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  • CLINICA DEL VIAGGIATORE CESMET – ARTEMISIA LAB HANTAVIRUS SULLA MV HONDIUS: TRE MORTI NELL’ ATLANTICO. IL DOTT. PAOLO MEO: “FONDAMENTALE INFORMARE SENZA CREARE ALLARME”

    CLINICA DEL VIAGGIATORE CESMET – ARTEMISIA LAB HANTAVIRUS SULLA MV HONDIUS: TRE MORTI NELL’ ATLANTICO. IL DOTT. PAOLO MEO: “FONDAMENTALE INFORMARE SENZA CREARE ALLARME”

    Tre morti e altri tre passeggeri in gravi condizioni a bordo della nave da crociera MV Hondius, in navigazione verso le Canarie, per una sospetta infezione da Hantavirus. Uno dei casi sarebbe già stato confermato dopo il ricovero d’urgenza a Johannesburg.


    A intervenire è il Dott. Paolo Meo, direttore della Clinica del Viaggiatore CESMET – Artemisia Lab di Roma.


    “L’Hantavirus è una malattia seria ma conosciuta da tempo dalla medicina tropicale. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con roditori selvatici o ambienti contaminati, soprattutto nelle aree rurali del Sud America”, spiega Meo.
    Secondo le prime ricostruzioni, molti passeggeri avrebbero visitato zone della Patagonia e delle Ande prima dell’imbarco. L’attenzione degli esperti si concentra ora sulla possibile presenza del ceppo andino, uno dei pochi associati a potenziali trasmissioni interumane.


    L’OMS ha avviato un’indagine epidemiologica mentre la nave prosegue verso le Canarie, dove scatteranno i protocolli sanitari di sicurezza.
    “Serve prudenza, ma non allarmismo. La prevenzione e una corretta informazione sanitaria restano fondamentali, soprattutto per chi viaggia in aree endemiche”, conclude Meo.

  • ArtemisiaLab e Fondazione Unipancreas presentano in Campidoglio il vademecum sul tumore del pancreas per i medici di famiglia

    ArtemisiaLab e Fondazione Unipancreas presentano in Campidoglio il vademecum sul tumore del pancreas per i medici di famiglia

    A Roma il tema della diagnosi precoce e della presa in carico del tumore del pancreas approda in Campidoglio con un appuntamento rivolto ai Medici di Medicina Generale, chiamati sempre più spesso a svolgere un ruolo decisivo nell’intercettare i primi segnali di una delle neoplasie più aggressive e difficili da individuare. Giovedì 28 maggio, nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, Fondazione Unipancreas e Artemisia Lab presenteranno il nuovo Vademecum dedicato alla prevenzione e alla sorveglianza del tumore pancreatico, realizzato insieme ai Medici di Famiglia di Verona e Provincia e al Team Pancreas dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda. 

    L’iniziativa nasce dalla necessità di rafforzare il collegamento tra medicina territoriale e specialistica in un ambito clinico in cui il tempo resta uno degli elementi più determinanti. Il tumore del pancreas continua infatti a rappresentare una delle principali sfide oncologiche, sia per la difficoltà di individuare sintomi precoci sia per la rapidità con cui la malattia può evolvere. Da qui la scelta di costruire uno strumento operativo rivolto ai medici di famiglia, pensato per offrire indicazioni pratiche sulla gestione dei fattori di rischio, sull’attenzione ai segnali clinici sospetti e sui percorsi di approfondimento diagnostico.

    Nel corso del pomeriggio verrà illustrato il contenuto del Vademecum dagli autori e dalle autrici coinvolti nel progetto. Tra i relatori figurano il dottor Giovanni Butturini, la dottoressa Martina Guerra e il dottor Paolo Preziosi, mentre per i Medici di Famiglia di Verona e Provincia interverrà la dottoressa Sonia Zenari. Tra i presenti ci sarà anche Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma. Previsto anche l’intervento istituzionale della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli. A coordinare il confronto sarà la giornalista Rai e direttrice di Isoradio Alessandra Ferraro. 

