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FONDAZIONE ARTEMISIA ETS AL BORGO DEL SORRISO – I SEMI DEL RISPETTO IN TOUR

Roma, 30 settembre – Piazza del Popolo
La Fondazione Artemisia ETS, insieme alla rete Artemisia Lab, partecipa all’evento nazionale “Il Borgo del Sorriso”, tappa romana dell’iniziativa “I Semi del Rispetto in Tour”, dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione, all’educazione al rispetto e alla promozione della salute e degli stili di vita sani. L’evento si terrà a Roma, in Piazza del Popolo, mercoledì 30 settembre 2026, con accesso libero per cittadini, famiglie e scuole. Il villaggio tematico sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00 e offrirà attività, spazi informativi e momenti di incontro dedicati alla comunità.
Alla giornata parteciperanno anche i testimonial Simona Izzo e Ricky Tognazzi, presenti grazie al coinvolgimento della Presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino.
Promossa dalle associazioni Mede@, Unione Nazionale Vittime e OLTRE, con il sostegno di istituzioni e realtà sociali e sportive, l’iniziativa trasformerà Piazza del Popolo in un grande villaggio tematico dedicato alla partecipazione civica e alla diffusione della cultura del rispetto. Gli organizzatori sottolineano come “I Semi del Rispetto in Tour” rappresenti un percorso educativo itinerante che mira a portare nelle piazze italiane un modello di comunità fondato sull’inclusione, sulla solidarietà, sulla prevenzione della violenza e sulla promozione di comportamenti responsabili. Attraverso attività sportive, testimonianze, laboratori e spazi di ascolto, il progetto intende rendere il rispetto un’esperienza concreta e quotidiana, capace di coinvolgere scuole, famiglie, amministrazioni locali e reti sportive, con l’obiettivo di costruire una rete nazionale di Comuni Ambasciatori del Rispetto.
In questo contesto, la partecipazione della Fondazione Artemisia ETS si inserisce in una piena convergenza di valori e finalità con le associazioni promotrici. Da oltre cinquant’anni la Fondazione opera per diffondere la cultura del rispetto e della non violenza, promuovere la formazione medico-scientifica e l’educazione sanitaria e civica, rafforzare la prevenzione e tutelare la salute psicofisica della collettività, con un impegno riconosciuto anche dal Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con la Polizia di Stato. Durante l’evento, la Fondazione Artemisia offrirà gratuitamente Consulenza Psicologica e Consulenza Ginecologica Integrata, insieme a momenti di ascolto e iniziative dedicate al benessere femminile, in continuità con la missione della Fondazione e con la visione della sua Presidente Mariastella Giorlandino, che ricorda come “Il rispetto sia la prima forma di prevenzione” e come solo attraverso accoglienza, ascolto e cura sia possibile costruire una società più sana, più giusta e più attenta alla dignità di ogni persona.
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La pensione di domani si decide nella busta paga di oggi

Redditi, durata dell’occupazione e coperture contributive concorrono a determinare la pensione futura. Rafforzare il primo pilastro significa anche affrontare durante la carriera le fragilità che possono impoverire la vecchiaia.
Di Marco BernardiniLa pensione comincia a prendere forma molto prima dell’uscita dal lavoro. Una carriera fatta di impieghi brevi e redditi modesti può lasciare conseguenze che durano oltre l’ultima busta paga. Per questo l’adeguatezza della previdenza obbligatoria dovrebbe entrare nella discussione sulla qualità dell’occupazione: proteggere la pensione futura richiede attenzione al lavoro presente.
