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VACCINAZIONI: un atto medico, non una semplice iniezione. Però farmacie sì, ambulatori no: l’incongruenza delle vaccinazioni che va superata

A ottobre prenderà avvio la campagna vaccinale nazionale. I principali vaccini in somministrazione saranno l’anti-influenzale, l’anti-pneumococco, l’anti-RSV e l’anti-Covid-19. Negli ultimi anni, complice l’ampia visibilità mediatica, si è diffusa l’idea che le vaccinazioni vengano eseguite quasi esclusivamente nelle farmacie. Un’idea fuorviante.
La vaccinazione è un atto medico
«La vaccinazione non è una semplice puntura – è un atto medico a tutti gli effetti» dichiara Mariastella Giorlandino, Presidente di UAP (Unione Ambulatori Privati Accreditati). «Per questo negli ambulatori accreditati viene effettuata sotto la responsabilità diretta di medici e infermieri, unici professionisti in grado di gestire eventuali reazioni avverse e di assicurare il pieno rispetto dei protocolli clinici e di sicurezza».
L’incongruenza normativa
Qui sta il paradosso:
Farmacie. Possono somministrare vaccini ope legis, cioè in forza di una deroga legislativa che consente ai farmacisti – previa formazione – di svolgere un atto che per sua natura è medico;
Ambulatori privati accreditati al SSN. Strutture già qualificate, dotate di medici e infermieri, parte integrante della rete sanitaria pubblica: non hanno automaticamente la possibilità di somministrare vaccini.
«È un’incongruenza evidente» denuncia l’UAP. «Da una parte si autorizzano farmacisti a vaccinare con una norma speciale, dall’altra si limitano ambulatori accreditati – ben più qualificati e strutturati – che operano quotidianamente come parte del Servizio Sanitario Nazionale. Una contraddizione che rischia di indebolire l’efficacia della campagna vaccinale e di disorientare i cittadini».
Un appello per la chiarezza
«I cittadini hanno il diritto di scegliere dove vaccinarsi, ma devono essere consapevoli che la vaccinazione è un atto medico e come tale deve essere trattato» prosegue l’UAP. «Chiediamo che le regole vengano rese coerenti, valorizzando il ruolo degli ambulatori accreditati, che rappresentano la rete più diffusa e qualificata sul territorio. Ci aspettiamo una risposta sollecita per sostenere la salute dei cittadini italiani soprattutto per le fasce più deboli e anche più a rischio. A tal fine, l’UAP sta organizzando un numero verde dedicato a tutti i cittadini per individuare la struttura sanitaria più vicina per eseguire le vaccinazioni richieste». -
Udienza al TAR Lazio sulla Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio sulle c.d. “farmacie dei servizi”. Grande consapevolezza da parte del TAR dei problemi della sanità italiana

Nella camera di consiglio svoltasi questa mattina dinanzi alla Sez. III-quater del T.A.R. Lazio – Sede di Roma è stata discussa la domanda cautelare che gli Avv.ti Prof. Stefano Vinti e Angelo Buongiorno dello Studio Vinti & Associati hanno presentato, a nome di numerosi laboratori medici accreditati con il Servizio Sanitario Regionale, per contestare l’avvio della sperimentazione Farmacia dei servizi approvato dalla Regione Lazio e che consentirà di svolgere nelle farmacie delicate prestazioni diagnostiche (ECG, holter cardiaci e holter pressori) senza un’effettiva e diretta supervisione medica.
La Presidente del Collegio, attesa la rilevanza della vicenda, ha disposto che la stessa venga affrontata nell’udienza del 2 dicembre 2025, al fine di poter quanto prima decidere nel merito tale questione e offrire agli operatori sanitari e ai pazienti le risposte di cui hanno bisogno per veder assicurato il loro diritto alla salute e a un mercato sanitario che non venga alterato da distorsioni che, lungi dal risolvere le criticità della situazione sanitaria, determinano nuovi squilibri e espongo i soggetti più fragili al grave rischio di ricevere prestazioni non all’altezza degli ordinari standard assistenziali.
