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APPELLO DI U.A.P.: UNA VERITA’ NASCOSTA SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI PER LA VITA DEL NOSTRO PICCOLO EROE, DOMENICO. PERCHE’ NON ACCADA PIU’

Da oltre due anni la U.A.P. – Unione Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata richiama l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una verità sotto gli occhi di tutti: i tagli al nomenclatore tariffario nazionale stanno mettendo a richiesto la qualità e la sicurezza delle cure, soprattutto nelle regioni in piano di rientro.
La drammatica vicenda del piccolo Domenico, sottoposto a trapianto di cuore, impone una riflessione seria e responsabile. Quando la sanità viene gestita esclusivamente con logiche di contenimento della spesa, il rischio è che vengano compromessi controlli, procedure, materiali e servizi essenziali. La qualità ha un costo. Scendere sotto la soglia minima sostenibile significa aumentare il margine di errore.
Il nuovo nomenclatore tariffario nazionale ha determinato, per molte prestazioni, una riduzione dei rimborsi agli ospedali pubblici delle regioni in piano di rientro che arrivano fino al 40-70% rispetto a tariffe in vigore da oltre 26 anni. La Regione Campania, come altre regioni in piano di rientro, subisce questi tagli senza la possibilità di compensarli con risorse proprie.
La sanità ha bisogno di procedure rigorose, controlli costanti, materiali certificati, servizi di qualità e professionisti di eccellenza, quali sono i nostri medici, che purtroppo sono sottopagati e costretti ad emigrare all’estero. Tutti questi requisiti non si possono realizzare con una politica al risparmio e con il taglio dei costi, perché non si possono garantire standard elevati se il sistema impone economie che incidono direttamente sulla qualità dei percorsi diagnostici e terapeutici. Ed infatti, il risultato più eclatante di questa politica al ribasso è che spesso una persona anziana colpita da tumore non viene curata perché ritenuto non conveniente, visto l’alto costo della chemioterapia che arriva sino ad € 300 a persona.
La tristissima vicenda del piccolo Domenico è la palese dimostrazione di ciò che avviene quando si operano dei tagli alle spese: il trasporto del cuore purtroppo è stato eseguito senza il rispetto delle rigorose procedure previste o dei materiali adeguati, e ciò succede quando, a causa dei tagli, si è costretti a cercare servizi sotto costo.
Per tali ragioni l’U.A.P. attraverso il suo Presidente, Mariastella Giorlandino, e tutte le associazioni di categoria che ne fanno parte si battono strenuamente per garantire una sanità non gestita al risparmio, non a doppie corsie per fare esami diagnostici, di conseguenza non si possono fare tagli alle cure o prendere scorciatoie nei percorsi diagnostici o nelle attività di controllo.
Ci stupisce che si continua a cercare di chi sia la responsabilità di quanto accaduto al piccolo Domenico, quando la responsabilità è ben chiara: non sono state applicate le procedure corrette, i controlli necessari e bisogna valutare le responsabilità delle aziende appaltate.
L’U.A.P., come sempre, è vicina ai genitori del piccolo Domenico e in generale a chi soffre, ma anche a tutta la popolazione, e continua con la sua Presidente e tutte le associazioni di categoria coinvolte a battersi affinchè la sanità italiana venga messa al primo posto e non venga considerata una mera voce di spesa in bilancio, su cui operare politiche al risparmio.
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CONVEGNO FAD ECM GRATUITO MALATTIE RARE E PANCREAS: ricerca, terapie avanzate e giustizia sanitaria

Artemisia Academy – Education Unit della FONDAZIONE ARTEMISIA ETS, presieduta dalla Dr.ssa Mariastella Giorlandino, e la FONDAZIONE UNIPANCREAS ETS, presieduta dal Prof. Giovanni Butturini, annunciano il convegno nazionale FAD ECM “Malattie rare e pancreas: ricerca, terapie avanzate e giustizia sanitaria”, in programma il 26 febbraio 2026, dalle 16:00 alle 19:00.
