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WEST NILE VIRUS NEL LAZIO: Artemisia Lab – Polo Viaggi in prima linea con competenze d’eccellenza

A seguito del recente decesso avvenuto nel Lazio, attribuito a un’infezione neuro-invasiva da West Nile Virus, si accende l’attenzione sulle problematiche emergenti di salute pubblica e sulla necessità di una risposta sanitaria adeguata e tempestiva. In questo scenario, Artemisia Lab – Polo Viaggi, centro sanitario d’eccellenza autorizzato dal Ministero della Salute, rappresenta un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la gestione clinica delle malattie infettive, con particolare competenza nell’ambito della medicina tropicale. Autorizzato dal Ministero della Salute, il Polo Viaggi opera presso il centro Artemisia Lab Alessandria (Roma, via Piave 76), ed è coordinato dal Dott. Paolo Meo, figura di riferimento nel panorama della medicina tropicale. Il servizio offerto è completo e personalizzato: dalla consulenza specialistica alla profilassi, fino alla cura specifica per ogni viaggiatore.
L’infezione da West Nile Virus è trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette. Nella maggior parte dei casi è asintomatica, ma può manifestarsi con sintomi lievi come febbre, mal di testa, nausea e vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei.
Nei casi più gravi (meno dell’1% delle infezioni), si possono verificare sintomi neuro-invasivi, come febbre alta persistente, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi visivi e convulsioni. In presenza di sintomi sospetti, in particolare nei soggetti fragili o immunocompromessi, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a strutture sanitarie altamente specializzate. Tra queste, il Polo Viaggi Artemisia Lab si distingue per competenza e specializzazione. A supporto delle attività, il Polo si avvale anche della consulenza straordinaria del Prof. Aldo Morrone, figura di spicco a livello internazionale nel campo della Dermatologia Tropicale, delle Malattie Infettive e della Medicina delle Migrazioni. -
FARMACIA DEI SERVIZI, U.A.P. LANCIA L’ALLARME: “COSÌ SI REGALANO LE FARMACIE AI FONDI DI PRIVATE EQUITY, A DANNO DI CITTADINI E TERRITORIO”

“Dietro l’apparente modernizzazione della farmacia dei servizi si nasconde un progetto politico preciso: rendere le farmacie appetibili ai grandi capitali, smantellando la rete di strutture sanitarie accreditate e mettendo a rischio la tutela della salute pubblica”. È la denuncia dell’U.A.P. – Unione Ambulatori, Poliambulatori e Ospedalità convenzionata, alla luce del documento consegnato al Ministero della Salute e alle Regioni.
I PUNTI CHIAVE DELLA DENUNCIA
Tavolo “chiuso” e opaco: alla riunione dell’8 luglio al Ministero della Salute – il cosiddetto “Tavolo tecnico ristretto sulla Farmacia dei Servizi”, convocato per approvare il nuovo protocollo operativo che dal 1° gennaio 2026 stabilizzerà la sperimentazione (telemedicina, diagnostica di prima istanza, fisioterapia, ecc.) e definirà la ripartizione dei fondi statali – sedevano quasi esclusivamente rappresentanti delle categorie farmaceutiche; esclusi laboratori, professioni sanitarie e cittadini. Una violazione dei principi di trasparenza sanciti dalla legge 241/1990. Farmacie senza requisiti sanitari, ma finanziate con fondi pubblici: le farmacie non rispettano i requisiti strutturali e tecnologici imposti alle strutture sanitarie private accreditate; eppure potrebbero ricevere risorse per telemedicina, diagnostica e fisioterapia, senza garanzie di qualità né tracciabilità nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Rischio desertificazione delle farmacie indipendenti: solo le farmacie con forti capitali o già acquisite da gruppi sostenuti da private equity potranno erogare servizi ad alto valore, spingendo le piccole realtà di quartiere alla chiusura. Precedenti inquietanti: in altri settori sanitari – laboratori e poliambulatori – i tagli tariffari fino al 70 % operati dal Nuovo Nomenclatore Tariffario hanno favorito fallimenti e acquisizioni da parte di fondi stranieri. Lo stesso copione minaccia ora la distribuzione farmaceutica.
LE 5 RICHIESTE DI U.A.P.:
- riapertura immediata di un tavolo plurale con Regioni, Ordini, società scientifiche e associazioni dei cittadini;
- applicazione integrale del d.lgs 502/1992: autorizzazioni, accreditamenti, direttore sanitario e controlli di qualità come per ogni struttura sanitaria;
- trasparenza su dati e tariffe: pubblicazione online semestrale di volumi e indicatori di esito;
- limiti alle concentrazioni: oltre 4 farmacie per comune o 50 per provincia, acquisizioni sottoposte a parere Antitrust e Ministero;
- tutela della prossimità: incentivi e vincoli programmatori per salvaguardare le farmacie di quartiere.
«Non ci opponiamo all’innovazione, ma all’idea che la sanità territoriale diventi una filiale della finanza internazionale. Senza regole stringenti – autorizzazioni, qualità dei servizi, responsabilità civili e penali – la farmacia dei servizi sarà un cavallo di Troia che svuoterà i quartieri di presidi essenziali e ridurrà la salute dei cittadini a merce. Chiediamo al Ministro Schillaci di intervenire subito, prima che sia troppo tardi» spiega la Presidente di U.A.P., Mariastella Giorlandino, chiedendo chiarezza su quanto sta succedendo.
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Farmacia dei servizi: U.A.P. chiede regole chiare e tavolo istituzionale per tutelare i cittadini