La Presidente dell’U.A.P., Dott.ssa Mariastella Giorlandino, ha accolto positivamente la fissazione del merito in tempi rapidi, poiché la questione tocca la tenuta del sistema sanitario e il principio di prossimità: i servizi vanno avvicinati ai cittadini senza abbassare gli standard clinici e organizzativi che garantiscono sicurezza e qualità. La linea difensiva è semplice: stesse regole per la stessa prestazione. Prossimità e riduzione delle liste d’attesa sono obiettivi condivisi, ma non possono tradursi in corsie parallele prive dei requisiti che la legge impone a chi fa diagnostica e refertazione. -
Medicina di Genere: il 26 settembre un corso FAD per una Sanità più equa e personalizzata

Il prossimo 26 settembre, dalle ore 15:30, si terrà il corso FAD promosso da Artemisia Academy, organismo della Fondazione Artemisia ets, dedicato alla Medicina di Genere, una disciplina che analizza l’impatto delle differenze biologiche e socioculturali sullo stato di salute e sulla risposta ai trattamenti. Un approccio che rappresenta una svolta etica e scientifica verso una medicina più giusta e su misura.
Il corso, accreditato con 4,5 crediti ECM gratuiti, ha ottenuto il patrocinio gratuito dell’OMCeO e si propone come occasione formativa di alto livello per professionisti della salute.
Ad aprire i lavori saranno Mariastella Giorlandino, Presidente della Fondazione Artemisia, e Elena Pollari, Direttrice di Artemisia Academy e moderatrice del corso.
Seguirà la prolusione della Prof.ssa Stefania Basili, Prorettrice dell’Università Sapienza di Roma, nonché Responsabile Scientifica del convegno, che offrirà una riflessione introduttiva sul ruolo della Medicina di Genere come chiave della Medicina di Precisione.
Tra i temi centrali, l’equilibrio psico-fisico legato alle differenze fisiologiche e ormonali, illustrato dalla Prof.ssa Carla Bruschelli, Docente di Metodologia Clinica presso l’Università Sapienza di Roma, e l’adattamento delle terapie farmacologiche alle caratteristiche individuali.
Il corso si concluderà con l’intervento della Dott.ssa Simona Baldassarre, Presidente dell’Osservatorio regionale sulle Pari Opportunità della Regione Lazio, che affronterà le sfide attuali e le azioni “advocative” per migliorare la qualità della vita della donna.
Il convegno si propone come un momento di confronto e approfondimento per promuovere una medicina realmente personalizzata, capace di ridurre le disuguaglianze e migliorare gli esiti di salute per tutti.
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UAP: sanità privata accreditata sotto attacco mentre alle farmacie si spianano corsie preferenziali

La UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti ed Ospedalità Privata, che rappresenta oltre 27.000 strutture e più di 350.000 professionisti, lancia l’allarme: la sanità privata accreditata, pilastro del Servizio Sanitario Nazionale, è strangolata da requisiti e tariffe insostenibili, mentre le farmacie ottengono scorciatoie e rimborsi d’oro. Requisiti infiniti, tariffe da fame. Gli ambulatori e i poliambulatori accreditati rispettano il d.lgs. 502/1992: centinaia di standard, controlli, procedure di accreditamento diverse da Regione a Regione. Una macchina burocratica che rallenta, ostacola, scoraggia.
E come se non bastasse, il nuovo Nomenclatore tariffario – lo strumento che fissa le tariffe di rimborso delle prestazioni LEA – dopo vent’anni di attesa ha peggiorato la situazione: tariffe più basse delle precedenti, già insufficienti. Visite specialistiche pagate meno di una cena, ECG a rimborso ridicolo. Così si mette in ginocchio chi lavora nella legalità e nella qualità. Rischio colonizzazione del sistema. Con tariffe da fame e vincoli burocratici, le strutture medio-piccole rischiano di chiudere o di essere comprate da grandi gruppi, spesso stranieri. Il risultato? Sanità “massificata”, standardizzata, lontana dal paziente.