    Il programma si aprirà con i saluti della dottoressa Mariastella Giorlandino, amministratore unico della rete Artemisia Lab, e proseguirà con un confronto diretto con i Medici di Medicina Generale presenti, in un dialogo che punta a condividere esperienze cliniche e strategie di prevenzione. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la consapevolezza su una patologia che, ancora oggi, viene spesso diagnosticata in fase avanzata e che richiede una collaborazione costante tra territorio, specialisti e strutture sanitarie dedicate.

    L’evento conferma anche l’attenzione crescente verso il ruolo della medicina di prossimità nella gestione delle patologie oncologiche complesse. In questo quadro il medico di famiglia non è soltanto il primo interlocutore del paziente, ma può diventare un elemento centrale nella sorveglianza clinica e nell’attivazione tempestiva dei percorsi di approfondimento, contribuendo a ridurre ritardi diagnostici e a migliorare le possibilità di trattamento.

  • Fondazione Artemisia, Vite Senza Paura, Fondazione Villa Maraini e Croce Rossa Italiana: da Ronciglione parte il percorso di prevenzione gratuita per la salute delle donne

    Fondazione Artemisia, Vite Senza Paura, Fondazione Villa Maraini e Croce Rossa Italiana: da Ronciglione parte il percorso di prevenzione gratuita per la salute delle donne

    Si è conclusa con un’ampia partecipazione la prima tappa del programma di prevenzione gratuita dedicato alla salute delle donne, con test infettivologici aperti anche agli uomini, tenutasi oggi a Ronciglione. L’iniziativa – che prevede Pap-test e test per HIV, HCV e Sifilide – ha registrato un numero di adesioni superiore alle aspettative, confermando l’efficacia di un modello di prevenzione che va incontro ai cittadini e facilita l’accesso ai controlli essenziali per la tutela della salute.

    Le donne che hanno partecipato al Pap-test hanno espresso grande apprezzamento per l’accoglienza, l’organizzazione e la qualità del servizio. Oltre all’esecuzione dell’esame, il personale della Fondazione Artemisia ha offerto un prezioso servizio di ascolto, dialogo aperto e informazione sanitaria, creando uno spazio protetto in cui affrontare dubbi, domande e temi legati alla salute femminile. I test infettivologici, aperti anche agli uomini, hanno registrato un’ampia adesione da parte della comunità, ampliando l’impatto dell’iniziativa. Gli operatori della Fondazione Villa Maraini hanno inoltre svolto un’importante attività di informazione sulle Malattie a Trasmissione Sessuale, sulla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione per l’HIV) e sul principio U=U (Undetectable = Untransmittable), illustrato con un linguaggio chiaro e adeguato al contesto, per promuovere consapevolezza e ridurre stigma e disinformazione.

    La giornata ha dimostrato come la prevenzione, quando resa concreta e prossima alle persone, diventi un vero strumento di equità sanitaria: un modo per intercettare bisogni spesso inespressi e per promuovere consapevolezza, soprattutto tra chi incontra maggiori difficoltà ad accedere ai servizi ordinari. Il Pap-test è stato eseguito da personale qualificato della Fondazione Artemisia, con gli stessi standard clinici della rete Artemisia Lab, mentre i test infettivologici sono stati effettuati dagli operatori della Fondazione Villa Maraini, realtà con lunga esperienza nella diagnosi precoce e nella tutela della salute pubblica.

    “Prevenzione, appropriatezza e solidarietà: questo significa mettersi davvero al servizio delle persone”, ha dichiarato Mariastella Giorlandino, Presidente della Fondazione Artemisia. Il prossimo appuntamento è previsto a Caprarola il 10 maggio, seguito da Capranica e Sutri il 17 maggio, per proseguire un percorso di prevenzione che unisce etica, prossimità e qualità clinica, portando servizi essenziali direttamente nelle comunità. Un percorso che nasce in occasione della Festa della Mamma, ma che si estende a tutta la popolazione grazie all’apertura degli screening infettivologici anche agli uomini.