Il legame è particolarmente evidente nella componente contributiva delle pensioni INPS. I contributi attribuiti durante la carriera vengono sommati e rivalutati secondo le regole previste; il montante così determinato viene trasformato in pensione attraverso un coefficiente legato all’età del pensionamento. Retribuzioni, periodi coperti e momento dell’uscita incidono quindi sul risultato. Il calcolo può riguardare l’intera pensione oppure una sua quota, in funzione della storia assicurativa e del regime applicabile. [1]
Il Rapporto annuale 2026 dell’Istat offre una misura delle fragilità da affrontare. Nel 2025 i lavoratori a termine e/o in part-time involontario erano scesi al 17% degli occupati, dal 22,3% del 2019. Restavano oltre quattro milioni di persone. Lo stesso rapporto mostrava, per il settore privato extra-agricolo nel 2023, una retribuzione lorda mediana annua superiore a 28 mila euro nelle forme di lavoro definite «standard» e inferiore a 7 mila tra i lavoratori vulnerabili. Un divario che l’Istat collegava alla frammentarietà dei percorsi e al minore numero di ore lavorate: il confronto riguarda i redditi annuali, non la paga per un’identica ora di lavoro. [2]
Da questi elementi discende una conseguenza: aumentare le opportunità di occupazione stabile e remunerata adeguatamente ha anche un significato previdenziale.La sicurezza economica in età anziana si prepara attraverso percorsi nei quali le competenze possano crescere e trovare continuità. È un obiettivo che riguarda politiche del lavoro, imprese e formazione, insieme alle regole pensionistiche. Attribuire tutto alla capacità del singolo di pianificare significherebbe ignorare le condizioni nelle quali quella pianificazione deve avvenire.
Occorre però distinguere con precisione le diverse interruzioni. Un periodo senza attività lavorativa può essere tutelato da contribuzione figurativa. L’INPS ricorda che, nei casi individuati dalla legge, questa copertura viene riconosciuta senza oneri per il lavoratore ed è generalmente utile sia al diritto sia al calcolo della pensione, con specifiche eccezioni. Vi rientrano, secondo le rispettive condizioni, periodi di maternità, malattia o fruizione della NASpI. Alcuni accrediti avvengono d’ufficio, altri richiedono una domanda. La verifica deve quindi riguardare la copertura effettiva di ciascun periodo, evitando di considerare ogni pausa come un vuoto contributivo. [3]
Anche il peso di una discontinuità dipende dalla storia concreta. Due persone con lo stesso ultimo stipendio possono avere alle spalle redditi e periodi assicurati molto diversi. Nella parte contributiva questo può tradursi in importi differenti: l’ultima retribuzione, da sola, racconta troppo poco del percorso previdenziale. È una ragione per occuparsene quando il rapporto di lavoro cambia, quando l’attività si riduce o quando si affronta una lunga interruzione. [1]
Qui trova spazio una forma di prevenzione previdenziale: rendere leggibile la propria posizione durante la carriera. L’estratto conto INPS permette di controllare contributi registrati, periodi, retribuzioni o redditi e gestione di appartenenza, e di segnalare eventuali discordanze. Consultarlo periodicamente aiuta a individuare ciò che richiede una verifica. Un errore di registrazione e un periodo realmente privo di copertura sono problemi diversi, da affrontare con strumenti diversi. [4]
Alla ricostruzione del passato può affiancarsi una valutazione del futuro. Il servizio INPS «La mia pensione futura» consente ai lavoratori delle gestioni ammesse di elaborare simulazioni fondate sulla normativa vigente, sulla storia lavorativa e su ipotesi di reddito. Permette anche di confrontare scenari modificando retribuzione e data di pensionamento. La stima va letta insieme alle sue ipotesi: una carriera che cambia o nuove regole possono modificare il risultato. Il valore dello strumento sta nel rendere comprensibili le variabili sulle quali poggia la previsione. [5]
Propongo che questa conoscenza diventi parte ordinaria dell’educazione al lavoro, fin dall’ingresso nell’occupazione. Spiegare una busta paga dovrebbe comprendere anche il significato della contribuzione; accompagnare una transizione professionale dovrebbe aiutare a capire come verificare la continuità della posizione assicurativa. È un compito informativo concreto, che può coinvolgere istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori senza trasformarsi nella promozione di prodotti finanziari.
La solidità del primo pilastro richiede scelte sulle regole e sulla sostenibilità del sistema. La sua adeguatezza per le persone impone anche di guardare alle carriere che quelle regole incontrano. Per questo la qualità dell’occupazione dovrebbe essere valutata anche per le prospettive previdenziali che permette di costruire. La pensione è, in parte, la memoria economica del lavoro: occuparsene per tempo significa dare un futuro alla sicurezza del presente.
Fonti
[1] INPS, Il calcolo della pensione, aggiornamento del 3 luglio 2025.
