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  • Sanità campana, Interlandi: “Fico chiarisca, il silenzio non è neutrale”

    “La sanità non può permettersi tempi morti”. È l’allarme della dottoressa Elisa Interlandi, presidente di ANMED e vicepresidente di UAP, che chiede al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, di rompere il silenzio sulla gestione della sanità, di cui ha mantenuto la delega.

    Secondo Interlandi, mentre la politica tace, l’apparato amministrativo continua a produrre atti che favorirebbero una riorganizzazione del sistema diagnostico a vantaggio di grandi gruppi privati e multinazionali, con un progressivo indebolimento delle strutture territoriali accreditate, pubbliche e convenzionate. Un processo che comporta un trasferimento di risorse e capitale pubblico verso soggetti orientati a un modello di sanità privata pura.

    Nel mirino il rischio di trasformare molti laboratori sul territorio in semplici punti prelievo, con accentramento delle analisi e ricadute sull’occupazione.

    Interlandi sottolinea inoltre come, all’interno dello stesso schieramento politico, alcuni esponenti – come Turco e Donno – abbiano già chiesto interventi nel Milleproroghe per bloccare una riorganizzazione che potrebbe compromettere efficienza, qualità e posti di lavoro. Il rischio, avverte, è che migliaia di professionisti perdano il lavoro non per una crisi di mercato, ma per scelte politiche che favoriscono l’ingresso dei grandi gruppi internazionali della diagnostica.

    “Si parlava di sanità di prossimità, oggi vediamo l’opposto”, conclude Interlandi. “Segnaliamo l’emergenza, la necessità dell’intervento di un Presidente che scelga di stare dalla parte dei campani, interrompendo quei giochi di palazzo che da anni hanno indebolito il territorio per arricchire altri interessi. Fico le chiediamo di agire, o quel silenzio diventerà una firma”.

  • Farmacia dei servizi: il TAR non legittima slogan

    Farmacia dei servizi: il TAR non legittima slogan

    In relazione alle dichiarazioni di Federfarma pubblicate il 17 dicembre 2025 sulla testata online RIFday a commento della sentenza del TAR Lazio n. 8410/2025 in materia di Farmacia dei servizi, l’UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata ritiene necessario ristabilire con chiarezza il perimetro effettivo di quanto deciso dal giudice amministrativo.

    La sentenza del TAR Lazio non autorizza letture enfatiche né dichiarazioni ad effetto, ma afferma la legittimità della sperimentazione regionale a condizioni precise, che costituiscono i pilastri stessi della decisione e che non possono essere omesse nella comunicazione al pubblico.

    In particolare, il TAR Lazio ha chiarito che:

    • la refertazione e la diagnosi non sono svolte dalla farmacia, ma esclusivamente da medici afferenti al Servizio sanitario nazionale (medici di medicina generale, specialisti del SSN o medici operanti in strutture sanitarie accreditate);
    • il farmacista non svolge attività medica o diagnostica, ma opera come facilitatore tecnico e supporto all’utente, senza assumere responsabilità cliniche;
    • i servizi di telemedicina in farmacia si collocano in una fase sperimentale, con limiti quantitativi e finanziari definiti, e non costituiscono prestazioni strutturali o illimitate.

    Questi elementi non sono marginali, ma rappresentano le condizioni qualificanti in base alle quali il TAR ha escluso violazioni della normativa su autorizzazione, accreditamento e tutela della salute.

    Rappresentare la sentenza, come avviene nell’articolo pubblicato su RIFday, quale una “piena legittimazione della diagnostica in farmacia” o come una conferma generalizzata di attività sanitarie autonome svolte dalle farmacie non trova riscontro né nel testo della decisione né nel quadro normativo vigente.

    L’UAP invita pertanto Federfarma, e più in generale tutti i soggetti coinvolti nella sperimentazione, a mantenere la comunicazione entro i limiti tracciati da norme e sentenze, evitando messaggi che possano confondere i cittadini e i pazienti, i quali hanno diritto a sapere con chiarezza chi fa cosa quando si parla di salute.

    La corretta informazione è parte integrante della tutela della salute pubblica.

    Ciascuno operi nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, senza forzature comunicative che rischiano di generare aspettative non supportate dal diritto.

