenza sui costi e stop ai bonus che incentivano i volumi
Tempistica fuori controllo: la DGR fa riferimento a una Legge (DDL Semplificazioni) non ancora entrata in
vigore perché è in corso l’iter parlamentare che, dopo il Senato deve avere l’approvazione della Camera, ripassare al Senato e poi terminare con la promulgazione del Presidente della Repubblica e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Occorreranno molti mesi per l’entrata in vigore, nel corso dei quali UAP opererà per tutelare i cittadini.