  • Con la Cardio Tac ArtemisiaLab all’avanguardia tecnologica con un nuovo modello di cura

    Con la Cardio Tac ArtemisiaLab all’avanguardia tecnologica con un nuovo modello di cura

    A Roma, nel panorama sempre più competitivo della diagnostica privata, ArtemisiaLab consolida la propria posizione puntando su un elemento che oggi fa la differenza più di ogni altro: la qualità tecnologica unita a una visione chiara del rapporto con il paziente. Non si tratta soltanto di offrire esami e prestazioni, ma di costruire un percorso, accompagnando ogni persona con strumenti all’avanguardia e con un approccio che mette al centro fiducia, continuità e attenzione. È in questo contesto che si inserisce l’introduzione della Cardio Tac, una delle innovazioni più rilevanti nel campo della prevenzione cardiovascolare. Non un semplice dispositivo, ma un sistema evoluto che consente una valutazione approfondita, rapida e integrata dello stato di salute del cuore, riducendo i margini di errore e aumentando la capacità di individuare precocemente eventuali criticità. La tecnologia, in questo caso, non è fine a se stessa: diventa uno strumento concreto per intervenire prima, meglio e in modo più mirato.

    ArtemisiaLab ha scelto di investire in soluzioni di ultima generazione proprio per rispondere a una domanda crescente di precisione diagnostica e di tempestività. In ambito cardiovascolare, dove ogni dettaglio può fare la differenza, disporre di strumenti avanzati significa offrire ai pazienti un livello di sicurezza superiore, ma anche ridurre l’ansia legata all’incertezza. La Cardio Tac si inserisce perfettamente in questa logica, permettendo di ottenere dati affidabili in tempi rapidi e di costruire percorsi clinici personalizzati. Ma l’aspetto tecnologico, da solo, non basta a spiegare il modello ArtemisiaLab. Alla base c’è una missione precisa: prendersi cura della persona nella sua interezza, non limitandosi al singolo esame ma accompagnandola lungo tutto il percorso di prevenzione, diagnosi e monitoraggio. È un cambio di prospettiva che si traduce in ascolto, disponibilità e continuità del rapporto medico-paziente, elementi che oggi risultano sempre più rari e, proprio per questo, sempre più richiesti. La visione del gruppo si muove nella stessa direzione. L’obiettivo non è soltanto crescere in termini di offerta, ma costruire un sistema sanitario privato capace di integrarsi con le esigenze reali delle persone, offrendo risposte concrete e accessibili. In questa prospettiva, la tecnologia diventa un alleato fondamentale, ma resta sempre al servizio di un’idea più ampia: quella di una medicina che non si limita a curare, ma che accompagna, orienta e sostiene.

    Chi sceglie ArtemisiaLab non trova soltanto un centro diagnostico, ma un punto di riferimento. Un luogo in cui ogni passaggio, dalla prenotazione all’esito finale, è pensato per ridurre le distanze tra struttura e paziente. È qui che l’innovazione incontra l’empatia, dando forma a un modello che punta a distinguersi non solo per l’efficienza, ma per la capacità di costruire relazioni solide e durature. In un settore in continua evoluzione, ArtemisiaLab sembra aver individuato una direzione chiara: investire nella tecnologia più avanzata senza perdere di vista ciò che conta davvero, ovvero la persona. Ed è proprio in questo equilibrio tra innovazione e umanità che si gioca la vera sfida della sanità contemporanea.

  • Salute e solidarietà: Mariastella Giorlandino e Artemisia Lab donano farmaci pediatrici per i bambini del Kenya

    Salute e solidarietà: Mariastella Giorlandino e Artemisia Lab donano farmaci pediatrici per i bambini del Kenya

    Una fornitura di farmaci pediatrici destinati alla cura delle patologie oftalmologiche infantili è stata donata da Mariastella Giorlandino in occasione della missione umanitaria attualmente in corso in Kenya, promossa da Ripartiamo APS. Un intervento concreto volto a garantire cure essenziali ai bambini in contesti caratterizzati da forte carenza di accesso ai servizi sanitari.