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (U.A.P.) apprezza l’impegno del Sen. Maurizio Gasparri, che dopo interlocuzione telefonica con il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, alla presenza della Presidente U.A.P., Mariastella Giorlandino, ha ottenuto la possibilità per quest’ultima di presentare un progetto per rilanciare il confronto sulla «farmacia dei servizi», ma chiede che al tavolo tecnico siano coinvolti tutti gli attori del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), pubblico e privato, per definire criteri omogenei e sostenibili entro il 31 dicembre 2025.
Principi irrinunciabili
centralità del paziente e continuità delle cure, nel rispetto della normativa vigente (d.lgs. 502/92 e ss.mm.ii.);
equilibrio fra prossimità territoriale e qualità clinica delle prestazioni;trasparenza sul fabbisogno finanziario: stanziamenti chiari per le prestazioni rese nelle “farmacie dei servizi” e tariffe uniformi con le strutture diagnostiche private accreditate.
La U.A.P. chiede quindi al Ministero della Salute di:
convocare entro settembre 2025 un tavolo paritetico con Regioni, Ordini professionali e rappresentanze del privato accreditato;
definire linee guida nazionali che evitino duplicazioni di servizi e fissino un modello di governance uniforme;
stanziare risorse adeguate nella prossima legge di bilancio.
«Solo con una regia unitaria – sottolinea la presidente U.A.P. Mariastella Giorlandino – potremo garantire ai cittadini un servizio vicino a casa, ma sicuro, efficiente e realmente gratuito». -
Fondazione Artemisia Ets: servizi di assistenza gratuita alle fasce più deboli della popolazione