[2] Istat, Rapporto annuale 2026 – Sintesi, 21 maggio 2026, pp. 10–11 della numerazione stampata; dati sull’occupazione 2025 e sulle retribuzioni 2023.
[3] INPS, Riconoscimento dei contributi figurativi, aggiornamento del 25 luglio 2018; riferimento utilizzato per la descrizione generale delle coperture, da verificare per il singolo istituto.
[4] INPS, Consultazione Estratto conto contributivo/previdenziale, aggiornamento del 4 giugno 2025.
[5] INPS, La mia pensione futura: simulazione della propria pensione, aggiornamento del 31 luglio 2025. -
FONDAZIONE ARTEMISIA ETS AL BORGO DEL SORRISO – I SEMI DEL RISPETTO IN TOUR

La Fondazione Artemisia ETS, insieme alla rete Artemisia Lab, partecipa all’evento nazionale “Il
Borgo del Sorriso”, tappa romana dell’iniziativa “I Semi del Rispetto in Tour”, dedicata alla
prevenzione, alla sensibilizzazione, all’educazione al rispetto e alla promozione della salute e
degli stili di vita sani. L’evento si terrà a Roma, in Piazza del Popolo, mercoledì 30 settembre
2026, con accesso libero per cittadini, famiglie e scuole. Il villaggio tematico sarà aperto dalle
10:00 alle 19:00 e offrirà attività, spazi informativi e momenti di incontro dedicati alla
comunità.
Promossa dalle associazioni Mede@, Unione Nazionale Vittime e OLTRE, con il sostegno di
istituzioni e realtà sociali e sportive, l’iniziativa trasformerà Piazza del Popolo in un grande
villaggio tematico dedicato alla partecipazione civica e alla diffusione della cultura del rispetto.
Gli organizzatori sottolineano come “I Semi del Rispetto in Tour” rappresenti un percorso
educativo itinerante che mira a portare nelle piazze italiane un modello di comunità fondato
sull’inclusione, sulla solidarietà, sulla prevenzione della violenza e sulla promozione di
comportamenti responsabili. Attraverso attività sportive, testimonianze, laboratori e spazi di
ascolto, il progetto intende rendere il rispetto un’esperienza concreta e quotidiana, capace di
coinvolgere scuole, famiglie, amministrazioni locali e reti sportive, con l’obiettivo di costruire
una rete nazionale di Comuni Ambasciatori del Rispetto.
In questo contesto, la partecipazione della Fondazione Artemisia ETS si inserisce in una piena
convergenza di valori e finalità con le associazioni promotrici. Da oltre cinquant’anni la
Fondazione opera per diffondere la cultura del rispetto e della non violenza, promuovere la
formazione medico-scientifica e l’educazione sanitaria e civica, rafforzare la prevenzione e
tutelare la salute psicofisica della collettività, con un impegno riconosciuto anche dal Protocollo
d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con la Polizia di Stato. Durante l’evento,
la Fondazione Artemisia offrirà gratuitamente Consulenza Psicologica e Consulenza
Ginecologica Integrata, insieme a momenti di ascolto e iniziative dedicate al benessere
femminile, in continuità con la missione della Fondazione e con la visione della sua Presidente
Mariastella Giorlandino, che ricorda come “il rispetto sia la prima forma di prevenzione” e come
solo attraverso accoglienza, ascolto e cura sia possibile costruire una società più sana, più giusta
e più attenta alla dignità di ogni persona. -
Zecche sempre più diffuse in Italia: con il cambiamento climatico cresce il rischio di infezioni

Artemisia Lab e CESMET – Clinica del Viaggiatore richiamano l’attenzione sulla necessità di riconoscere tempestivamente i sintomi. Il dottor Paolo Meo: «Attendere gli esami può far perdere giorni preziosi»
Inverni più miti, stagioni calde prolungate e cambiamenti negli ecosistemi stanno favorendo la diffusione delle zecche in Italia, estendendone il periodo di attività e la presenza anche in territori e quote un tempo considerati meno esposti. A richiamare l’attenzione è Artemisia Lab – CESMET, Clinica del Viaggiatore, diretta dal dottor Paolo Meo, medico tropicalista e infettivologo.
