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TARIFFE ILLEGITTIME, DEROGHE E RIORDINI SENZA REGOLE METTONO A RISCHIO IL SSN

Si è svolta oggi, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio, la conferenza stampa promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori per denunciare criticità strutturali gravi e non più rinviabili che stanno indebolendo il Servizio Sanitario Nazionale.
Nel corso dell’incontro, moderato da Filippo Caleri de Il Tempo, la Presidente Mariastella Giorlandino ha chiarito il nucleo centrale del problema: il SSN sta perdendo coerenza, perché a prestazioni sanitarie uguali vengono oggi applicate regole diverse, con un abbassamento delle garanzie per i cittadini.
Tre i nodi principali affrontati.
Il primo riguarda il nomenclatore tariffario, che remunera le prestazioni sanitarie con tariffe sottocosto, già giudicate illegittime dal TAR del Lazio. Tariffe che non coprono i costi reali e che producono effetti concreti: meno prestazioni disponibili, liste di attesa più lunghe, deficit crescenti per le aziende sanitarie pubbliche, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro. Un sistema che non risparmia, ma scarica i costi sui cittadini.
Il secondo nodo è la farmacia dei servizi, che introduce prestazioni sanitarie in deroga ai requisiti di qualità, sicurezza e professionalità previsti per le strutture sanitarie. Non è la prestazione il problema, ma l’asimmetria delle regole: se il paziente è lo stesso, le garanzie devono essere le stesse, ovunque la prestazione venga erogata.
Il terzo tema riguarda il riordino della rete dei laboratori di analisi, avviato senza criteri chiari e condivisi, con il rischio di indebolire la diagnostica di prossimità. Le analisi di laboratorio sono la prestazione sanitaria più frequente per i cittadini: colpirle significa allontanare il SSN dal territorio.
La conferenza stampa si è svolta senza la presenza di rappresentanti delle Istituzioni e dei partiti politici, alla luce della persistente indisponibilità al confronto concreto sinora dimostrata, nonostante ripetute sollecitazioni.
Sono quindi intervenuti importanti associati di UAP.
Il dott. Antonio Magi, presidente OMCEO, ha rappresentato l’importanza della responsabilità medica nella diagnostica. Per questo serve la competenza medica in certe scelte. La professionalità non si crea per legge. E le professionalità non vanno lasciate emigrare. Manca un piano sanitario nazionale che sancisca regole uniformi.
Luca Marino, Vicepresidente della Sezione Sanità di Unindustria, ha sostenuto la validità del modello italiano basato sulla integrazione pubblico – privato. Per questo non si capiscono i recenti interventi legislativi “fuori contesto”. Apprezzabili i provvedimenti per la riduzione delle liste d’attesa e per una migliore programmazione. Ma il taglio delle tariffe del nomenclatore va in controtendenza e minaccia la sostenibilità del sistema. Anche le nuove norme sulla farmacia dei servizi sono fuori contesto e non rispondono alla logica della programmazione: un conto sono le esigenze delle zone rurali, altro i centri urbani. Serve una programmazione generale con requisiti comuni. Altrimenti c’è un rischio salute.
Fouad Aodi, Presidente AMSI, ha rammentato che diagnosi e cura sono esclusive dei medici. In molti paesi esteri il ruolo della farmacia-presidio è riconosciuto. Ma qui lo si sta disciplinando senza rispetto per i medici. Molti medici emigrano perché non si sentono valorizzati.
Elisa Interlandi di ANMED, ha denunciato il modo in cui si sta operando il riordino della rete dei laboratori di analisi obbligando le strutture alla soglia minima delle 200mila prestazioni senza alcuna copertura finanziaria adeguata. Mancano criteri chiari. È paradossale assistere al trasferimento della diagnostica in strutture prive di requisiti e senza competenze. Così si smantella la attività di laboratorio: la fase analitica dei “prelievi” andrà fatta altrove. Spesso, accorpare, fare economia di scala trasferendo l’analisi a strutture comuni, può allungare i tempi dell’analisi. E si favoriscono i grandi gruppi.