L’evento ha ottenuto il patrocinio della FNOMCeO, a testimonianza del suo valore scientifico e del suo rilievo psico‑sociale nel panorama sanitario nazionale.
L’iniziativa, accreditata con 4.5 crediti ECM gratuiti e aperta a tutte le professioni sanitarie, nasce con l’obiettivo di offrire una riflessione aggiornata e multidisciplinare su un ambito clinico di grande complessità: le malattie rare, con particolare attenzione alle forme pancreatiche; patologie caratterizzate da difficoltà diagnostiche e percorsi terapeutici spesso non codificati, che richiedono competenze altamente specialistiche e una forte integrazione tra ricerca, clinica e organizzazione sanitaria.
Il convegno approfondirà, in chiave interdisciplinare, temi quali: • l’evoluzione della diagnostica avanzata e dei biomarcatori emergenti; • le prospettive delle terapie personalizzate e degli approcci multidisciplinari; • il ruolo della nutrizione clinica e della gestione metabolica; • la dimensione psicosociale e il vissuto del paziente raro; • le implicazioni etiche, comunicative e istituzionali legate al diritto alla cura e alla giustizia sanitaria.
A intervenire saranno clinici, ricercatori, esperti di imaging, anatomopatologi, specialisti in endocrinologia, nutrizione, comunicazione sanitaria e rappresentanti istituzionali, a testimonianza della natura trasversale e integrata del percorso formativo.
Il Prof. Giovanni Butturini, ricoprirà il ruolo di responsabile scientifico del corso, mentre l’introduzione al convegno e la moderazione sarà affidata alla Dr.ssa Elena Pollari, direttore di Artemisia Academy.
L’evento rappresenta un’occasione di aggiornamento qualificato e di confronto tra professionisti, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche cliniche, rafforzare la cultura della presa in carico del paziente raro e sostenere un modello di sanità equo, competente e orientato alla dignità della persona. -
Artemisia Lab e la sanità di prossimità a Roma nel rispetto dell’art. 30 del D.Lgs. 138/2024

A Roma la sanità territoriale sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda, fatta di prossimità, innovazione e responsabilità sociale. In questo scenario si colloca Artemisia Lab, realtà sanitaria privata che negli anni ha costruito una rete capillare di centri diagnostici e poliambulatori distribuiti sull’intero territorio romano, con l’obiettivo dichiarato di mettere il paziente al centro della propria missione.
Non si tratta soltanto di una formula comunicativa. La scelta di presidiare in modo diffuso i quartieri della Capitale risponde a un’esigenza concreta: ridurre le distanze, accorciare i tempi di accesso alle prestazioni, intercettare i bisogni sanitari prima che diventino emergenze. In una città complessa come Roma, dove mobilità e liste d’attesa rappresentano spesso un ostacolo, la copertura capillare assume un valore sociale oltre che organizzativo.
Il modello si fonda su tre direttrici: accessibilità, qualità clinica e attenzione alla persona. Strutture facilmente raggiungibili, integrazione tra laboratorio analisi, diagnostica per immagini e visite specialistiche, tecnologie aggiornate e formazione costante del personale sanitario rappresentano gli elementi operativi di questa impostazione. La centralità del paziente si traduce in percorsi personalizzati, organizzazione efficiente degli appuntamenti, referti chiari e tempestivi, oltre a programmi di prevenzione e screening rivolti anche alle fasce più fragili.
Accanto alla dimensione sociale emerge lo sguardo al futuro. La digitalizzazione dei servizi, l’accesso online ai referti, le piattaforme per la gestione delle prenotazioni e lo sviluppo progressivo della telemedicina rappresentano strumenti ormai imprescindibili. L’innovazione, tuttavia, non sostituisce il rapporto umano, ma lo integra, mantenendo saldo il legame fiduciario tra medico e paziente.