Nel nostro Paese sono presenti diverse specie di zecche, associate a patologie come la febbre bottonosa del Mediterraneo, la malattia di Lyme, l’anaplasmosi e l’encefalite da zecche, conosciuta come TBE. Il Nord-Est rappresenta l’area maggiormente interessata da Lyme e TBE, mentre nel Centro-Sud e nelle isole è più frequente la febbre bottonosa mediterranea.
Secondo i dati riportati nel documento elaborato da CESMET, nel 2025 l’Istituto superiore di sanità ha registrato 67 casi di encefalite da zecche, rispetto ai 50 casi confermati nel 2024. Per la febbre bottonosa si stimano invece tra i 400 e i mille casi diagnosticati ogni anno, anche se il numero effettivo potrebbe essere superiore a causa della sottonotifica.
«Le infezioni batteriche trasmesse dalle zecche devono essere riconosciute innanzitutto sul piano clinico», sottolinea il dottor Paolo Meo. «Nei primi giorni gli esami possono risultare negativi, perché gli anticorpi non sono ancora rilevabili. In presenza di sintomi compatibili e di una possibile esposizione, attendere la conferma del laboratorio può significare perdere tempo prezioso».
Febbre, forte mal di testa, dolori muscolari, eruzioni cutanee, una chiazza rossa che tende ad allargarsi o una piccola crosta nera in corrispondenza della puntura sono segnali che richiedono una valutazione medica. Particolare attenzione deve essere riservata ad anziani, persone con diabete, patologie epatiche o altre condizioni di fragilità.
In caso di puntura, la zecca deve essere rimossa con una pinzetta a punte sottili, afferrandola il più vicino possibile alla pelle ed esercitando una trazione lenta e costante. Sono invece da evitare olio, alcol, vaselina, fonti di calore e qualsiasi manovra che possa schiacciare il parassita. È inoltre consigliabile annotare la data e il luogo della puntura e controllare l’eventuale comparsa di sintomi nei successivi 30-40 giorni.
Sul fronte della prevenzione, Artemisia Lab e CESMET raccomandano di utilizzare abiti chiari e coprenti durante le escursioni, camminare al centro dei sentieri, applicare repellenti adeguati e controllare accuratamente corpo e vestiti al rientro. Per chi vive, lavora o soggiorna nelle aree endemiche del Nord-Est è disponibile anche la vaccinazione contro la TBE, che non protegge però dalle altre infezioni trasmesse dalle zecche.
Artemisia Lab – CESMET, Clinica del Viaggiatore
Via Piave 76, Roma
Tel. e WhatsApp: 346 6000899
E-mail: alessandria@artemisialab.it
Sito: Artemisialab.it
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ARTEMISIALAB – CESMET: EBOLA IN CONGO, L’EPIDEMIA È FUORI CONTROLLO. RADDOPPIATI I CASI IN SETTE SETTIMANE, IL VIRUS RAGGIUNGE I CONFINI CON CENTRAFRICA E CONGO-BRAZZAVILLE

L’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo non accenna a fermarsi. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica congolese diffusi il 18 settembre, i casi confermati sono 7.541 e i decessi 3.639, con una letalità del 48%. Il 5 agosto erano 3.748 casi e 1.657 morti: in sette settimane i numeri sono raddoppiati. È quanto emerge dal bollettino di aggiornamento n. 4 del POLO VIAGGI ARTEMISIALAB – CESMET – Clinica del Viaggiatore di Roma, diretto dall’infettivologo e tropicalista Paolo Meo.
«Parliamo di un’epidemia fuori controllo in senso tecnico», spiega il Dr. Meo. «La risposta internazionale è cresciuta moltissimo, ma non è ancora riuscita a piegare la curva nazionale né a fermare l’espansione geografica.»
Da inizio agosto il Paese registra in media circa 80 nuovi casi confermati al giorno, senza segni di discesa. Le province colpite sono passate da cinque a sette, le zone sanitarie da 49 a 62, su un’area paragonabile a quella del Regno Unito. Nel Nord Kivu, a ridosso dei confini con Uganda e Ruanda, i casi settimanali sono quasi raddoppiati in due settimane. A Katwa, quartiere di Butembo, la letalità supera il 68%.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ammette che molti decessi avvengono ancora nelle case e non nei centri di cura, spesso fra persone che non comparivano in nessuna lista di contatti. Esistono quindi catene di contagio che nessuno sta seguendo. Il Comitato di Emergenza dell’OMS ha stimato che le infezioni reali possano essere tre o quattro volte quelle confermate. Ha anche avvertito che, senza un rapido cambio di rotta, l’epidemia potrebbe superare quella dell’Africa occidentale del 2013-2016, che contò oltre 28.000 casi e più di 11.000 morti.