L’avv. Antonella Blasi di ANISAP, ha puntualizzato che la struttura privata accreditata è parte integrante del SSN. Circa il riordino della rete dei laboratori, nel 2011 sono state emanate linee guida, che però oggi vengono prese come una norma (nonostante i chiarimenti anche giurisdizionali intervenuti). Il limite delle 200.000 prestazioni è illogico. È necessario considerare anche il prelievo venoso come prestazione sanitaria ai fini della soglia delle 200.00 prestazioni. Ci sono soluzioni che si possono esplorare. La farmacia non può sostituire i laboratori di analisi. Paradosso: il farmacista eroga prestazioni in telemedicina che vanno repertate da sanitari che operano nelle strutture accreditate
Ezio Polizzi di ASPAT Campania, ha rivendicato come molte prestazioni siano svolte da soggetti accreditati per una scelta razionale della sanità pubblica che sapeva di non poterli erogare con adeguata qualità. Il Neopresidente della Regione Campania ha esordito dicendo che andrebbe smantellata la sanità privata. Ci dica quale sia la soluzione alternativa. Siamo pronti a collaborare per la risoluzione delle problematiche che riguardano le tariffe e le reti di laboratori
Elisabetta Argenziano Presidente nazionale Federbiologi, ha denunciato le distorsioni del cosiddetto “federalismo sanitario”. La massificazione delle analisi, esasperando il modello del hub&spoke non fa conseguire efficienza. Questi provvedimenti legislativi recenti non sono rispettosi del paziente come persona, di tutti i dipendenti delle strutture laboratoristiche, sotto la minaccia continua di perdita del posto di lavoro. Non assicurano spesso, con il trasporto di prelievi, la qualità del valore laboratoristico. Il risultato di un’analisi di laboratorio deve essere utile e corretto. Utile perché porta o contribuisce alla definizione di una diagnosi e corretto perché supportato da un controllo di qualità esterno ed interno obbligatorio in ogni struttura laboratoristica accreditata italiana.
Alessandro Todaro di Confesercenti sanità ha rappresentato come il gruppo interparlamentare (composto da parlamentari di vari gruppi) per lo sviluppo del sud, aree fragili ed Isole Minori possa essere un interlocutore. Come si può parlare di medicina di prossimità e poi chiudere i laboratori di analisi? Perché non prevedere uno “sciopero bianco”? Vengano la stampa ed i politici a visitare le strutture accreditate.
Leonardo Di Maggio di Federcardio, ha denunciato le tariffe sottocosto del vigente Nomenclatore. Tariffe così illogiche da mortificare la dignità professionale del cardiologo e di chi altri opera nelle strutture cardiologiche. Un esempio: la visita cardiologica di controllo (89.01.03), incluso ECG (89.52), in base al nomenclatore vigente vale 17,90€. Senza ECG, la visita di controllo vale solo 6,30€. Queste mortificazioni non sono più tollerabili. Federcardio chiede una convocazione urgente al Ministero della salute ed alla regione Campania, per trovare soluzioni tali da restituire il giusto rispetto e la giusta dignità ai medici specialisti in cardiologia.
In chiusura, Mariastella Giorlandino annuncia azioni giudiziarie, anche di natura risarcitoria,per i danni subiti da un Nomenclatore inadeguato. Ed ha aggiunto: “la sanità non è un servizio a discount!”.
UAP ha ribadito che la questione non è pubblico contro privato, bensì regole uguali per prestazioni sanitarie uguali. Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini, il diritto alla salute e la qualità delle cure.
Il percorso di mobilitazione proseguirà con la manifestazione nazionale del 14 marzo, per riportare al centro del dibattito pubblico la coerenza del sistema sanitario e la tutela effettiva dei pazienti.
Stesse prestazioni devono significare stesse regole. La sanità non è un mercato. È un diritto.
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20 gennaio – Giornata del Rispetto. Fondazione Artemisia e Artemisia Academy: impegno concreto econtinuativo per educare al Rispetto e prevenire la violenza

Domani, 20 gennaio, si celebra la Giornata del Rispetto, istituita dalla Legge 17 maggio 2024, n. 70 e dedicata alla memoria di Willy Monteiro Duarte. Una ricorrenza che richiama scuole, istituzioni e società civile alla responsabilità di contrastare bullismo, cyberbullismo e ogni forma di violenza e discriminazione.