In questo quadro, il rispetto della cornice normativa assume un rilievo centrale. Il settore sanitario è espressamente qualificato come settore ad alta criticità dal D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 138, di recepimento della Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2), e l’articolo 30 prevede la convocazione di Tavoli settoriali per la categorizzazione e caratterizzazione delle attività e dei servizi rilevanti ai fini della cybersicurezza.
L’assoggettamento alla disciplina NIS2 avviene automaticamente quando un operatore sanitario supera le soglie dimensionali previste per le piccole imprese, ossia almeno 50 dipendenti oppure 10 milioni di euro di fatturato annuo o di totale di bilancio . Inoltre, la verifica può avvenire su base consolidata, considerando eventuali controllanti o partecipazioni rilevanti . La caratterizzazione ex art. 30 non modifica gli obblighi, ma ne specifica l’ambito applicativo e operativo.
Per una rete sanitaria territoriale strutturata, ciò significa integrare agli standard clinici anche sistemi di protezione dei dati, continuità operativa e sicurezza informatica adeguati al livello di criticità del settore. La tutela delle informazioni sanitarie, la resilienza delle infrastrutture digitali e la proporzionalità degli obblighi diventano parte integrante della responsabilità d’impresa. Guardare al futuro, dunque, significa non solo investire in tecnologia e innovazione clinica, ma anche rafforzare la sicurezza digitale e la conformità normativa in un contesto regolatorio in evoluzione. Una sanità di prossimità, moderna e capillare, che metta il paziente al centro e operi nel pieno rispetto dell’art. 30 del D.Lgs. 138/2024, contribuendo alla costruzione di un sistema sanitario più integrato, sicuro e resiliente per la città di Roma.
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Elettrocardiogramma e diagnostica in farmacia: ecco cosa si rischia. La parola dell’esperto

n questi giorni si sta facendo un gran parlare degli esami di diagnostica erogati dalle farmacie. Dai prelievi agli elettrocardiogrammi la lista delle prestazioni e lunga ma secondo gli esperti del mestiere medico questa scelta può riservare brutte sorprese e annullare totalmente il presunto risparmio paventato da associazioni e parti politiche. Per analizzare il fenomeno abbiamo deciso di intervistare professionisti medici che da anni lavorano in prima linea e sanno valutare esami ed analisi in modo congruo a quello che l’arte della medicina impone.
Sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, c’è la diagnostica cardiologica, quella che nelle farmacie viene espletata con l’elettrocardiogramma. Un esame semplice ma che può nascondere numerosi punti d’ombra se non svolto con i criteri che la professionalità impone. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Marazzi, cardiologo esperto operante a Roma, specializzato in cardiologia riabilitativa e terapia intensiva coronarica in forza, tra gli altri, al San Raffaele e in Artemisia Lab.

Giuseppe-Marazzi-Cardiologo Dottore si fa un gran parlare degli esami in farmacia che offrono velocità, zero liste d’attesa e un risparmio rispetto ai classici centri diagnostici. Lei è favorevole?
“Assolutamente no. Quello che può risultare come un esame semplice o banale come l’elettrocardiogramma è invece uno strumento primario che consente a noi cardiologi di capire l’entità o meno del problema su un paziente”.
In che senso?
“Il posizionamento degli elettrodi, se non fatto a regola d’arte, può completamente falsare un risultato e mandare fuori strada pazienti e medici. I farmacisti hanno altro competenze ma la specializzazione su un campo delicato come il cuore necessita di anni di esperienza e regole mirate altrimenti diventa tutto inutile”.
Cosa si rischia?
“In primis che il paziente debba spendere i soldi tre volte. La prima volta per l’elettrocardiogramma in farmacia, la seconda per una visita specialistica e la terza per rifare un nuovo esame stavolta completo e fatto bene. Mi dicono che ci sono alcune farmacie che danno facoltà di intervento anche a personale non formato, figuriamoci un po’”.