Farmacie: sperimentazione o corsia preferenziale? La legge è chiara: le farmacie possono fare solo test di prima istanza, senza referto medico. Eppure, grazie alla “Farmacia dei servizi”, oggi si sperimentano anche esami diagnostici complessi, in deroga ai requisiti di legge. Non solo: per un ECG arrivano a incassare 26 euro, mentre alle strutture accreditate lo Stato riconosce appena 11,6 euro. Un paradosso. Una stortura che sa di privilegio. E adesso? Nel ddl “Semplificazioni” si prova a infilare, quasi di nascosto, la possibilità di rendere permanenti queste attività, in deroga alle regole che valgono per tutti gli altri. Un tentativo “strisciante” che mina la trasparenza e rischia di spaccare il sistema. Il nodo del fabbisogno. Ogni struttura sanitaria deve rispondere ai criteri di fabbisogno regionale per essere accreditata. Una regola ferrea. E le farmacie? In quale fabbisogno rientrerebbero? Nessuno lo dice. Ma intanto operano.La denuncia di UAP “Stesse regole, stessi diritti e stessi doveri: questa è equità. Non possiamo accettare che chi rispetta la legge sia penalizzato e chi opera in deroga venga premiato”, dichiara la Presidente Mariastella Giorlandino. “La sanità privata accreditata non chiede privilegi, ma condizioni giuste per continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini. Se il sistema continua così, a perdere non saranno solo gli operatori, ma i pazienti”.
UAP chiede trasparenza, equità e regole uguali per tutti. Perché la salute dei cittadini non si difende con i privilegi ma con qualità e responsabilità. -
Botulismo in Italia: attenzione alle conserve fatte in casa. I consigli degli esperti di Artemisia Lab

In Italia è scattato l’allarme botulismo: tra Sardegna e Calabria si sono registrati quattro decessi e numerosi ricoveri legati al consumo di alimenti contaminati. L’episodio riporta al centro dell’attenzione i rischi connessi alle conserve alimentari preparate senza le dovute precauzioni.
Il dott. Paolo Meo, direttore del Polo Malattie Infettive- Clinica del Viaggiatore Artemisia Lab -CESMET, lancia un appello:“La tossina botulinica è invisibile, non altera il sapore né l’odore del cibo, ma può essere letale. Basta una piccola distrazione nella preparazione o nella conservazione delle conserve per trasformare un alimento apparentemente buono in un grave pericolo per la salute”.
Come si manifesta il botulismo
I primi segnali compaiono anche poche ore dopo aver mangiato il cibo contaminato: nausea, vomito, visione doppia, palpebre che si abbassano, difficoltà a parlare o a deglutire, secchezza della bocca. Nei casi più gravi la tossina paralizza i muscoli fino a compromettere la respirazione. In presenza di sintomi sospetti è fondamentale recarsi subito al pronto soccorso e spiegare che cosa si è mangiato: una diagnosi rapida e la somministrazione immediata dell’antidoto possono salvare la vita.I consigli pratici per tutti
Per ridurre il rischio di intossicazione è importante:
sterilizzare accuratamente i vasetti e le conserve fatte in casa;
non consumare conserve con coperchi gonfi, odori strani o muffe;
acquistare solo prodotti con etichette chiare e da produttori affidabili;
cuocere bene gli alimenti conservati prima di mangiarli;
evitare cibi scaduti o acquistati da venditori ambulanti non controllati.Conserve a rischio e più sicure
Tra le più a rischio ci sono funghi sott’olio, olive in acqua, cime di rapa sott’olio, insaccati e alcune conserve di pesce. Più sicure, invece, le marmellate, le composte di frutta, le passate di pomodoro, le conserve sott’aceto o in salamoia preparate correttamente, oltre ai prodotti industriali controllati e pastorizzati.
Il dott. Meo ricorda infine:“Meglio rinunciare a un barattolo di dubbia provenienza piuttosto che rischiare la vita. La sicurezza alimentare comincia a casa nostra”.
Per informazioni e approfondimenti:
Polo Malattie Infettive – Clinica del Viaggiatore Artemisia Lab – CESMET -
La Presidente UAP al Ministro Schillaci: “Ristabilire un vero Ministero della Salute, al servizio dei cittadini”

“Ringraziamo il Ministro Orazio Schillaci per la scelta coraggiosa e scientificamente motivata di procedere allo scioglimento del NITAG, il Gruppo tecnico consultivo-consultivo sui vaccini. È un segnale chiaro di attenzione alla centralità della salute pubblica e di rifiuto di logiche che nulla hanno a che vedere con la tutela dei cittadini” spiega la Presidente uap Mariastella Giorlandino.