In un momento storico segnato da episodi di cronaca sempre più drammatici, la Fondazione Artemisia, guidata dalla Presidente Mariastella Giorlandino, ribadisce il proprio impegno nella promozione della cultura del Rispetto attraverso programmi di formazione medico-scientifica, educazione sanitaria e supporto legale e psico-sociale. Accanto alla Fondazione, Artemisia Academy, diretta dalla Dr.ssa Elena Pollari, porta avanti da anni il percorso FSL – Formazione Scuola-Lavoro, progettato e coordinato dalla stessa direttrice. Il programma è pienamente in linea con le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con cui è stato sottoscritto un protocollo dedicato alle attività educative nelle scuole.
All’interno del percorso FSL, i temi del Rispetto, della responsabilità personale, della non violenza e della consapevolezza nelle scelte sono centrali in ogni incontro,
indipendentemente dall’argomento trattato. Anche nelle lezioni dedicate alla salute – come l’appuntamento odierno sulle Malattie sessualmente trasmissibili, in cui il messaggio “informarsi è già prevenzione” è stato collegato alla tutela reciproca – gli studenti sono coinvolti in un dialogo attivo, critico e partecipato.
La Fondazione Artemisia e Artemisia Academy rinnovano il loro impegno a sostenere le scuole con percorsi educativi strutturati e continuativi, affinché il Rispetto non sia solo una ricorrenza, ma un valore quotidiano che si costruisce attraverso conoscenza, ascolto e responsabilità condivisa. -
Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini

L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) terrà il 28 gennaio 2026, alle ore 11.00, una conferenza stampa a Roma, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio 116, per richiamare l’attenzione su alcune criticità strutturali del sistema sanitario che incidono sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
Negli ultimi mesi, semplificazioni che abbassano la qualità delle cure, tariffe sottocosto e riorganizzazioni senza criteri stanno frammentando il sistema sanitario, creando standard diseguali che il cittadino paga sulla propria pelle.
Stesse prestazioni, stesse regole.
1. Il nodo del nomenclatore tariffario
Il nomenclatore tariffario stabilisce quanto il Servizio Sanitario paga per ogni prestazione. Oggi molte tariffe sono sottocosto, danneggiando sanità pubblica e privata accreditata, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro.
Il nomenclatore paga le cure meno di quanto costano: una situazione che il TAR del Lazio ha già giudicato illegittima in più sentenze, ma che continua a ridurre l’offerta di prestazioni e ad allungare le liste di attesa.
Il nomenclatore decide quanta sanità è davvero disponibile.
2. La “farmacia dei servizi” e le regole diseguali
La conferenza affronterà il tema degli esami diagnostici eseguiti nella cosiddetta “farmacia dei servizi”, introdotta in deroga ai requisiti di qualità e sicurezza previsti per le strutture sanitarie. Il nodo non è la prestazione in sé, ma l’asimmetria delle regole: esami uguali vengono oggi erogati con controlli, requisiti e responsabilità differenti, sollevando interrogativi sull’equità del sistema e sulla tutela dei cittadini.
Quando le regole ignorano la qualità, il rischio è del cittadino.
3. Il riordino della rete laboratoristica
l riordino della rete laboratoristica è stato avviato prima di definire criteri chiari, introducendo soglie minime elevate – come il requisito delle 200.000 prestazioni annue – che rischiano di penalizzare i laboratori di prossimità. Poiché le analisi di laboratorio sono l’esigenza sanitaria più frequente e il primo presidio della medicina territoriale, indebolirle significa rendere più difficile l’accesso alle cure di base per i cittadini.
Senza laboratori di prossimità, la sanità si allontana dai cittadini.
UAP ribadisce che la conferenza stampa non nasce da rivendicazioni corporative, ma dall’esigenza di difendere l’interesse pubblico e un principio fondamentale:
La sanità non è un mercato. È un diritto.
Il rispetto delle competenze professionali, delle regole di qualità e della sicurezza delle cure non è un privilegio per chi opera nella sanità, ma una condizione essenziale per tutelare i pazienti e preservare il Servizio Sanitario Nazionale come presidio universale di salute.
La conferenza stampa del 28 gennaio apre un percorso che proseguirà con una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, a tutela della sanità, dei cittadini e delle regole di qualità.
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Artemisia Lab lancia il progetto di screening HPV con test rapido urinario per uomini e donne

Artemisia Lab avvia un nuovo progetto di screening dell’HPV basato su un test rapido urinario, non invasivo e utilizzabile sia nella popolazione femminile sia in quella maschile, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e ampliare in modo significativo la platea dei soggetti controllabili.