    L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Presidente della Fondazione Artemisia ETS e Amministratore della rete dei centri clinici Artemisia Lab, da anni attiva nella promozione della prevenzione, dell’assistenza sanitaria e della tutela delle fasce più fragili. La Fondazione, riconosciuta dalla Regione Lazio, opera attraverso servizi sanitari ed assistenziali gratuiti, attività di formazione medico-scientifica e programmi di educazione sanitaria rivolti a tutta la comunità, con particolare attenzione a donne, bambini ed anziani.

    Imprenditrice, docente universitaria e figura di riferimento nel settore della sanità privata, Mariastella Giorlandino ha costruito nel tempo un modello che coniuga eccellenza clinica e responsabilità sociale. Sotto la sua guida, Artemisia Lab si è sviluppata in una rete di strutture ad alta specializzazione diffuse sul territorio, mentre la Fondazione Artemisia è diventata un presidio attivo nella promozione della cultura della prevenzione e nella realizzazione di progetti solidali, anche in collaborazione con istituzioni e realtà del terzo settore.

    «La donazione destinata al Kenya rafforza questo percorso, portando il contributo della sanità italiana anche oltre i confini nazionali – spiega Mariastella Giorlandino – Garantire cure ai bambini significa investire nel futuro delle comunità. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a Ripartiamo APS per l’impegno costante e per la collaborazione estremamente proficua che ha reso possibile questo intervento. Il loro lavoro sul campo rappresenta un esempio concreto di solidarietà operativa e di attenzione verso chi vive in condizioni di particolare vulnerabilità».

    Questo è anche uno dei principi che ispira l’azione della Fondazione, da sempre impegnata nel rendere accessibili servizi sanitari di qualità senza distinzione di condizioni sociali, economiche o culturali.

    In tale contesto si inserisce la collaborazione con Ripartiamo APS, realtà impegnata nello sviluppo di progetti di cooperazione internazionale e volontariato, con particolare attenzione a istruzione, salute e inclusione sociale nei Paesi in via di sviluppo. Una sinergia che conferma l’importanza di unire competenze, risorse e visioni per generare un impatto reale nelle comunità più fragili.

  • Fondazione Artemisia, Vite Senza Paura Onlus, Fondazione Villa Maraini e Croce Rossa Italiana insieme per la salute delle donne: Pap-test e screening gratuiti a Ronciglione, Caprarola, Capranica e Sutri

    Fondazione Artemisia, Vite Senza Paura Onlus, Fondazione Villa Maraini e Croce Rossa Italiana insieme per la salute delle donne: Pap-test e screening gratuiti a Ronciglione, Caprarola, Capranica e Sutri

    In occasione della Festa della Mamma, tornano sul territorio gli appuntamenti gratuiti dedicati alla prevenzione; in questa occasione, il progetto è promosso da Vite Senza Paura Onlus e reso possibile dalla Fondazione Artemisia, con la collaborazione di Fondazione Villa Maraini e della Croce Rossa Italiana, e con il patrocinio dei Comuni coinvolti.

    L’iniziativa prevede Pap test gratuiti e Test HIV, HCV e Sifilide, presso i Comuni di:

    • Ronciglione – 3 maggio
    • Caprarola – 10 maggio
    • Capranica e Sutri – 17 maggio

    Questa iniziativa si inserisce nel percorso di attività gratuite della Fondazione Artemisia, che da oltre 40 anni vengono messe a disposizione dei cittadini per favorire la prevenzione e tutelare soprattutto le persone che più necessitano di attenzione e cura.

    È un modello di medicina del territorio che funziona perché costruito in spirito di squadra, grazie alla collaborazione tra enti diversi e alla capacità di portare servizi clinicamente appropriati, professionali e sicuri direttamente nelle piazze, vicino alle persone.