  • FARMACIA DEI SERVIZI, IL TAR CHIARISCE I LIMITI: UAP CHIEDE DI CORREGGERE LA COMUNICAZIONE AL PUBBLICO

    FARMACIA DEI SERVIZI, IL TAR CHIARISCE I LIMITI: UAP CHIEDE DI CORREGGERE LA COMUNICAZIONE AL PUBBLICO

    La recente sentenza del TAR Lazio n. 8410/2025, che ha respinto il ricorso contro la delibera regionale sulla Farmacia dei servizi, ha confermato la legittimità della sperimentazione avviata dalla Regione Lazio per l’esecuzione in farmacia di prestazioni di telemedicina come ECG e Holter cardiaco e pressorio.

    Tuttavia, la decisione del Tribunale amministrativo contiene precisi “paletti giuridici”, che – secondo l’U.A.P. (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata) – devono essere rispettati anche nella comunicazione al pubblico, per evitare messaggi fuorvianti ai cittadini.

    Referti e diagnosi: non li fa la farmacia

    Il TAR ha chiarito in modo netto che refertazione e diagnosi non sono svolte dalla farmacia, ma esclusivamente da medici del Servizio sanitario nazionale: medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali del SSN o medici operanti in strutture sanitarie accreditate.

    La farmacia, secondo la sentenza, non svolge attività clinica o diagnostica, né può essere considerata titolare del referto.

    Il farmacista è un supporto tecnico, non un centro diagnostico

    Un altro punto centrale della decisione riguarda il ruolo del farmacista. Il TAR lo definisce come meramente tecnico e strumentale: il farmacista assiste il cittadino nell’utilizzo dei dispositivi e nella trasmissione dei dati, ma non eroga prestazioni sanitarie in senso proprio.

    Questa distinzione è decisiva: è proprio perché la farmacia non fa diagnosi che il TAR ha escluso violazioni della normativa su autorizzazioni e accreditamento.

    Sperimentazione con limiti precisi

    La sentenza sottolinea inoltre che la Farmacia dei servizi opera in via sperimentale, entro un budget definito e vincolato, con limiti quantitativi alle prestazioni erogabili. Non si tratta quindi di un servizio illimitato né strutturale, ma di un progetto circoscritto, finanziato con fondi statali dedicati.

    Il problema della comunicazione

    Secondo l’U.A.P., alcune campagne informative e promozionali attualmente diffuse rischiano di non riflettere fedelmente questi limiti, lasciando intendere che:

    • la farmacia faccia diagnosi o referti;
    • il referto sia “della farmacia”;
    • i servizi siano stabili e senza limiti.

    Una rappresentazione di questo tipo, osserva l’Associazione, non è coerente con la ricostruzione giuridica accolta dal TAR e può generare confusione nei cittadini sui ruoli effettivi dei diversi soggetti del sistema sanitario.

    La richiesta alla Regione

    Per questo motivo, l’U.A.P. ha inviato una nota formale al Presidente della Regione Lazio, chiedendo un intervento di indirizzo affinché la comunicazione delle farmacie venga adeguata a quanto stabilito dalla sentenza, nel rispetto della trasparenza informativa e dei confini tra professioni sanitarie.

    «Non mettiamo in discussione la sperimentazione – chiarisce l’U.A.P. – ma chiediamo che i cittadini siano informati correttamente: la farmacia è un punto di accesso e supporto, il medico resta il responsabile della diagnosi».

    Un chiarimento che, conclude l’Associazione, è nell’interesse non solo degli operatori sanitari, ma soprattutto dei cittadini, che hanno diritto a sapere chi fa cosa quando si parla di salute.

  • Ministero dell’Istruzione e del Merito e Fondazione Artemisia ETS:

    Ministero dell’Istruzione e del Merito e Fondazione Artemisia ETS:

    firmato il Protocollo d’intesa per la Formazione Scuola-Lavoro e la tutela della salute degli studenti

    È stato firmato ieri il Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella persona del Ministro Prof. Giuseppe Valditara, e la Fondazione Artemisia ETS, nella persona della Presidente Dott.ssa Mariastella Giorlandino, per l’avvio di una collaborazione volta a promuovere percorsi di formazione scuola-lavoro e iniziative di sensibilizzazione e informazione dedicate alle studentesse e agli studenti, con particolare attenzione alla tutela della salute fisica e psico-sociale. 

    Il progetto FSL – Formazione, Salute, Lavoro, promosso dalla Fondazione Artemisia attraverso l’education unit della Artemisia Accademy, diretta dalla Dott.ssa Elena Pollari, si inserisce pienamente nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica del Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

    L’iniziativa pone i giovani al centro con un metodo interattivo e inclusivo che li rende protagonisti, valorizzando i talenti e le potenzialità di ciascuno. 