L’HPV è il virus sessualmente trasmesso più diffuso al mondo e rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica. In Italia si stimano oltre 6 milioni di persone contagiate almeno una volta nella vita. Il virus è responsabile di circa il 99% dei tumori della cervice uterina ed è coinvolto anche in numerose neoplasie maschili, mentre gli uomini, spesso asintomatici, restano esclusi dai percorsi di screening pur essendo un vettore centrale della trasmissione.
Nel Lazio la fascia di età 25–64 anni comprende circa 2 milioni di persone. Oggi lo screening riguarda quasi esclusivamente le donne, per circa 1,1 milioni di soggetti. L’estensione sistematica anche alla popolazione maschile consentirebbe di raggiungere oltre 2,15 milioni di cittadini, con un ampliamento potenziale della prevenzione pari a circa il 95%.
Il test rapido urinario proposto da Artemisia Lab consente di ottenere il risultato in pochi minuti, senza laboratorio e con un campione completamente non invasivo. È particolarmente adatto a campagne territoriali, contesti universitari ed eventi di prevenzione ad alta partecipazione. I dati clinici confermano un’elevata affidabilità, con sensibilità del 98%, specificità del 96% e accuratezza complessiva del 97%, in confronto con PCR.
L’introduzione di questo strumento permetterebbe di ridurre diagnosi tardive, contenere i costi sanitari legati ai tumori HPV-correlati, aumentare l’adesione allo screening e riequilibrare l’equità diagnostica tra uomini e donne, in sinergia con le campagne vaccinali e di sensibilizzazione già attive sul territorio.
Grazie alla propria rete di centri sanitari, Artemisia Lab si propone come promotrice di un modello di screening HPV realmente universale, a supporto delle strategie di prevenzione della Regione Lazio, introducendo un’innovazione concreta, sostenibile e immediatamente applicabile alla sanità pubblica. -
Sanità, regole e tutela dei cittadini: perché il tema riguarda tutti

Il 28 gennaio 2026 UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori – terrà a Roma, alle 11:00, presso la Club House di Piazza di Monte Citorio 116, una conferenza stampa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media su alcune criticità strutturali del sistema sanitario, che stanno producendo effetti concreti sull’accesso alle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle prestazioni.
Negli ultimi mesi si sono affermate scelte normative e organizzative che, pur presentate come semplificazioni o interventi tecnici, stanno introducendo regole diseguali per prestazioni sanitarie uguali, con il rischio di abbassare selettivamente gli standard di qualità e di trasferire sul cittadino il peso delle incoerenze del sistema.
Temi come:
- l’incertezza del nomenclatore tariffario,
- l’estensione della cosiddetta “farmacia dei servizi” in deroga ai requisiti ordinari,
- il riordino della rete laboratoristica prima della definizione dei criteri,
- la tutela della sanità, dei pazienti e della dignità professionale di chi cura,
non riguardano interessi di parte, ma incidono direttamente sul diritto alla salute, sulla sicurezza delle diagnosi e sulla tenuta complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.
La conferenza stampa del 28 gennaio non nasce per rivendicare posizioni corporative, ma per porre domande di merito, chiedere trasparenza nei criteri decisionali e richiamare l’attenzione sul principio che dovrebbe guidare ogni riforma sanitaria:
stesse prestazioni sanitarie devono corrispondere a stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per i cittadini.
L’incontro rappresenta inoltre il primo momento pubblico di un percorso che culminerà in una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, pensata come iniziativa civile a tutela della sanità, dei pazienti e delle regole di qualità.
Perché la salute non è un favore concesso dall’amministrazione, ma un diritto costituzionale che riguarda tutti.
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UAP al Ministro Zangrillo: “Farmacie “centro vitale”? Ministro Zangrillo, vi siete accorti del pasticcio che avete fatto? Semplificare non può significare ridurre la sicurezza dei pazienti”

L’UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata contesta le dichiarazioni del Ministro Paolo Zangrillo secondo cui le farmacie sarebbero oggi “al centro di una sanità più semplice e capillare, con esami diagnostici nel Comune di residenza”.