Non mancano i segnali positivi, che il bollettino ARTEMISIALAB – CESMET riporta: nelle zone più colpite dell’Ituri la trasmissione è in calo, i contatti seguiti sono saliti all’87,6%, i guariti superano i 1.800. L’Uganda ha chiuso la propria epidemia. «Ma, come dice Medici Senza Frontiere, l’epidemia non si sta restringendo: si sta spostando», osserva Meo.
Il caso che preoccupa: il Sud-Ubangi. Il 10 settembre il virus è stato confermato nel Sud-Ubangi, all’estremo nord-ovest del Paese, a oltre mille chilometri dall’epicentro e al confine con Repubblica Centrafricana e Congo-Brazzaville. Il paziente, un uomo di 23 anni già deceduto, avrebbe attraversato il Paese con transiti, secondo fonti congolesi, anche in Ruanda e Uganda.
«Un solo ragazzo che attraversa mezzo Congo e due frontiere racconta meglio di qualsiasi modello come si diffonde questa epidemia», commenta Meo. «Il rischio internazionale non viaggia in aereo verso l’Europa: viaggia su strada, in moto e in barca fra i Paesi vicini.»
E l’Italia? Il bollettino del POLO VIAGGI ARTEMISIALAB – CESMET separa i fatti dalle paure. Dal 13 luglio non si registrano nuovi casi esportati fuori dall’Africa. In Europa i casi sono stati tre, tutti operatori sanitari o umanitari, tutti guariti e senza contagi secondari. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) stima molto basso il rischio di importazione. Ebola non è un virus respiratorio: si trasmette solo per contatto diretto con i liquidi biologici di una persona malata, e chi è infetto ma senza sintomi non contagia.
«A chi mi chiede se deve avere paura rispondo con franchezza: per chi vive in Italia il rischio di ammalarsi di Ebola resta remotissimo», dice il Dr. Meo. «Il rischio che mi interessa è un altro: che ci si abitui a leggere questi numeri come una notizia lontana. E che il giorno in cui un cooperante o un missionario rientrerà con la febbre, nessuno gli chieda da dove arriva. La prima difesa dell’Europa non è l’aeroporto: è la domanda giusta fatta al triage.»
L’ordinanza in scadenza. L’ordinanza del Ministero della Salute del 29 maggio obbliga chi rientra da Congo o Uganda a dichiararsi alla ASL entro 24 ore. Ha una validità di 120 giorni e scade quindi intorno al 26 settembre. Alla chiusura del bollettino ARTEMISIALAB – CESMET non risultavano individuati atti di proroga.
«In caso di rinnovo», suggerisce Meo, «andrebbe rivisto l’elenco dei Paesi: l’Uganda è uscita dall’epidemia, mentre oggi contano di più i flussi da Centrafrica e Congo-Brazzaville.» Gli Stati Uniti hanno invece prorogato fino all’11 ottobre il blocco degli ingressi per chi è stato di recente in Congo, Uganda o Sud Sudan.
Vaccini, la corsa continua. Non esiste ancora un vaccino né una terapia di efficacia dimostrata contro il virus Bundibugyo. Sono in sperimentazione tre vaccini e tre terapie. Il 21 settembre l’OMS ha annunciato in Ituri l’avvio del trial con Ervebo, il vaccino registrato contro il virus Zaire, sul personale di prima linea. Gli studi di efficacia dei vaccini specifici sono attesi fra ottobre e novembre.
Le raccomandazioni per chi viaggia. Il POLO VIAGGI ARTEMISIALAB – CESMET consiglia di rinviare i viaggi non essenziali nelle province colpite; Kinshasa e il sud del Paese restano fuori dalle aree di trasmissione. Ricorda inoltre che in tutta l’area la malaria resta la causa più probabile di febbre e va prevenuta con la chemioprofilassi.