    Il Protocollo promuove un percorso educativo che sviluppa relazioni, senso civico, rispetto delle regole comuni e corretti stili di vita, come voluto dal Ministro Valditara, che la Fondazione Artemisia ringrazia per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti delle nuove generazioni.

    Il programma affronta alcuni tra i principali temi per l’arricchimento culturale e la crescita personale e sociale degli studenti: 

    • il contrasto a tutte le forme di dipendenza; 

    • i rischi per la salute connessi al consumo di sostanze stupefacenti;

    • la prevenzione delle malattie. 

    Accanto a questi, molti altri argomenti vengono affrontati da specialisti ed esperti, attraverso lezioni e laboratori che stimolano la responsabilità sociale e la capacità di scelta, accompagnando le studentesse e gli studenti a riconoscere le proprie potenzialità e a diventare artefici del proprio futuro. La Fondazione Artemisia ETS, tramite la sezione Artemisia Accademy, esprime profonda gratitudine al Ministro Giuseppe Valditara per il valore riconosciuto al progetto e per la straordinaria opportunità offerta attraverso la firma del protocollo, che rappresenta un passo significativo verso un’educazione integrata, attenta alla salute e alla formazione globale dei giovani.

  • Un Ministero contro il Paese: ora conosciamo i motivi dell’appello e sono ancora più gravi dell’errore che pretendono di difendere

    Un Ministero contro il Paese: ora conosciamo i motivi dell’appello e sono ancora più gravi dell’errore che pretendono di difendere

    Il nomenclatore tariffario è la base con cui vengono remunerate le prestazioni sanitarie pubbliche e accreditate: se le tariffe sono sbagliate, ne soffrono servizi, strutture e soprattutto i pazienti. Dopo che il TAR Lazio ha annullato il nomenclatore del 2024 perché tecnicamente infondato, il Ministero della Salute ha presentato un appello al Consiglio di Stato che non corregge nulla, non chiarisce nulla, non risponde a nulla.

    Ripropone semplicemente le stesse argomentazioni che il TAR aveva già definito – con rigore documentale e giuridico – inconsistenti, illogiche e infondate.

    La differenza? Nessuna: solo nuove parole per dire le stesse cose già smontate dai giudici.

    Il Ministero sa di aver sbagliato, ma insiste pur di non assumersi le proprie responsabilità, a danno del Servizio Sanitario Nazionale e dei pazienti. Ed è questo il fatto più grave.

    Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti:

    • al Sud, dove molte Regioni non possono integrare le tariffe, strutture e servizi essenziali rischiano la chiusura, mentre i cittadini sono costretti a migrare altrove per curarsi;
    • al Nord, cresce l’allarme: Regioni come l’Emilia-Romagna denunciano che non riescono più a sostenere l’afflusso dei pazienti dal Sud, con effetti gravi sulla capacità di cura e sulla tenuta del sistema;
    • in tutto il Paese, liste d’attesa più lunghe, riduzione dei servizi e aumento della spesa privata “out of pocket”.

    Le tariffe irrealistiche del nomenclatore 2024 stanno spaccando l’Italia, impoverendo il SSN e creando diseguaglianze territoriali intollerabili.

    La Presidente UAP, Mariastella Giorlandino, dichiara:

    “Difendere tariffe sbagliate significa danneggiare i cittadini. L’appello del Ministero non risolve nulla: serve solo a rinviare responsabilità e decisioni. Occorre subito un nuovo nomenclatore equo, trasparente e sostenibile, per tutelare la salute dei pazienti e la sopravvivenza stessa del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, la difesa ostinata di un atto già giudicato illegittimo espone il Ministero non solo a responsabilità politica, ma anche a responsabilità patrimoniale, come previsto dal D.Lgs. 150/2009 (la cosiddetta ‘Riforma Brunetta’) in materia di cattiva amministrazione. Continuare a sostenere tariffe tecnicamente infondate significa arrecare un danno al SSN, ai territori e ai cittadini. Questo danno determina una responsabilità patrimoniale che la Corte dei Conti non può ignorare e che UAP non mancherà di invocare”.

    UAP ha già presentato al Ministero una proposta tecnica completa e ribadisce la piena disponibilità a collaborare a una revisione immediata, nell’interesse del Paese.

  • Farmacie: UAP denuncia il pasticcio tra la Legge Semplificazioni appena approvata e il DDL Bilancio in corso di approvazione. “Sì alla prossimità, ma nel rispetto dell’art. 117 e dell’art. 3 della Costituzione”.