Altro che risparmio quindi…
“Il problema oltre che economico è di salute perché senza una corretta diagnosi si mette a rischio anche la propria vita perché parliamo di cuore…”.
Le sono capitati errori grossolani di questo tipo?
“Purtroppo si e sono certo che i pazienti che hanno fatto l’errore di non rivolgersi a centri dove il medico è quello che svolge la diagnostica e non personale non qualificato che poi si rivolge a medici da remoto. Credo che ci sia troppa superficialità ma con la salute delle persone non si può e non si deve rischiare mai”.
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ARTEMISIA LAB: cybersicurezza e tutela della privacy come pilastri del percorso di cura

In un sistema sanitario che evolve rapidamente, il vero elemento distintivo non è soltanto la tecnologia, ma la capacità di costruire percorsi di cura intorno alla persona. È su questa visione che Artemisia Lab ha strutturato il proprio modello organizzativo: centralità del paziente, innovazione nei processi e tutela rigorosa dei dati sanitari.
L’attenzione al paziente non è uno slogan, ma un approccio operativo. Ogni percorso viene costruito sulla base delle esigenze cliniche e personali del singolo individuo, con l’obiettivo di ridurre tempi di attesa, migliorare l’accessibilità ai servizi e garantire continuità assistenziale. La presa in carico non si esaurisce nella prestazione sanitaria, ma si estende all’accompagnamento informativo, alla chiarezza delle procedure e alla personalizzazione delle soluzioni diagnostiche e terapeutiche.
Un elemento distintivo di Artemisia Lab è l’investimento strutturale nella cybersicurezza dei dati sanitari. In un contesto in cui le informazioni cliniche rappresentano uno degli asset più sensibili e vulnerabili, la protezione dei dati non è un aspetto accessorio ma una responsabilità primaria. Artemisia Lab è tra le poche realtà sanitarie ad aver attribuito alla sicurezza informatica un ruolo centrale nella propria strategia, implementando sistemi avanzati di protezione, protocolli di controllo e procedure di prevenzione contro accessi non autorizzati e attacchi informatici. La tutela della privacy diventa così parte integrante della qualità del servizio.
L’innovazione non riguarda soltanto le tecnologie, ma anche i processi organizzativi. Digitalizzazione dei flussi, integrazione tra specialisti, gestione informatizzata dei referti e strumenti di comunicazione diretta con il paziente consentono di rendere il percorso sanitario più efficiente e trasparente. L’obiettivo è costruire una sanità moderna, capace di coniugare competenza clinica e gestione intelligente delle risorse.
Lo sguardo al futuro è già presente nelle scelte strategiche dell’azienda. L’integrazione progressiva di soluzioni basate su intelligenza artificiale apre scenari importanti in termini di supporto diagnostico, analisi predittiva e ottimizzazione dei tempi di risposta. L’AI non sostituisce il medico, ma rappresenta uno strumento di supporto che consente di migliorare accuratezza e tempestività delle decisioni cliniche.
In questo modello, tecnologia e innovazione non sono fini a se stessi, ma strumenti al servizio della persona. Artemisia Lab costruisce così un ecosistema sanitario in cui sicurezza, qualità e centralità del paziente convivono in un’unica visione strategica, orientata a una sanità più efficiente, responsabile e proiettata verso il futuro.