A chi rientra con febbre entro 21 giorni viene raccomandato di non presentarsi spontaneamente al pronto soccorso: prima si telefona al medico o alla ASL e si dichiara il viaggio.
Clinica del Viaggiatore · Laboratorio Analisi Cliniche Alessandria Via Piave 76, Roma
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FONDAZIONE ARTEMISIA – OTTOBRE DI PREVENZIONE

Programma senologico agevolato e consulenza geriatrica gratuita
nella rete Artemisia Lab
In occasione dell’Ottobre Rosa, la Fondazione Artemisia, attraverso le professionalità Artemisia
Lab, dedica l’intero mese di ottobre a un ampio programma di prevenzione rivolto alle Donne e
agli Over 65, offrendo percorsi clinici agevolati e servizi gratuiti consulenziali, pensati per
garantire tutela della salute, continuità assistenziale e accessibilità ai controlli.
Grazie alle iniziative promosse dalla Fondazione, la rete Artemisia Lab propone i seguenti
pacchetti di prevenzione: per le Donne tra i 25 e i 39 anni è previsto un percorso agevolato con
Visita senologica ed Ecografia mammaria, mentre per le Donne dai 40 anni in su è disponibile
un percorso agevolato con Visita senologica, Ecografia mammaria e Mammografia in
tomosintesi 3D. Per tutte le Donne, inoltre, è attivato un Consulto specialistico gratuito di
orientamento clinico, con rilascio di raccomandazioni personalizzate. Tutti i servizi sono
disponibili su prenotazione, fino ad esaurimento posti.
Parallelamente, sempre nell’ambito delle iniziative promosse per il mese di ottobre, la Fondazione
Artemisia dedica il Mese dei Nonni agli Over 65, attivando una Consulenza geriatrica gratuita,
pensata per supportare la gestione della salute, dei farmaci, della prevenzione e della quotidianità.
Anche questo servizio, complementare ai percorsi senologici dell’Ottobre Rosa, è disponibile su
prenotazione presso i centri della rete Artemisia Lab, fino ad esaurimento posti.
La Presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino, sottolinea che “presso la rete
Artemisia Lab, attraverso le iniziative promosse dalla Fondazione Artemisia, è possibile
accedere a consulenze gratuite e percorsi clinici qualificati in formule agevolate, pensati per
favorire prevenzione, orientamento e tutela della salute in modo concreto, continuo e
responsabile. La prevenzione è un diritto che va protetto con serietà, cura e prossimità”. -
Tariffe sanitarie: dire che «aumentano» non racconta la realtà

In alcuni articoli articoli pubblicati il 19 settembre c’è un equivoco da chiarire: le tariffe non sono semplicemente «i soldi riconosciuti dalle ASL ai privati». Sono il valore attribuito alle prestazioni erogate nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e riguardano quindi l’equilibrio dell’intero sistema.
Un esempio chiarisce il punto. Se una prestazione costa 100 e il nomenclatore la valorizza 50, i 50 mancanti non scompaiono. Nel privato accreditato la prestazione diventa economicamente insostenibile; nel pubblico il costo di 100 viene comunque sostenuto, mentre la produzione è valorizzata 50: la differenza contribuisce allo squilibrio dei conti e deve essere coperta dal sistema. Una tariffa insufficiente non è dunque un risparmio per la sanità pubblica.
Anche parlare genericamente di «aumento delle tariffe» è fuorviante. L’analisi UAP della proposta 2026 mostra che il 78% rimane invariato rispetto al novembre 2024 e un ulteriore 8% aumenta meno dell’inflazione. Complessivamente, l’86% delle tariffe non recupera nemmeno la rivalutazione monetaria intervenuta nel frattempo; solo il 14% la supera.
La domanda decisiva è quindi: quanto costa realmente la singola prestazione e come si è arrivati da quel costo alla tariffa?
Il caso del Friuli-Venezia Giulia rende concreta la domanda. Dopo l’annullamento del tariffario 2024 da parte del TAR Lazio per carenze istruttorie, la Regione ha ricostruito analiticamente il costo di 89 prestazioni. In 77 casi su 89 è arrivata a valori superiori a quelli della proposta nazionale 2026, che per quelle stesse prestazioni aveva lasciato invariati i valori del 2024. Occorre rendere trasparente e verificabile anche il metodo nazionale.