    Farmacie: UAP denuncia il pasticcio tra la Legge Semplificazioni appena approvata e il DDL Bilancio in corso di approvazione. “Sì alla prossimità, ma nel rispetto dell’art. 117 e dell’art. 3 della Costituzione”.

    L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) segnala un grave problema di incoerenza normativa tra la Legge Semplificazioni, appena approvata in via definitiva dalla Camera e in attesa di promulgazione, e il DDL Bilancio 2026, attualmente all’esame parlamentare.

    Il testo approvato della Legge Semplificazioni attribuisce alle farmacie nuove funzioni sanitarie cliniche – test diagnostici, telemedicina refertata, vaccinazioni, prelievi di campioni biologici non venosi – al di fuori del sistema di autorizzazione e programmazione regionale previsto dal D.lgs. 502/1992.

    Il DDL Bilancio, invece, riconosce alle farmacie nuove funzioni solo all’interno del quadro regionale, mantenendo invariati i requisiti autorizzativi, la programmazione, la vigilanza e gli accordi per la remunerazione. Le due discipline sono incompatibili e producono un sistema sanitario a doppio binario.

    Per UAP si tratta di un vero pasticcio normativo, con profili di criticità costituzionale evidenti.

    Violazione dell’art. 117 Costituzione

    Attribuire ope legis funzioni sanitarie alle farmacie senza passare per autorizzazione e programmazione regionale significa invadere la competenza concorrente delle Regioni, con rischio immediato di conflitto istituzionale.

    Violazione dell’art. 3 Costituzione – disparità di trattamento

    La Legge Semplificazioni consente alle farmacie di svolgere prestazioni cliniche senza i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi imposti a tutti gli altri erogatori sanitari privati.
    Si determina così una disparità irragionevole, vietata dall’art. 3 Cost., tra operatori chiamati a rispettare norme diverse per svolgere le stesse prestazioni.

    UAP sostiene la medicina di prossimità e il ruolo delle farmacie, ma questa evoluzione deve avvenire dentro il sistema regionale, non fuori. Solo il rispetto del Titolo V garantisce qualità, sicurezza e uniformità per i cittadini.

    UAP chiede pertanto al Parlamento di correggere nel DDL Bilancio le incoerenze generate dalla Legge Semplificazioni, riallineando il sistema al D.lgs. 502/1992 e ripristinando il principio costituzionale per cui stesse prestazioni devono rispondere a stesse regole.

    “Prossimità sì, ma con sicurezza, legalità e rispetto degli artt. 117 e 3 della Costituzione.”

  • CORSO FAD ECM ARTEMISIA ACADEMY Malattie infettive emergenti:prevenzione, vaccino-profilassi e strategie post-pandemia

    CORSO FAD ECM ARTEMISIA ACADEMY Malattie infettive emergenti:prevenzione, vaccino-profilassi e strategie post-pandemia

    UN’OPPORTUNITÀ FORMATIVA DI ALTO PROFILO

    La Fondazione Artemisia ETS, attraverso la sua Education Unit – Artemisia Academy, annuncia il nuovo Corso FAD ECM dedicato alle malattie infettive emergenti e riemergenti, una delle sfide più urgenti per la sanità pubblica globale. L’evento, accreditato con 5.4 crediti ECM gratuiti, si svolgerà in diretta streaming, il giorno 1 dicembre 2025, dalle ore 16:00, e vedrà la partecipazione in presenza degli studenti della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Roma LINK. Il corso è organizzato con la collaborazione scientifica della stessa Università e il riconoscimento scientifico di IISMAS – Istituto Internazionale Scienze Mediche Antropologiche e Sociali.


    Responsabili e istituzioni coinvolte • Presidente Fondazione Artemisia: Mariastella Giorlandino • Responsabili scientifici: Prof.ssa Carla Bruschelli, Dott. Paolo Meo, Prof. Aldo Morrone • Direttore Artemisia Academy: Elena Pollari
    Il convegno propone un’analisi multidisciplinare e aggiornata su: • Epidemiologia dei nuovi patogeni e sorveglianza internazionale • Strategie vaccinali e modelli organizzativi innovativi • Impatto dei determinanti ambientali e sociali sulla diffusione delle infezioni • Antibiotico-resistenza e gestione delle infezioni da patogeni multiresistenti• Evoluzione dell’AIDS e nuove prospettive di prevenzione (PrEP, vaccini in sviluppo) • Ripercussioni della pandemia da COVID-19 sulla gestione delle infezioni e sulle comorbidità


    Ad aprire l’incontro, una riflessione strategica sulla governance della complessità sanitaria e sull’urgenza di integrare prevenzione, innovazione e pianificazione nella risposta alle emergenze infettive.