Il problema nasce dalle leggi approvate nel 2025, che hanno creato due regole diverse per la stessa prestazione sanitaria.
Con la Legge Semplificazioni (182/2025):
- se un esame è pagato dal cittadino, la farmacia può farlo automaticamente;
- bastano locali “igienicamente idonei”;
- la Regione non autorizza l’attività sanitaria.
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025):
- se lo stesso esame è pagato dal Servizio Sanitario Nazionale, entrano in gioco programmazione e alcuni requisiti regionali;
- ma non valgono comunque le stesse regole rigide previste per ambulatori e laboratori diagnostici.
Risultato: stesso esame, regole diverse, livelli di sicurezza diversi. Se paga il cittadino, poche garanzie. Se paga il SSN, qualche garanzia. Se opera una struttura diagnostica, regole severe.
E non si dica che “a dicembre i TAR Lazio e Lombardia hanno dichiarato legittima la farmacia dei servizi”.
Quelle sentenze hanno dichiarato legittima la sperimentazione della farmacia dei servizi, conclusa al 31 dicembre scorso, e non riguardano il sistema introdotto dalla Legge Semplificazioni e dalla Legge di Bilancio 2026.
Detto questo, i giudici hanno affermato un principio generale che resta valido anche oggi: la sperimentazione è stata ritenuta legittima proprio perché la farmacia non è una struttura diagnostica.
In modo molto chiaro, i TAR hanno precisato che:
- la farmacia non fa diagnosi;
- la diagnosi e il referto restano in capo al medico;
- la farmacia non è equiparata a un ambulatorio o a un laboratorio;
- il farmacista svolge un ruolo tecnico di supporto, come intermediario tra paziente e medico o struttura sanitaria.
Per questo motivo, raccontare oggi quelle sentenze come una “promozione” della farmacia a centro diagnostico è semplicemente falso e contraddice il senso stesso delle decisioni assunte dai giudici amministrativi.
«Questo rafforza l’idea del “pasticcio” – afferma UAP -: da un lato le leggi creano un doppio standard di sicurezza, dall’altro i TAR affermano che la farmacia non può essere equiparata a una struttura diagnostica».
La vicinanza territoriale non può significare meno tutele per i pazienti. Stesse prestazioni devono avere le stesse regole. Tutto il resto crea solo confusione e abbassa la sicurezza delle cure.
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SANITÀ – UAP: RIORGANIZZAZIONE LABORATORI, SERVONO LEGALITÀ, TEMPI ADEGUATI E REGOLE CHIARE

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) ha esaminato le recenti determinazioni adottate dalla Regione Puglia e dalla Regione Campania in materia di riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi privati accreditati, esprimendo una valutazione positiva per l’attenzione posta ai profili di legittimità amministrativa e continuità assistenziale.
UAP ricorda che la soglia delle 200.000 prestazioni annue di diagnostica di laboratorio deriva dall’Accordo Stato-Regioni del 23 marzo 2011, quale parametro di efficienza e qualità, recepito dalla programmazione regionale e raggiungibile anche attraverso forme di aggregazione. Tale soglia non è stata introdotta ex novo dal decreto-legge n. 73 del 2021, che si è limitato a rafforzare un percorso di riorganizzazione già previsto dal quadro normativo vigente.
Con provvedimento del 31 dicembre 2025, la Regione Puglia ha adottato un’impostazione programmatoria e non sanzionatoria, concedendo un termine di adeguamento fino al 28 febbraio 2026 e consentendo, nel frattempo, la prosecuzione dell’erogazione delle prestazioni a carico del SSR. Di rilievo è anche il richiamo al decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe), rispetto al quale la Regione prende atto dell’assenza di proroghe espresse, tenendo tuttavia conto del tempo necessario alla conversione parlamentare.
Analoga attenzione alla legalità emerge dalla nota di chiarimento n. 0744663/2025 del 31 dicembre 2025 della Regione Campania, relativa alla D.G.R.C. n. 423/2025, che ha ribadito come l’eventuale sospensione dell’erogazione di prestazioni a carico del SSR per i laboratori sotto soglia possa intervenire solo a seguito della comunicazione o notificazione di un formale provvedimento regionale, adottato all’esito di una scrupolosa attività istruttoria, escludendo automatismi e poteri autonomi delle ASL.