“Come UAP ci auguriamo che da oggi emerga decisa la consapevolezza che il Ministero della Salute debba essere realmente un “Ministero della Salute”. Le scelte sanitarie devono essere guidate esclusivamente dall’interesse della salute dei cittadini, e non da altre dinamiche.”
“Un medico (ed il Ministro Schillaci lo è) conosce bene cosa significa “fare sanità”: significa garantire sicurezza all’interno delle strutture sanitarie, tutela per i professionisti che vi operano, rispetto delle procedure e centralità della salute del cittadino. Siamo certi che il Ministro, con questa posizione netta, saprà ristabilire un dicastero fondato sulla medicina, sulla scienza e sui corretti percorsi diagnostici. Solo in questo modo sarà davvero possibile affrontare in maniera concreta e risolutiva il problema più sentito dai cittadini: quello delle liste d’attesa.”
L’abbattimento delle liste d’attesa deve essere affidato alle strutture idonee e qualificate: ambulatori, poliambulatori privati accreditati, ospedalità privata accreditata, ospedali pubblici che garantiscono standard di qualità, servizio, rispetto delle norme e professionalità mediche in grado di operare con eccellenza. Un Paese civile non può invece affidarsi a scorciatoie fatte di esercizi senza autorizzazioni e requisiti trasformati in luoghi impropri di prestazioni sanitarie con l’unico scopo di giustificare rimborsi economici triplicati rispetto a quelli riconosciuti a chi svolge sanità in conformità alla legge.
UAP ribadisce con forza: la salute dei cittadini viene prima di tutto. È su questo principio che deve essere costruito il futuro del nostro sistema sanitario.” -
UAP, Giorlandino: “Con Schillaci per la scienza e la salute dei cittadini”

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) esprime il proprio sostegno alla recente decisione del Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, di revocare il NITAG, il gruppo tecnico-consultivo sulle vaccinazioni.
Il NITAG era un organo chiamato a fornire pareri scientifici e indirizzi strategici in materia di vaccini. La presenza, al suo interno, di componenti dichiaratamente contrari alle vaccinazioni ha messo in dubbio la sua capacità di svolgere un ruolo pienamente coerente con le evidenze scientifiche e con la tutela della salute pubblica.
La scelta del Ministro rappresenta un atto di responsabilità e di coerenza: non dettato da logiche di consenso politico, ma dalla volontà di garantire che le decisioni sanitarie nazionali siano basate su evidenze scientifiche solide, nell’interesse esclusivo della salute dei cittadini.
La UAP considera questa decisione un segnale importante di attenzione alla legalità, alla trasparenza e alla centralità della scienza nella gestione della sanità pubblica. In un momento storico in cui la fiducia nelle istituzioni sanitarie deve essere rafforzata, è fondamentale che gli organismi consultivi siano composti da figure qualificate e allineate alle linee guida scientifiche nazionali e internazionali.
Invitiamo il Ministro a proseguire con riforme e provvedimenti ispirati a questi principi: la cittadinanza e gli operatori sanitari responsabili sono al suo fianco.
Seguono 27.000 firme tra ambulatori, poliambulatori, ospedalità privata accreditata, medici e dipendenti. -
FERRAGOSTO CON IL CUORE: ECG E PRESSIONE GRATUITI PER GLI OVER 70

La Presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino, annuncia che la Rete Artemisia Lab — di cui la Fondazione è Ente non profit — rimarrà aperta e operativa anche nelle giornate del 14 e 15 agosto per offrire gratuitamente ELETTROCARDIOGRAMMI e MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA a tutte le persone OVER 70. “In un momento dell’anno in cui la città si svuota e molti servizi rallentano, è eticamente doveroso garantire un presidio di sicurezza e assistenza per chi resta, soprattutto per i più fragili», dichiara Mariastella Giorlandino.
La Fondazione Artemisia, da sempre al fianco dei cittadini, sottolinea l’importanza di assicurare continuità assistenziale anche nei giorni festivi, offrendo non solo prestazioni sanitarie ma anche accoglienza, ascolto e conforto. Le strutture della Rete Artemisia Lab saranno a disposizione degli anziani anche per un consiglio, un momento di ristoro o semplicemente per sentirsi meno soli.