    Il Pap-test, messo a disposizione dalla Fondazione Artemisia attraverso personale qualificato e metodologie cliniche della rete Artemisia Lab, rappresenta uno strumento essenziale per prevenire o diagnosticare tempestivamente il tumore del collo dell’utero, una delle neoplasie più risolvibili se intercettata in tempo.

    Accanto al Pap-test, personale della Fondazione Villa Maraini effettuerà Test HIV, HCV e Sifilide, fondamentali per la diagnosi precoce e la tutela della salute pubblica.

    L’iniziativa conferma un modello di intervento fondato su solidarietà, perché la prevenzione è un diritto di tutti, accessibilità, portando servizi gratuiti nei luoghi della vita quotidiana, prossimità, perché la salute si tutela anche andando incontro alle persone, non aspettando che siano loro a chiedere aiuto.

    “Prevenzione, appropriatezza e solidarietà: questo significa mettersi davvero al servizio delle persone”, ha dichiarato Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia.

  • “50 milioni alle farmacie mentre la Sanità italiana è in crisi profonda”: l’allarme di U.A.P.

    “50 milioni alle farmacie mentre la Sanità italiana è in crisi profonda”: l’allarme di U.A.P.

    La UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori, con tutte le organizzazioni sanitarie che la costituiscono, per voce della Presidente, Mariastella Giorlandino, esprime forte preoccupazione per la proposta del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che chiede di destinare 50 milioni di euro al potenziamento della sanità di prossimità attraverso l’attivazione di 20.000 farmacie pubbliche e private.


    Secondo UAP, questa iniziativa ignora la situazione critica della sanità italiana e trascura un problema irrisolto da oltre due anni: la mancata revisione delle tariffe del Nomenclatore tariffario nazionale, dopo i tagli che hanno provocato un disservizio diffuso su tutto il territorio nazionale, la chiusura di numerose strutture sanitarie nelle Regioni in piano di rientro, un danno economico agli ospedali pubblici e la perdita di posti di lavoro per molti professionisti sanitari.


    La UAP sottolinea che, mentre il Ministero della Salute non ha ancora risolto questa criticità, il Sottosegretario Gemmato propone di investire risorse pubbliche su realtà non idonee all’erogazione di prestazioni sanitarie.


    Le farmacie, infatti, non dispongono dei requisiti strutturali, tecnologici e professionali necessari per eseguire screening e prestazioni cliniche – come ECG, spirometrie o vaccinazioni – che devono essere svolti esclusivamente da medici e personale sanitario qualificato, in ambienti conformi alle norme vigenti.

    La UAP ricorda inoltre che le farmacie non sono ancora adeguate al Fascicolo Sanitario Elettronico, non rispettano ancora, pienamente, le norme europee sulla privacy e gestione dei dati sensibili, non dispongono di sistemi conformi per la gestione dei rifiuti sanitari speciali, con potenziali rischi per la salute pubblica.


    In questo contesto, la UAP evidenzia l’esistenza di oltre 350.000 ambulatori e poliambulatori già operativi, capillarmente distribuiti sul territorio nazionale e dotati dei 420 requisiti previsti dalla normativa per la tutela della salute dei cittadini, una risorsa che paradossalmente continua a essere ignorata nelle scelte di programmazione.


    “Destinare risorse pubbliche a strutture inadeguate rappresenta una scelta clinicamente inappropriata e non conforme alle norme”, dichiara la Presidente Mariastella Giorlandino. “Chiediamo al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di intervenire affinché i fondi vengano indirizzati ai comparti realmente competenti e a norma, nell’interesse della salute degli italiani.”