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Artemisia Lab rafforza la sua mission: tecnologia di ultima generazione e prevenzione accessibile

Artemisia Lab consolida la propria missione sanitaria mettendo al centro innovazione tecnologica, prevenzione e accessibilità ai servizi diagnostici. L’obiettivo è offrire ai pazienti percorsi clinici sempre più avanzati, rapidi e affidabili, integrando competenze specialistiche e tecnologie di ultima generazione. Il network dispone oggi di Cardio TAC di ultima generazione e TAC di ultima generazione, strumenti ad alta precisione che consentono esami diagnostici dettagliati con tempi ridotti e minore esposizione radiologica. L’investimento tecnologico rientra in una strategia più ampia orientata a garantire standard elevati nella diagnostica cardiovascolare e per immagini. Artemisia Lab è inoltre Centro Vaccinale per malattie tropicali, punto di riferimento per la prevenzione internazionale e per chi viaggia verso Paesi a rischio. Il servizio include consulenze specialistiche e protocolli vaccinali personalizzati, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali. Nel quadro delle iniziative dedicate alla prevenzione, Artemisia Lab promuove una campagna sulle visite dermatologiche, offrendo uno sconto del 15%. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di incentivare i controlli periodici della pelle, fondamentali per la diagnosi precoce di patologie cutanee e per la tutela della salute. Tecnologia avanzata, prevenzione mirata e attenzione al paziente rappresentano i pilastri della mission di Artemisia Lab: un modello sanitario integrato che coniuga innovazione, competenza e accessibilità.
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Fondazione Artemisia ETS: le iniziative benefiche non abbandonano mai le persone bisognose d’aiuto

La Fondazione Artemisia ETS non abbandona mai le persone bisognose d’aiuto, né le famiglie di coloro che hanno subìto violenze di ogni genere.
Ci ha profondamento commosso la lettera ricevuta dalla mamma di Michelle Maria Caruso, una ragazza giovanissima attirata il 28/06/2023 con un tranello a casa di un suo coetaneo minorenne, Oliver Sozza, e uccisa brutalmente con 25 coltellate.
Nella lettera si coglie il profondo dolore, insanabile e insopportabile, di una madre che ha perso una figlia troppo presto e senza motivo e di una famiglia che da allora ha smesso di vivere.
Purtroppo, questi episodi di violenza insensata continuano a ripetersi nell’assoluto silenzio e immobilità delle Istituzioni.
La Fondazione Artemisia è sempre presente fornendo il proprio sostegno a tutte le fasce deboli della popolazione ed in particolar modo a coloro che soffrono e che vengono colpite da stalking, mobbing, bullismo e violenza di ogni genere e tragedie come questa, anche attraverso il proprio numero verde 800 967 510, attivo H/24, 7 giorni su 7, per fornire un sostegno non soltanto morale o psicologico.
Lettera della mamma di Michelle alla Fondazione Artemisia e alla sua equipe:
“una tragedia cosi nessuno se lo aspetta,sono fatti di cronaca che si apprendendo in televisione..fatti che pensi non ti possano mai appartenere..invece mi sbagliavo…siamo tutti sotto lo stesso cielo,a tutti puo capitare ,(anche ai genitori piu perfetti),nessuno escluso..ad oggi che mi sono smarrita,la mente vacilla ,ricostruendo passo dopo passo il dolore che ha dovuto sopportare michy,sola in quel lurido appartamento, sapendo di morire…un amore cosi grande non si puo perdere in un momento..ad oggi l’unica associazione che mi tiene per mano aiutandomi economicamente quando e’ possibile e’la struttura artemisia con a capo una madre e donna meravigliosa..giorlandino maria stella..che al mio primo grido di aiuto non ha esitato a sterdermi la sua mano..una mano forte sicura ..che sai che quando hai bisogno lei c’è..sempre”
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SANITÀ – UAP: BENE GLI EMENDAMENTI SU LABORATORI, NOMENCLATORE E DIAGNOSTICA IN FARMACIA. ORA SCELTE RESPONSABILI PER LA SICUREZZA DEI PAZIENTI

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) esprime soddisfazione per la presentazione, da parte di esponenti della maggioranza parlamentare, di emendamenti al decreto-legge “Milleproroghe” che intervengono in modo coordinato su tre snodi centrali del sistema sanitario:
- la riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi, con la proroga dei termini per il raggiungimento della soglia delle 200.000 prestazioni;
- il nomenclatore tariffario, recante tariffe inadeguate giudicate illegittime dal TAR Lazio;
- la diagnostica svolta in farmacia, per la quale vengono previsti rinvii e correttivi finalizzati a un più corretto coordinamento con le regole dell’accreditamento sanitario.