In altri Paesi il sistema è più stabile: nel Regno Unito i costi sanitari vengono rilevati ogni anno secondo regole nazionali comuni; in Francia tariffe e principali componenti economiche vengono aggiornate periodicamente. UAP propone anche per l’Italia un metodo semplice: costi verificabili, tariffa-base trasparente, indicizzazione periodica e nuova analisi quando cambiano strutturalmente tecnologie e modalità di cura.
Infine, UAP non contrappone privato e pubblico. Riconosce e sostiene il ruolo guida della sanità pubblica, fondato sull’articolo 32 della Costituzione e sulla legge n. 833 del 1978. Il privato accreditato integra, non sostituisce, la capacità pubblica. Proprio per questo serve una regia pubblica più forte, capace di programmare e coordinare entrambe le componenti del SSN.
Non chiediamo “più soldi ai privati”. Chiediamo tariffe costruite su costi verificabili e una migliore programmazione dell’intero Servizio sanitario nazionale.
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La Fondazione Artemisia ringrazia il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per il sostegno immediato a un giovane paziente e alla sua famiglia

La Fondazione Artemisia, da sempre impegnata nella tutela delle persone più fragili, esprime un sentito ringraziamento al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per la sensibilità e la tempestività dimostrate in occasione della segnalazione riguardante Andrea, un giovane ricoverato che necessitava di un intervento immediato volto a garantire assistenza, serenità e sostegno alla sua famiglia.
La Presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino, insieme all’intera équipe, sottolinea come l’attenzione del Presidente Rocca rappresenti un esempio concreto di ciò che significa mettere al centro la persona, prima ancora del paziente.
In un momento di particolare vulnerabilità, la capacità di ascoltare, comprendere e intervenire con rapidità non è solo un atto amministrativo: è un gesto profondamente umano e responsabile, che riconosce il valore della dignità della persona e il bisogno di protezione delle famiglie che affrontano situazioni di sofferenza.
L’immediato aiuto offerto dal Presidente Rocca ha permesso di attivare un percorso di supporto che ha restituito fiducia e sollievo ai familiari, confermando quanto sia essenziale, nel sistema sanitario, la presenza di istituzioni capaci di rispondere con prontezza e umanità.
A testimonianza dell’impatto di questo intervento, si riporta il messaggio inviato dalla sorella di Andrea, Alessandra De Gaetano, al Presidente Rocca e alla Presidente Giorlandino:«Caro Presidente Rocca e carissima Dottoressa Giorlandino, volevamo ringraziarvi per essere intervenuti tempestivamente a tutela di chi soffre.
Speriamo che presto il sistema sanitario sappia prendere in cura l’uomo prima ancora del paziente e che per tutti si ottenga equità nelle cure.
Grazie di cuore per il sostegno.»
— Alessandra De GaetanoLa Fondazione Artemisia rinnova il proprio impegno quotidiano nel promuovere un modello di assistenza che unisca competenza clinica, responsabilità sociale e vicinanza umana, e riconosce nel gesto del Presidente Rocca un segnale importante verso un sistema sanitario più equo, sensibile e orientato alla persona.
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Conferenza stampa alla Camera sulla dignità femminile e la lotta alle MGF

La Fondazione Artemisia, da sempre impegnata nella tutela della salute e della dignità femminile, ha partecipato oggi alla conferenza “Nasce la Bloom Surgery Foundation al servizio della salute e della dignità femminile – Oltre le MGF: la chirurgia a quattro mani per il recupero dell’armonia psicofisica”, svoltasi nel pomeriggio presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. La Fondazione, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, ha sostenuto con convinzione l’iniziativa, riconoscendone il valore etico, clinico e sociale.
Nel suo intervento, Mariastella Giorlandino ha ricordato l’impegno costante della Fondazione Artemisia nel supporto alle donne vittime di violenza, stalking e sopraffazione, e in particolare nei percorsi di protezione e cura rivolti alle donne che hanno subito o rischiano di subire le mutilazioni genitali femminili. Ha inoltre esortato a un lavoro sinergico tra istituzioni, sanità, terzo settore e mondo educativo: un impegno che deve unire accoglienza, prevenzione, anche attraverso la formazione nelle scuole — come previsto dai programmi dell’Artemisia Lab Academy — e ricostruzione clinica e psicologica, per accompagnare le donne verso una piena rinascita psicofisica.