La Fondazione Artemisia ETS da più di 40 anni offre servizi di assistenza gratuita alle fasce più deboli della popolazione ed ausilio alle vittime di stalking, mobbing e bullismo. Attraverso l’equipe dei medici della Rete Artemisia Lab realizza sempre iniziative gratuite a tutela degli anziani, restando aperti il 14 e 15 agosto per la misurazione della pressione e per effettuare elettrocardiogrammi agli over 70, oltre ad erogare PAP Test gratuiti per la festa della donna, elettrocardiogramma gratuiti per la festa del papà, visite geriatriche gratuite per la festa dei nonni ed altre iniziative gratuite durante tutto l’anno come risultante nel file allegato. Inoltre, è assiduamente impegnata nell’organizzazione ed erogazione di attività di informazione e formazione medico-scientifica, sempre a titolo gratuito, organizzando congressi, convegni, workshop e corsi di formazione professionale ECM (Educazione Continua in Medicina), oltre a realizzare progetti di alternanza scuola-lavoro con protocolli condivisi con il Ministro Valditara.
In un momento di difficoltà per la sanità italiana, priva di percorsi diagnostici chiari e veloci, la Fondazione Artemisia, insieme ai centri della Rete Artemisia Lab, porta avanti la vera medicina di precisione, creando il più importante network per la realizzazione di progetti c.d. “One Day” volti alla risoluzione delle patologie più gravi fornendo risposte diagnostiche in giornata e ove occorresse anche biopsie con esiti in soli 4/5 giorni.
Proprio negli ultimi giorni la Fondazione Artemisia si è messa a disposizione, tramite il Prof. Busoni, per offrire al personale delle Forze dell’Ordine impegnato nell’incendio avvenuto a Roma nei giorni scorsi un percorso ricostruttivo per curare le cicatrici derivanti dalle ustioni subìte, ed altre iniziative verranno comunicate nella Conferenza stampa del prossimo ottobre volte alla tutela delle donne vittime di acido e ai bambini deturpati dalle guerre.
Inoltre, la rete Artemisia Lab con le sue 24 strutture offre servizi di eccellenza con apparecchiature di avanguardia, i medici che operano al suo interno sono solo professionisti specializzati che rilasciano risposte diagnostiche in tempi immediati. Sono dotate di due sale operatorie PC2 per la diagnostica del colon retto e delle gastroscopie, con biopsie rilasciate in soli 5 giorni, permettendo così di salvare la vita.
Inoltre, tutte le procedure sono dotate di certificazione di qualità ISO:9001 e applicano le norme sulla cyber sicurezza dei dati sensibili.
La Rete Artemisia Lab segue il paziente a 360° nel suo percorso di salute, con un giusto rapporto qualità/prezzo, prendendo in carico non soltanto il paziente ma tutta la sua famiglia, perché le patologie gravi purtroppo coinvolgono tutta la cerchia familiare ed è importante in quei momenti non abbandonare chi soffre, ma accompagnarlo per mano fino alla risoluzione del problema.
Una società civile è una società costruita su principi sani, partendo dall’istruzione dei giovani per riportare un equilibrio interiore ed un conseguente benessere psicofisico a 360°.
La mission della Fondazione Artemisia non è solo la mia, ma è la mission di tutta la mia equipe, per costruire il futuro dei nostri ragazzi su basi solide con una formazione adeguata.
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Fondazione Artemisia ETS sempre in prima linea a sostegno della popolazione nei momenti di difficoltà

A seguito della tragica esplosione di un distributore di benzina avvenuta oggi a Roma in Via dei Gordiani, la Fondazione Artemisia ETS, unitamente alla Rete Artemisia Lab, mette a disposizione le proprie strutture e la propria equipe medica per eseguire lastre polmonari e visite pneumologiche, totalmente gratuite, alle Forze dell’Ordine soccorritrici presenti sui luoghi dell’incidente che hanno subìto ustioni, oltre a trattamenti innovativi per ridurre le residue cicatrici da ustione, ove presenti.
A tal fine, basterà contattare il numero verde 800 967 510!
La Presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino, informa sia la Regione Lazio, che il Comune di Roma e il Presidente del Consiglio presente sui luoghi della disgrazia, del sostegno fornito a chi rischia quotidianamente la propria vita a sostegno di quella altrui. -
Sanità, UAP: “Protocollo su tele-ECG in farmacia viola le norme”

La Regione Lazio ha annunciato l’avvio di un protocollo sperimentale che consente alle farmacie di eseguire tele ECG, Holter cardiaco e pressorio rimborsati dal Servizio Sanitario Regionale, destinando a tal fine 1,4 milioni di euro per circa 45.000 esami. In una nota l’UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, enti e ospedalità Privata) e le altre associazioni di categoria, comprese Anisap e Federlazio, invitano la Regione Lazio “a revocare il protocollo e il Ministero della Salute a ristabilire il rispetto delle norme vigenti, a garanzia dell’equità concorrenziale e della sicurezza delle prestazioni sanitarie”.
L’UAP e le altre associazioni sottolineano che “l’erogazione di prestazioni diagnostiche da parte di soggetti privati richiede autorizzazione (art. 8-ter) e accreditamento (art. 8-quater) del D.Lgs. 502/1992, con requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e responsabilità clinica di specialisti”. Inoltre per l’associazione di categoria la “farmacia dei servizi non consente diagnosi strumentali. Il D.Lgs. 153/2009 e il D.M. 16 dicembre 2010 limitano le farmacie a servizi di prima istanza (autoanalisi con dispositivi di autocontrollo) e a prestazioni di natura amministrativa (es. CUP, scelta-revoca del medico). Qualsiasi attività di refertazione o diagnosi specialistica resta esclusa”.
“Con la delibera del 22 giugno 2025 la Giunta regionale annuncia l’esecuzione in farmacia di ECG, Holter cardiaco e pressorio rimborsati dal SSR, senza che le farmacie siano autorizzate né accreditate come strutture sanitarie – prosegue la nota -. Si tratta di prestazioni diagnostiche riservate per legge a centri dotati di requisiti clinici e responsabilità medica diretta”.
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ARTEMISIA LAB AL FESTIVAL DELL’UMANO TUTTO INTERO