Secondo UAP, questi emendamenti rispondono a un’esigenza concreta del sistema sanitario: evitare che interventi normativi settoriali, fondati esclusivamente su criteri quantitativi o di volume, producano effetti distorsivi sull’organizzazione delle cure e sulla sicurezza dei pazienti.
- In particolare:
- la proroga per i laboratori di analisi consente di evitare che la soglia delle 200.000 prestazioni si trasformi in un meccanismo automatico di esclusione, favorendo invece aggregazioni reali e sostenibili;
- l’intervento sul nomenclatore tariffario è indispensabile per superare un assetto basato su tariffe non coerenti con i costi reali delle prestazioni e già censurate dalla giurisprudenza amministrativa;
- il coordinamento delle norme sulla diagnostica in farmacia è necessario affinché l’estensione delle attività sanitarie avvenga nel rispetto degli stessi requisiti di qualità, responsabilità professionale e controllo clinico richiesti a tutte le strutture sanitarie.
«Accogliamo con favore questi emendamenti – dichiara la Presidente UAP, Mariastella Giorlandino – perché affermano un principio di buon senso: la sanità non può essere governata solo attraverso soglie numeriche, volumi di attività o logiche di pura dimensione».
«La diagnostica – prosegue Giorlandino – non è un’attività industriale da massificare. Che sia svolta in laboratorio o in farmacia, deve rispondere agli stessi standard di qualità, sicurezza e responsabilità verso il paziente. Tariffe inadeguate e regole asimmetriche non producono efficienza, ma rischi per il sistema».
UAP richiama l’attenzione sul valore delle strutture sanitarie di prossimità, pubbliche e private accreditate, che garantiscono:
- accesso tempestivo alle prestazioni;
- continuità assistenziale;
- sicurezza dei percorsi diagnostici, in particolare per i pazienti fragili e cronici.
«La riorganizzazione è necessaria e condivisibile – conclude la Presidente UAP – ma deve essere accompagnata da regole chiare, tariffe adeguate e tempi congrui di transizione. UAP auspica che Governo e Parlamento aprano una nuova stagione di maggiore rispetto e considerazione per la sanità privata accreditata, nell’interesse primario dei pazienti e della tenuta del Servizio sanitario nazionale».
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Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili – Convegno Regione Lazio

Si è svolto oggi, 6 febbraio 2026, presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, il convegno dedicato alla Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), promosso e moderato dal Prof. Aldo Morrone, presidente IISMAS e figura di riferimento internazionale nella medicina delle migrazioni.
All’apertura e nel corso dei lavori, fra le diverse personalità, sono intervenuti:
- Edy Palazzi, Vice Presidente V Commissione Consiliare Permanente Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo
- Fabio De Lillo, Responsabile del Coordinamento delle attività strategiche della spesa farmaceutica della Regione Lazio
- Marietta Tidei, Consigliere regionale e Vice Presidente II Commissione
- Mariastella Giorlandino, Presidente Fondazione Artemisia
Il Prof. Morrone ha richiamato la necessità di un impegno sinergico e internazionale per contrastare le MGF e tutte le forme di violenza di genere, inclusi fenomeni estremi come lo stupro di guerra, sottolineando l’urgenza di politiche condivise tra istituzioni, Paesi e loro leader. Centrale il richiamo alla vera accoglienza e inclusione, alla formazione culturale e sanitaria e alla costruzione di reti territoriali capaci di intercettare situazioni di vulnerabilità.