La Fondazione ricorda che gli anziani, memoria viva della nostra storia, rappresentano una ricchezza sociale insostituibile per il futuro delle nuove generazioni. Prendersi cura di loro significa custodire valori, esperienze e radici che alimentano il presente e orientano il domani. «Essere presenti nei momenti di maggiore solitudine non è solo un dovere morale, ma un atto di civiltà. La Fondazione Artemisia e la Rete Artemisia Lab ci sono, e continueranno ad esserci, accanto a chi ha più bisogno», conclude Mariastella Giorlandino. -
LA SANITÀ ITALIANA? SOLO UNO SPOT PUBBLICITARIO PRIVO DI CONCRETEZZA

Gli utenti fanno sempre più fatica a curarsi a causa dei tagli ai rimborsi alla sanità privata accreditata, 27mila strutture
sono in grossa difficoltà e il Ministero è un muro di gomma impenetrabile. Non risponde e non spiega. Ma la
campagna di pressione continua, voci di rimpasto interno fanno capire che forse qualcosa cambierà.Intanto il Tar non prende decisioni sui ricorsi contro il Nomenclatore Tariffario ma si prepara ad affrontare (ai primi di settembre)
il “caso farmacie”.
La sanità italiana? Sta diventando uno spot pubblicitario privo di concretezza. I media raccontano una storia che il
Ministero, le fonti ufficiali, convalidano. La realtà quotidiana fotografa altro.Così si mette a rischio la salute dei
cittadini, che fanno sempre più fatica a curarsi a causa dei tagli ai rimborsi alla sanità privata accreditata; 27mila
strutture sono in grossa difficoltà e il Ministero è un muro di gomma impenetrabile. Non risponde e non spiega.Mala campagna di pressione continua, troppa confusione e interessi in gioco ai piani alti, voci di rimpasto interno fanno
capire che forse qualcosa cambierà.Intanto il Tar non prende decisioni sui ricorsi contro il Nomenclatore Tariffario
ma si prepara ad affrontare (ai primi di settembre) il “caso farmacie”. Questo quadro contrasta con i principi di tutela
della salute sanciti dall’art. 32 della Costituzione, con la missione universalistica del SSN (L. 833/1978) e con i requisiti
di prossimità e appropriatezza richiamati dal DM 77/2022.
La UAP, l’associazione rappresentativa di oltre 27.000 strutture sanitarie private accreditate e dell’ospedalità privata,
lancia dunque l’allarme sul rischio salute per i cittadini italiani, e continua a ricordare che uno dei problemi cruciali è
quello dei tagli ai rimborsi che di fatto mettono con le spalle al muro una buona fetta di sanità privata accreditata.
Occorre ribadire ancora una volta che le strutture pubbliche hanno gli stessi identici rimborsi delle strutture private
accreditate e che quindi il problema è generale: per fare un esempio concreto, un elettrocardiogramma (ECG) viene
rimborsato dal SSN alla struttura privata accreditata € 11,62, esattamente come per gli ospedali (e la MAPA è € 41,32).
Pertanto, il taglio delle tariffe che sono rimaste in vigore per oltre 26 anni, previsto con il nuovo Nomenclatore
tariffario, sta portando in affanno non solo le strutture private accreditate, ma anche gli ospedali pubblici.
Ci si chiede allora perché la sanità è stata dimenticata? Perché è stato fatto un taglio ai rimborsi nonostante i fondi
per la sanità fossero sufficienti anche per inserire i nuovi LEA? Purtroppo, dobbiamo constatare che la sanità è
diventata un grande business, una barca senza timone. Il tutto mentre vengono erogati fondi per le farmacie che non
hanno i 420 requisiti tecnologici, strutturali e professionali di cui sono dotate le strutture accreditate, che non
possono eseguire atti medici e rilasciano referti privi dell’assunzione di responsabilità civile e penale per l’atto
eseguito, rimborsando fino a € 26,00 per un ECG, a fronte di € 11,62 alla struttura accreditata; il test glicemico vale
€ 15,00 in farmacia contro € 1,00 nella rete accreditata.