  • ARTEMISIA LAB E FONDAZIONE ARTEMISIA PREMIATE PER L’IMPEGNO NELLA TUTELA DELLE FASCE PIÙ DEBOLI

    ARTEMISIA LAB E FONDAZIONE ARTEMISIA PREMIATE PER L’IMPEGNO NELLA TUTELA DELLE FASCE PIÙ DEBOLI

    Oggi, presso Palazzo Valentini, si è tenuta la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, alla presenza del Prefetto Giannini, del Prof. Massimo Lucidi, del Consigliere presso la Presidenza del Consiglio, Michele Grillo e di numerosi altri illustri esponenti, in occasione della quale è stato conferito alla Rete Artemisia Lab e alla Fondazione Artemisia ETS il prestigiosissimo premio Unicef per l’impegno sociale e le attività sanitarie erogate al servizio dei valori e delle nuove generazioni. 

    La Presidente Mariastella Giorlandino, unitamente a tutti i premiati, ha ribadito l’importanza di una presenza costante sul territorio volta alla difesa dei più deboli, per contrastare i fenomeni dilaganti di stalking, bullismo e mobbing.

    Per consentire un cambiamento radicale e arginare i fenomeni di violenza in costante aumento – aggiunge la Dott.ssa Giorlandino – è importante garantire una presenza costante a partire già dalla formazione scolastica. Per tale motivo la Fondazione Artemisia ETS sta ampliando il Protocollo siglato con il Ministro Valditara, oltre al costante impegno nella realizzazione dei progetti di alternanza scuola/lavoro, nell’erogazione dei corsi ECM di formazione professionale rivolta ai medici e nell’organizzazione di attività di assistenza e prevenzione rivolta alle fasce più deboli della popolazione, la cui prossima iniziativa sarà rivolta alle donne in occasione della festa della mamma.

    Inoltre, nel solco di tale attività a sostegno delle fasce più deboli, la Fondazione Artemisia ha sottoscritto un ulteriore Protocollo con la Polizia di Stato a supporto delle donne vittime di violenza di genere e partecipa all’Osservatorio Regionale per le Pari Opportunità e la Violenza sulle Donne istituito presso la Regione Lazio.

    Solo un costante impegno nella tutela dei più deboli e di chi soffre consente di costruire una società migliore, partendo dalla formazione dei più giovani e ampliando il proprio raggio d’azione anche verso i Paesi economicamente più svantaggiati e per chi soffre nelle zone di guerra. 

  • ARTEMISIALAB PROTAGONISTA AL PREMIO REGINA ELENA 2026: RICONOSCIMENTO A MARIA STELLA GIORLANDINO

    ARTEMISIALAB PROTAGONISTA AL PREMIO REGINA ELENA 2026: RICONOSCIMENTO A MARIA STELLA GIORLANDINO

    In occasione della seconda edizione del Premio Internazionale per la Ricerca “Regina Elena” 2026, svoltasi presso Palazzo Valentini, ArtemisiaLab si è confermata tra i principali protagonisti dell’evento con il riconoscimento conferito a Maria Stella Giorlandino, presidente dei centri diagnostici, per il suo impegno nello sviluppo della diagnostica avanzata, nella promozione della prevenzione e nel miglioramento continuo della qualità dei servizi sanitari.


    La cerimonia, ospitata nella prestigiosa Sala Mons. Di Liegro, ha riunito esponenti del mondo medico-scientifico, istituzionale e culturale, confermando il valore internazionale dell’iniziativa e il suo ruolo nella promozione di una medicina sempre più orientata non solo alla longevità, ma alla qualità della vita e al benessere globale. In questo contesto, ArtemisiaLab rappresenta un modello consolidato di integrazione tra innovazione tecnologica, competenze cliniche e centralità del paziente.


    Il riconoscimento a Maria Stella Giorlandino valorizza un percorso imprenditoriale e sanitario che ha contribuito a rendere ArtemisiaLab un punto di riferimento nel panorama nazionale della diagnostica. La rete dei centri si distingue per l’adozione di tecnologie avanzate, per l’attenzione all’accessibilità dei servizi e per un approccio orientato alla presa in carico globale del paziente.