La conferenza, promossa dalla Bloom Surgery Foundation, ha presentato un innovativo modello di intervento integrato per la ricostruzione e il recupero dell’armonia psicofisica delle donne vittime di MGF. Tra i relatori principali sono intervenuti Simone Moroni e Danilo Dodero, che hanno illustrato il protocollo chirurgico “a quattro mani”, volto a garantire la massima appropriatezza interventistica e una restitutio ad integrum quanto più completa possibile.
Nel corso dei lavori è stato letto anche il messaggio di Massimo AbdAllah Cozzolino, Segretario Generale della Confederazione Islamica Italiana, inviato per il tramite della presidente Mariastella Giorlandino. Il dr. Cozzolino ha espresso il proprio plauso all’iniziativa, ricordando come il credo islamico si fondi sui valori di rispetto, libertà di scelta e sulla certezza che nessuna persona deve essere offesa o maltrattata in alcun modo.
L’iniziativa ha evidenziato la necessità di un impegno comune, continuativo e strutturato, capace di unire competenze cliniche, responsabilità istituzionali, sensibilizzazione culturale e percorsi educativi. La lotta alle MGF e la tutela della dignità femminile richiedono una rete solida e coordinata, in grado di garantire protezione, cura e opportunità di tutela e rinascita alle bambine e alle donne a rischio MGF o che hannno subito MGF. Il convegno ha confermato la forza di questo impegno condiviso e la volontà di proseguire con determinazione su un percorso di civiltà, salute e diritti.
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FONDAZIONE ARTEMISIA ETS AL FIANCO DI “I SEMI DEL RISPETTO”: un’alleanza per la cultura del rispetto e la protezione delle donne

La Fondazione Artemisia ETS, insieme alla rete Artemisia Lab, è partner dell’iniziativa nazionale “I Semi del Rispetto in Tour”, presentata oggi a Palazzo Madama, Sala Caduti di Nassirya, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare al pubblico e ai media il grande evento del 30 settembre a Piazza del Popolo. L’incontro è stato promosso dalla Senatrice Giusy Versace, dalla Senatrice Tilde Minasi e dal Senatore Marco Scurria, con la partecipazione della giornalista del TG2, Elisabetta Migliorelli, e di Lorenzo Marinone, in rappresentanza del Comune di Roma, che hanno portato contributi sul ruolo dell’informazione e delle istituzioni nella promozione della cultura del Rispetto. Ha preso parte alla conferenza anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sottolineando il valore educativo, civico e sociale del progetto. L’iniziativa è ideata e organizzata dalle associazioni Mede@, Unione Nazionale Vittime e OLTRE, con il coinvolgimento di una rete crescente di realtà istituzionali, sociali e sportive.
La Presidente Mariastella Giorlandino ha rappresentato la Fondazione Artemisia, confermando la piena condivisione degli obiettivi dell’iniziativa, in continuità con l’impegno pluridecennale nella tutela delle vittime di violenza e stalking, nell’assistenza clinica e psicologica, e nelle attività di educazione sanitaria, civica, digitale ed emotivo‑relazionale presso le scuole superiori di Roma, rivolte ai giovani, con apertura alla partecipazione di docenti e famiglie. Un impegno riconosciuto anche dal MIM, con cui la Fondazione ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa che valorizza il modello educativo Artemisia Lab Academy.
Il 30 settembre a Piazza del Popolo si terrà un grande evento pubblico con un villaggio tematico dedicato alla sensibilizzazione, alla prevenzione e alla promozione del Rispetto, con aree sportive, spazi educativi per scuole e famiglie, attività di ascolto e testimonianze delle associazioni promotrici. La Fondazione Artemisia e la rete Artemisia Lab saranno presenti con attività di prevenzione e tutela della salute psicofisica, iniziative per il benessere delle donne e momenti di incontro dedicati alla salute e alla responsabilità sociale. Una presenza che conferma la volontà della Fondazione Artemisia, e della sua Presidente, di essere accanto ai cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione della cultura del Rispetto e alla protezione della collettività.