Nella regione Lazio assistiamo al grande problema dei limiti di budget nelle analisi cliniche legate al fabbisogno, si
tratta di un limite di rimborso previsto per ciascuna area stabilito dalla Regione in ragione dei servizi convenzionati
che si ritiene siano necessari al soddisfacimento del fabbisogno della popolazione.Quindi, se un laboratorio di analisi
ha un accreditamento annuale inferiore ai 50.000 euro, questo budget annuale deve essere suddiviso per 12 mesi
all’anno e molto spesso accade che già nei primi 10 giorni del mese un laboratorio abbia già raggiunto la cifra massima
e, quindi, è impossibilitato a continuare ad erogare un servizio convenzionato, a fronte della continua richiesta dei
cittadini, che non comprendono le ragioni di tale rifiuto. In sostanza, queste scelte vanno a limitare fortemente la
vera e propria medicina di territorio, rappresentata dagli ambulatori, poliambulatori, cliniche e ospedalità privata,
che non soltanto rilasciano gli esiti degli esami in tempo immediato, ma garantiscono una vera e propria accoglienza
a tutto tondo, anche e soprattutto di primo soccorso nel caso in cui gli esami diano esiti alterati. Pensiamo agli esiti
di un emocromo che, ove rilevino valori fuori norma, possono essere sintomatici di leucemie fulminanti, che
necessitano di intervento immediato, come avviene presso le strutture accreditate.Per tali ragioni, la U.A.P. si auspica che a settembre il TAR si pronunci per ridare dignità alla salute degli italiani, erogando i giusti rimborsi, perché la qualità ha un costo proporzionato al servizio e il servizio non è fine all’esame stesso, ma necessita di tutto un contorno medico-assistenziale che ad esso consegue.
La U.A.P. si batte per ottenere che tutti coloro che erogano servizi sanitari siano sottoposti alle medesime autorizzazioni e alle stesse norme, a tutela della salute dei cittadini. Anche le farmacie non devono poter sfuggire a questa logica: se vogliono erogare prestazioni sanitarie, devono ottenere un’autorizzazione regionale all’esercizio dell’attività sanitaria, non potendo agire in virtù di una mera autorizzazione comunale alla vendita, come di fatto è ad oggi. Va ricordato alla politica che la salute non va in vacanza, ma sembra che quest’anno purtroppo stia accadendo questo.
A tal proposito, UAP propone:
− agenda unica CUP interoperabile pubblico–accreditato, per utilizzare ogni slot disponibile; − voucher SSN oltre i tempi massimi: il cittadino sceglie una struttura accreditata e paga il SSN a tariffa SSN; − tariffe realistiche e indicizzate, con moratoria transitoria dove necessario, così che le prestazioni siano effettivamente erogabili;
− dal 2026 utilizzi VBHC (Value Based Health Care: modello che organizza e remunera le cure in base al valore, ovvero esiti rilevanti per i pazienti per euro speso) su protesi d’anca, angioplastica coronarica e cataratta; una quota variabile legherà la remunerazione a a PROMs (esiti riferiti dai pazienti) e PREMs (esperienza di cura);
− cybersicurezza per attività sanitaria e FSE 2.0: serve monitoraggio continuo e regole minime per tutti (accessi protetti, backup, aggiornamenti) per operare e interoperare in sicurezza. -
Sanità, Rocca e Gemmato in primo piano, Schillaci sempre più defilato

Nella Sala della Regina, a Montecitorio, l’immagine è più eloquente di mille parole: al centro delle foto diffuse dalle principali agenzie di stampa tra cui l’ANSA, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sottosegretario Gemmato appaiono in primo piano; defilato, quasi in ombra, il ministro della Salute Orazio Schillaci.
Solo un caso, un dettaglio? Tutt’altro: negli ambienti parlamentari in molti leggono la scena come un segnale politico preciso, firmato Fratelli d’Italia, che ha organizzato l’incontro per presentare il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica.
Il messaggio, raccontano dietro le quinte, è presto detto: rafforzare il peso del partito sulla sanità e mettere in chiaro chi detta la linea. A tutti i livelli.