    «Questo riconoscimento rappresenta un importante stimolo a proseguire nel nostro impegno quotidiano per una sanità sempre più accessibile, innovativa e centrata sulla persona», ha dichiarato Maria Stella Giorlandino. «In ArtemisiaLab lavoriamo ogni giorno per coniugare tecnologia, competenze e attenzione al paziente, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla diffusione della cultura della prevenzione e al miglioramento della qualità della vita».


    Particolare rilievo assume l’impegno di ArtemisiaLab nella diffusione della cultura della prevenzione, attraverso programmi di screening, percorsi diagnostici personalizzati e iniziative rivolte alla sensibilizzazione della popolazione sui principali temi della salute.


    Nel corso dell’evento è stato assegnato il Premio per la Ricerca “Regina Elena” 2026 a Roberto Bellotti, rettore dell’Università Aldo Moro di Bari, per il suo contributo nel campo della fisica medica e nello sviluppo di tecnologie per la diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative.


    Tra gli altri riconoscimenti, il Premio alla Carriera ad Alessandro Frigiola e il Premio alla Memoria a Giuseppe Pedeferri.


    L’iniziativa, promossa dall’Associazione Internazionale Regina Elena ODV (AIRH) in collaborazione con l’Associazione Giornalisti del Mediterraneo (AGM), si conferma un importante momento di incontro tra ricerca, sanità e impegno sociale, evidenziando il contributo di realtà come ArtemisiaLab nel tradurre l’innovazione scientifica in servizi concreti per i cittadini.

  • Farmacia dei servizi, Giorlandino (UAP): “No a una sanità low cost. La prossimità non può diventare un alibi per abbassare le tutele”

    Farmacia dei servizi, Giorlandino (UAP): “No a una sanità low cost. La prossimità non può diventare un alibi per abbassare le tutele”

    “Chiamarla innovazione non basta. Se si ampliano le attività sanitarie in farmacia senza gli stessi requisiti richiesti ad ambulatori, poliambulatori, laboratori e strutture accreditate, il rischio è uno solo: costruire una sanità a doppio standard, con meno garanzie per i cittadini”. È netta la posizione di Mariastella Giorlandino, Presidente di UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, sul modello della cosiddetta farmacia dei servizi

    “Il punto non è essere contro la farmacia – afferma Giorlandino -. Il punto è impedire che la prossimità venga usata come alibi per abbassare standard, controlli e responsabilità. Prestazioni come ECG, Holter, spirometria, test diagnostici e telemedicina non sono attività banali: sono atti che incidono sulla salute delle persone e richiedono qualità, sicurezza, protocolli, responsabilità chiare e piena tracciabilità”. 

    Secondo UAP, fiducia dei cittadini, comodità del servizio e riduzione degli spostamenti non bastano a legittimare sul piano sanitario un modello organizzativo. “Una cosa è la soddisfazione dell’utente, altra cosa è la sicurezza del paziente. La sanità non può essere ridotta a un servizio comodo sotto casa se questo significa confondere monitoraggio e diagnosi, prossimità e presa in carico clinica, semplificazione e deregolazione”. 

    Giorlandino richiama poi il rischio di una vera e propria distorsione del sistema: “Non si può pretendere che ambulatori, poliambulatori e strutture accreditate rispettino regole rigorose su locali, apparecchiature, personale, direzione sanitaria, controlli di qualità, rifiuti sanitari, privacy e sicurezza informatica, mentre per attività analoghe si immaginano percorsi alleggeriti altrove. Stesse prestazioni devono significare stesse regole”. 

    La Presidente UAP sottolinea anche il nodo dei dati sanitari: “Se le farmacie entrano stabilmente nell’area delle prestazioni sanitarie, allora devono assumersi fino in fondo anche gli obblighi corrispondenti: Fascicolo Sanitario Elettronico, protezione dei dati, cybersicurezza, tracciabilità e responsabilità digitale. Non è accettabile creare nuove aree di attività sanitaria senza un sistema pieno di garanzie”.