«Le determinazioni assunte da Puglia e Campania dimostrano che la riorganizzazione della rete dei laboratori è possibile senza comprimere la legalità amministrativa né interrompere l’assistenza ai cittadini», dichiara Mariastella Giorlandino, Presidente UAP.
«La soglia delle 200.000 prestazioni non può trasformarsi in una ghigliottina automatica: servono istruttorie serie, provvedimenti formali e tempi adeguati a consentire aggregazioni reali e sostenibili. La tutela della salute passa anche dal rispetto delle regole».
«UAP ritiene la riorganizzazione un obiettivo condivisibile e necessario – prosegue Giorlandino – ma essa deve avvenire con regole chiare, nel rispetto delle competenze regionali e della continuità assistenziale. Per questo auspichiamo che il Parlamento, in sede di conversione del decreto-legge n. 200 del 2025, valuti con attenzione correttivi normativi coerenti con le criticità emerse».
«Sarà cura di UAP predisporre e sottoporre alle forze politiche specifiche bozze di emendamenti, per favorire una riorganizzazione equilibrata della rete laboratoristica, capace di coniugare qualità delle prestazioni, sostenibilità del sistema e certezza del diritto».
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SANITÀ. UAP: BENE REGIONE CAMPANIA SU LEGITTIMITÀ DGRC 423/2025

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP) con tutte le associazioni aderenti coese, esprime apprezzamento al Presidente della Regione Campania e alla Direzione Generale per la Tutela della Salute per il chiarimento fornito sull’attuazione della D.G.R.C. n. 423/2025, relativo alla riorganizzazione della rete dei laboratori privati accreditati.
Con la nota del 31 dicembre 2025, la Regione ha ribadito un principio fondamentale di legittimità amministrativa: per le strutture laboratoristiche che risultino al di sotto della soglia di 200.000 prestazioni annue (al netto dei prelievi) e che non abbiano completato percorsi di aggregazione, l’erogazione di prestazioni a carico del SSR può essere sospesa solo a decorrere dalla comunicazione di un formale provvedimento regionale di sospensione.
Il chiarimento esclude qualsiasi automatismo e conferma che le ASL non possono procedere autonomamente né alla sospensione degli accreditamenti né al blocco dell’accesso al CUP e ai flussi informativi, in assenza di un atto formale regionale.
Secondo UAP, si tratta di una scelta di equilibrio che tutela certezza del diritto, continuità assistenziale e corretto esercizio delle competenze istituzionali, evitando interruzioni improvvise dei servizi sanitari ai cittadini.
Per questo, UAP accoglie inoltre con favore la scelta della Regione di avviare una scrupolosa attività istruttoria, volta a verificare le singole posizioni delle strutture interessate.
Infine, UAP rinnova l’auspicio che si proceda in tempi rapidi a una revisione del nomenclatore tariffario, ormai più volte dichiarato illegittimo dal TAR Lazio, anche alla luce delle ripetute dichiarazioni di incremento delle risorse destinate alla sanità.
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Fondi alla sanità: aumenti nominali, tariffe inadeguate e regole incoerenti mettono in crisi la sanità sul territorio

Nel dibattito sulla legge di bilancio si parla di aumento delle risorse destinate alla sanità. Tuttavia, per chi opera quotidianamente nel Servizio Sanitario Nazionale sul territorio, la realtà è ben diversa: strutture in difficoltà, offerta di cure che si riduce e liste d’attesa in costante crescita.
Con la manovra in fase di approvazione, il Fondo Sanitario Nazionale passa da circa 136 miliardi nel 2025 a oltre 143 miliardi nel 2026, con un aumento nominale di poco superiore ai 6 miliardi di euro. Ma questo dato va letto nel suo contesto: la spesa sanitaria in rapporto al PIL resta stabile intorno al 6,3–6,4%, mentre l’inflazione ha fatto crescere in modo significativo i costi di personale, energia e tecnologie.
Il Servizio Sanitario Nazionale è composto da strutture pubbliche e strutture private accreditate, che erogano le stesse prestazioni e sono remunerate alle medesime tariffe, fissate a livello nazionale dal nomenclatore tariffario. Quando le tariffe non coprono i costi reali, l’intero sistema entra in sofferenza.