Si è tenuto a Roma il 17 e 18 giugno, presso il Pio Sodalizio dei Piceni, il Festival dell’”Umano tutto intero”, organizzato dal network “Ditelo sui tetti”. Al panel dedicato al “Curare il fine della vita” hanno partecipato il Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, il Presidente della Commissione Sanità, Francesco Zaffini, Giuseppe Fioroni e l’amministratore della Rete Artemisia Lab, Dott.ssa Mariastella Giorlandino, la quale ha definito l’evento di grande spessore, perché coniuga perfettamente umanità, deontologia e perseguimento del bene comune.
In particolare, la Dott.ssa Giorlandino ha sottolineato l’importanza della medicina domiciliare per l’assistenza ai malati in fin di vita, che i 23 Centri clinico-diagnostici della rete Artemisia Lab da anni erogano sul territorio grazie ai propri professionisti, che creano un rapporto sinergico con le famiglie dei malati terminali per garantire la presenza di personale 24h/24h, sia per le cure palliative che per le cure della terapia del dolore, trattando specificamente e con grande professionalità anche le piaghe da decubito, di cui tali malati soffrono.
Inoltre, la Dott.ssa Giorlandino ha sottolineato l’importanza del sostegno che la Fondazione Artemisia fornisce alle famiglie dei malati, per consentire un supporto psicologico necessario a chi deve accudire un malato nel momento più difficile della propria vita, considerando il fine vita una componente della vita stessa.
Infine, ha ribadito l’importanza di progetti concreti per l’abbattimento delle liste di attesa e per diagnosi celeri per le patologie irreversibili, che solo se prese in tempo consentono di salvare una vita umana, nonché la necessità di erogare i giusti fondi sia per la sanità pubblica che per quella privata accreditata.
All’evento hanno preso parte pure il Direttore del Tempo, Tommaso Cerno, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e Sua Eminenza il Cardinale e Segretario di Stato Pietro Parolin. -
Ostia, motori e solidarietà: rombano le Harley per la salute

Non è stata la solita sfilata di Harley-Davidson e motori cromati: a Ostia, nella serata di oggi , 12 giugno, si è respirata un’atmosfera speciale. Tra la passione per le due ruote e l’impegno per il benessere collettivo, è andata in scena la manifestazione “Motori e Salute”, un evento che ha saputo unire la voglia di libertà tipica dei bikers alla ricerca medica, con una raccolta fondi destinata alla Fondazione Artemisia.
Organizzata da Alessandro Mangione, in collaborazione con la Fondazione Artemisia di Mariastella Giorlandino e con il supporto della Polizia Locale X Mare e del X Distretto di Polizia, la serata ha preso il via con un raduno di oltre 100 moto, al Pontile di Ostia. Prevalentemente Harley, ma non solo: a fare da cornice, il tifo dei curiosi e lo stupore dei turisti che hanno immortalato ogni istante del corteo. Il cuore pulsante dell’iniziativa è stato il suo scopo benefico: tutto il ricavato della serata, comprese le offerte dei sostenitori che non sono riusciti a partecipare di persona, sarà devoluto alla Fondazione Artemisia, impegnata ogni giorno nella ricerca scientifica e nella tutela della salute accessibile a tutti, anche per le categorie più fragili.
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Fisioterapia in farmacia: un’altra scorciatoia che calpesta le regole sanitarie