La presidente Mariastella Giorlandino ha rinnovato l’impegno gratuito della Fondazione Artemisia nella prevenzione, nell’assistenza multidisciplinare e nella formazione professionale. Ha inoltre ricordato il lavoro svolto nelle scuole tramite Artemisia Academy, che propone percorsi di educazione scientifica, emotivo‑relazionale, civica e sociosanitaria, affrontando temi quali il rispetto della Persona, la prevenzione della violenza, la salute riproduttiva e la comprensione delle differenze culturali. Tra i docenti Artemisia Academy, anche il Prof. Morrone, con lezioni di sessuologia transculturale e educazione alla salute ed alla inclusione.
Annunciata inoltre una Giornata di Prevenzione e Assistenza Gratuita Fondazione Artemisia, aperta alla collettività, dedicata ad accoglienza, ascolto, valutazione e consulenza per famiglie e bambine esposte a rischio di violenza, MGF o altre vulnerabilità socio‑sanitarie.
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DL PNRR: UAP chiede correttivi per evitare effetti negativi sulle strutture sanitarie accreditate

L’Unione Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata accreditata (UAP) ha inviato al Ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci, una nota di osservazioni sulla bozza di decreto-legge PNRR, attualmente in fase di predisposizione e non ancora approvata dal Consiglio dei Ministri.
UAP condivide l’obiettivo di chiudere correttamente il PNRR e di garantire l’utilizzo efficace delle risorse europee. Proprio per questo, l’Associazione ritiene necessario intervenire ora, prima dell’approvazione definitiva del decreto, per evitare che alcune norme producano ricadute negative sul funzionamento concreto del sistema sanitario.
In particolare, UAP segnala criticità nelle disposizioni che riguardano le strutture sanitarie accreditate.
Il decreto introduce nuove modalità di selezione delle strutture che operano in accreditamento con il Servizio sanitario nazionale, basate su procedure competitive e su criteri che privilegiano soprattutto dimensione, volumi di prestazioni e capacità produttiva. Secondo UAP, se questi criteri non vengono corretti, esiste il rischio concreto che vengano penalizzate molte strutture accreditate che, pur garantendo qualità, specializzazione e presenza sul territorio, non hanno grandi numeri o grandi dimensioni.
Per questo UAP ha proposto al Ministro di integrare i criteri di valutazione, valorizzando anche:
- la qualità delle prestazioni sanitarie;
- la continuità delle cure per i pazienti;
- il legame con il territorio;
- il contributo delle strutture alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.
UAP ha inoltre chiesto che venga esplicitamente tutelata la continuità dell’assistenza, evitando che il passaggio a nuove regole possa determinare interruzioni nei servizi o difficoltà per i cittadini già in cura.
Un secondo punto di attenzione riguarda le norme sulla sanità integrativa. Il decreto prevede una nuova vigilanza sui fondi sanitari integrativi e sociosanitari. UAP ritiene positivo rafforzare trasparenza e controlli, ma segnala la necessità di evitare che tali misure si traducano in un aggravio burocratico o finanziario che, indirettamente, potrebbe ricadere sulle strutture sanitarie che lavorano con i fondi.
In questo ambito, UAP ha chiesto che sia chiarito il ruolo del Ministero della Salute come garante dell’equilibrio del sistema e che l’applicazione delle nuove regole avvenga in modo graduale e proporzionato, tenendo conto delle diverse dimensioni e realtà operative.
«Il nostro intento – dichiara la Presidente di UAP, Mariastella Giorlandino – non è ostacolare il PNRR, ma contribuire a migliorarne l’impatto sul sistema sanitario. Le strutture accreditate svolgono ogni giorno una funzione essenziale per i cittadini. Le nuove regole devono rafforzare il sistema, non creare incertezze o penalizzazioni ingiustificate».
UAP conferma la propria disponibilità a un confronto costruttivo con le istituzioni, auspicando che le osservazioni presentate possano essere accolte nella fase di definizione finale del decreto.