Il nomenclatore tariffario 2024, approvato con decreto ministeriale nel novembre 2024, ha introdotto riduzioni tariffarie fino al 60–70% su numerose prestazioni, colpendo tutti gli erogatori del SSN e mettendo a rischio la sostenibilità dell’offerta sanitaria sul territorio.
Lo stesso decreto è stato annullato da più sentenze del TAR Lazio per gravi vizi, legati a dati di costo obsoleti e a una metodologia non trasparente. Nonostante ciò, il Ministero della Salute ha proposto appello al Consiglio di Stato, prolungando una fase di incertezza che pesa sulle strutture e sull’occupazione. Una scelta che appare ancora più difficile da comprendere alla luce dell’articolo 67 del DDL Bilancio, che stanzia risorse dedicate per l’adeguamento delle tariffe, riconoscendo di fatto l’inadeguatezza del sistema tariffario vigente.
Gli effetti sono già evidenti: nel Mezzogiorno molte strutture riducono l’attività o chiudono, perché le tariffe non coprono i costi minimi; in alcune Regioni del Nord l’impatto è attenuato da integrazioni regionali, ma questo accentua le disuguaglianze territoriali e la mobilità sanitaria.
A questo si aggiunge un’ulteriore criticità: il limite delle 200.000 prestazioni annue di diagnostica di laboratorio, previsto dal decreto-legge n. 73 del 2021. Una soglia che obbliga i laboratori a riorganizzarsi in reti o aggregazioni senza che siano state definite e rese operative le relative regole, nonostante dal 2021 il problema sia stato più volte segnalato. Il rischio concreto è la chiusura o la vendita forzata di molti presìdi territoriali prima ancora che esista un quadro normativo chiaro.
Il paradosso è evidente: a fronte di un aumento nominale delle risorse per la sanità, la capacità reale di erogare prestazioni si riduce e i cittadini sono sempre più spesso costretti a rivolgersi al mercato privato.
Per queste ragioni, UAP chiede:
- trasparenza sull’utilizzo dei fondi destinati alla sanità;
- una revisione tempestiva del nomenclatore tariffario;
- regole chiare e operative sui modelli di rete e di aggregazione;
- la tutela degli erogatori del Servizio Sanitario Nazionale e della sanità territoriale.
La sanità reale ha bisogno di decisioni coerenti, non di annunci.
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Dal cervello alla colonna:approccio integrato, innovazione e centralità del paziente

Artemisia Academy, Education Unit della Fondazione Artemisia ETS, annuncia il webinar medico-scientifico “Dal cervello alla colonna: approccio integrato, innovazione e centralità del paziente”, che si terrà martedì 27 gennaio 2026, dalle ore 16:00, in diretta streaming.
L’evento, accreditato ECM con 4.5 crediti gratuiti e rivolto a tutte le professioni sanitarie, si svolge con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Roma.
L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività istituzionali della Fondazione Artemisia ETS, di cui è Presidente la Dr.ssa Mariastella Giorlandino, da sempre impegnata nella promozione di una cultura
sanitaria basata su qualità, responsabilità e centralità della persona assistita.
Il percorso formativo è stato ideato e organizzato da Artemisia Academy sotto la direzione della Dr.ssa Elena Pollari.
Il webinar propone una visione aggiornata e multidisciplinare delle patologie neuro-vertebrali, affrontando temi che spaziano dalla diagnosi precoce alle tecniche di imaging, dalle terapie mini‑invasive e robotiche alle strategie non farmacologiche per la gestione del dolore, fino alle connessioni PNEI tra cervello, colonna e microbiota. Saranno inoltre approfondite le innovative tecniche
di diagnosi e terapia TAC‑guidate, oggi fondamentali per garantire precisione, sicurezza e appropriatezza negli interventi sulle strutture vertebrali. Particolare attenzione sarà dedicata alla centralità del paziente e alla cultura della salute come strumenti essenziali per una presa in carico
efficace, sicura e personalizzata.
La supervisione scientifica dell’iniziativa è affidata al Prof. Mario Francesco Fraioli, che garantirà il rigore
metodologico e l’aderenza ai più recenti orientamenti della letteratura medico-scientifica.
Con questo appuntamento, Artemisia Academy conferma il proprio impegno nel promuovere una
formazione continua di qualità, capace di integrare innovazione, multidisciplinarietà e umanizzazione della cura.