L’U.A.P. – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, che rappresenta oltre 27.000 strutture su tutto il territorio – mette in guardia Governo e Regioni: «dopo gli esami diagnostici e i vaccini dietro al bancone, ora si prova a trasformare la farmacia in centro di riabilitazione. È l’ennesimo tentativo di aggirare le norme che tutelano pazienti e qualità delle cure».
Le norme che si vogliono scavalcare:
- Autorizzazione sanitaria ex D.Lgs 502/199: per erogare trattamenti riabilitativi servono requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, nonché un direttore sanitario responsabile; la farmacia ne è priva;
- Principio dell’accreditamento: il SSN riconosce solo strutture – pubbliche o private – che rispettano gli stessi standard di sicurezza e controllo; estendere la riabilitazione alle farmacie crea «un’evidente disparità normativa»;
- Atto medico e supervisione specialistica: la presa in carico riabilitativa richiede la valutazione di un medico fisiatra; consentirla in farmacia significherebbe, di fatto, autorizzare personale non medico a decidere percorsi terapeutici, con seri rischi clinici .
I rischi per pazienti e Servizio Sanitario: - Percorsi di cura inappropriati o tardivi: senza un inquadramento medico specialistico, aumenta la probabilità di trattamenti inefficaci o dannosi;
- Duplice spesa per il cittadino e per il SSN: il paziente finirebbe per ripetere visite e terapie in strutture accreditate, duplicando costi e liste d’attesa;
- Conflitto di interessi: chi vende prodotti farmaceutici e parafarmaceutici non può, al contempo, prescrivere e somministrare terapie: la logica del fatturato sovrasterebbe l’appropriatezza clinici.
Le richieste di UAP: - Moratoria immediata: su ogni protocollo regionale che preveda trattamenti fisioterapici all’interno delle farmacie, in assenza di una riforma normativa organica;
- Tavolo tecnico urgente al Ministero della Salute con Ordini professionali, Regioni e rappresentanze delle strutture sanitarie per definire confini chiari fra “farmacia dei servizi” e prestazioni riabilitative;
- Sanzioni esemplari per chi promuove prestazioni terapeutiche senza autorizzazione, per tutelare la salute dei cittadini e la certezza del diritto.
“La farmacia è un presidio fondamentale, ma resta un esercizio commerciale. La riabilitazione, invece, è un atto sanitario complesso che necessita di ambienti idonei, professionalità dedicate e controlli stringenti. Si fermi questa deriva prima che diventi un pericoloso precedente” dichiara il Presidente UAP.
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U.A.P. ACCANTO A SIBIOC PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI ITALIANI

Mariastella Giorlandino, Presidente di U.A.P., l’Unione che comprende le maggiori associazioni di categoria rappresentative delle strutture sanitarie private accreditate e dell’ospedalità accreditata, esprime piena condivisione alle dichiarazioni espresse dal Presidente della SiBIOC, Prof. Marcello Ciaccio, in merito all’importanza della Medicina di Laboratorio, a salvaguardia della sanità italiana e del diritto alla salute dei cittadini italiani.
Al riguardo, infatti, il Prof. Ciaccio ha rilevato quanto la stessa rappresenti una componente essenziale del sistema sanitario, assolvendo ad un ruolo indispensabile in tutto il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del cittadino-paziente, dalla prevenzione, alla diagnosi precoce, al monitoraggio della malattia e guida della scelta terapeutica, sottolineando altresì l’importanza della qualità del dato di Laboratorio, fondamentale per garantire diagnosi accurate, terapie efficaci e sicurezza per il Paziente.
Per raggiungere tali risultati, però, ha aggiunto il Prof. Ciaccio, sono necessari controlli rigorosi dell’intero processo diagnostico, dalla fase preanalitica a quella post-analitica, competenze specialistiche, formazione continua, adozione di standard internazionali, sistemi di accreditamento e una governance clinico-scientifica interna al Sistema Sanitario.
Per tali ragioni, il Presidente Ciaccio ha giustamente sottolineato il rischio che possono creare i modelli di General Contractor e Global Service nel nostro sistema sanitario, in quanto orientati a logiche commerciali basati sull’esternalizzazione delle attività diagnostiche, che rischiano di far perdere il presidio diretto sulla qualità del dato, di ridurre la tracciabilità e la trasparenza dei processi, di compromettere l’aderenza agli standard scientifici, ed incentivare la massificazione a scapito della personalizzazione diagnostica, trasformando così i laboratori in meri “esamifici” privi di responsabilità clinica.
In sostanza, far gestire un servizio da soggetti che non sono direttamente coinvolti nella responsabilità clinico-scientifica dell’attività diagnostica comporta un inevitabile scollamento tra il Professionista e la qualità del servizio reso, privando il sistema di quel controllo diretto e competente che è garanzia di accuratezza, tempestività e appropriatezza delle analisi.
Tali chiarimenti – conclude la Presidente di U.A.P., Mariastella Giorlandino, sono quantomai essenziali in un periodo di assenza di chiarezza nella comunicazione ai cittadini, soprattutto alla luce dei recenti provvedimenti normativi che allargano sempre più le maglie autorizzative alle farmacie, a scapito dei laboratori, dei poliambulatori e delle strutture sanitarie qualificate che offrono prestazioni mediche ad alta specializzazione, percorsi clinici ispirati a criteri scientifici e sanitari, non commerciali e qualità della diagnostica.