    UN’OCCASIONE PER LA COMUNITÀ SANITARIA

    Il corso rappresenta un momento di formazione avanzata e gratuita per tutte le professioni sanitarie, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare le sfide delle malattie infettive emergenti. La presenza degli Studenti della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Roma LINK, contribuisce a consolidare il legame tra accademia, ricerca e pratica clinica, favorendo un dialogo intergenerazionale e interdisciplinare. Partecipare significa anche entrare a far parte di una comunità di professionisti e futuri professionisti impegnati a costruire una Sanità più solida, inclusiva e innovativa, capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro.


    Per l’informativa completa e per iscriversi: http://www.artemisiafondazione.it/sezione/academy

  • TRASPARENZA, VERITA’, GIOCO DI SQUADRA PER IL BENE DEI CITTADINI

    TRASPARENZA, VERITA’, GIOCO DI SQUADRA PER IL BENE DEI CITTADINI

    ANMED – CSA – UAP e le Associazioni maggiormente rappresentative della Specialistica Ambulatoriale Accreditata/Convenzionata in Sicilia dichiarano: “Nessuna adesione allo sciopero del 26 novembre. Siamo dalla parte del cittadino. Stop alle autoproclamazioni della CIMEST, poiché siamo dalla parte del cittadino.

    Stop alle autoproclamazioni di chi vuole dominare l’indirizzo della sanità siciliana e non proteggere la salute dei cittadini.

    Le Associazioni Sindacali e di Categoria della Specialistica Ambulatoriale Accreditata/Convenzionata – tra cui CSA, ANMED, UAP, A.C.A.P. SALUTE, AMSA FKT, ASSOCENDIS-ARDIAR, CONFIMI SANITÀ SICILIA, FESIOP, Gruppo Autonomo Specialisti Branche a Visita e ULPEA MEDEAC – ribadiscono con fermezza la non adesione allo sciopero del 26 novembre 2025 e prendono le distanze dalle provocazioni della CIMEST, che si è autoproclamata “unico sindacato” del settore.

    Questa affermazione è priva di fondamento: il comparto è rappresentato da numerose sigle storiche e nessun mandato collettivo è mai stato attribuito alla CIMEST.

    1. Perché NON aderiamo allo sciopero

    Le nostre Associazioni – tra le più penalizzate da:

    • tariffario 2024,

    • mancata applicazione di forme aggregative plurali,

    • distribuzione dei budget non coerente con fabbisogno e produzione reale –

    ritengono che la tutela dei cittadini venga prima di ogni protesta.

    Le strutture rimarranno aperte, dal lunedì al sabato, anche il 26 novembre.

    Non possiamo sostituirci al cittadino, né provocare disservizi che colpirebbero soprattutto i pazienti fragili e coloro che non possono permettersi prestazioni private.

    2. Condanna delle scelte politiche, ma NO al blocco dei servizi

    Pur criticando aspramente:

    • un tariffario inadeguato e dannoso,

    • l’imposizione di un modello aggregativo unico (consortile) che concentra potere e risorse,

    • la distribuzione dei budget che favorisce pochi soggetti e multinazionali,

    le Associazioni scelgono la via del dialogo istituzionale.

    Il Fondo Sanitario Nazionale appartiene al popolo, non ai gruppi economici che intercettano quote crescenti di risorse.

    Sarà il cittadino a scegliere chi lavora davvero per lui.

    3. Replichiamo a quanto diffuso sulla stampa in contrapposizione a ciò che stiamo dichiarando: i cittadini devono essere sempre al primo posto.

    Alcuni articoli hanno suggerito che la “maggior parte delle sigle” avrebbe disertato l’incontro del 21 novembre con l’Assessorato alla Salute.

    Non è vero.

    Le associazioni firmatarie – tra cui ANMED, CSA, UAP e molte altre – erano presenti, hanno dialogato, avanzato proposte tecniche e chiesto l’avvio immediato dei Tavoli Tecnici di Branca.

    Chi ha scelto di non partecipare parla unicamente per sé stesso.

    La CIMEST non rappresenta l’intero comparto e non può decidere strategie collettive né autoeleggervi a leadership del settore.

    Accogliamo invece favorevolmente la volontà dell’Assessore Faraoni di verificare la reale rappresentatività delle organizzazioni presenti ai tavoli, tema che le nostre Associazioni sollevano da anni.

    4. Le criticità esposte all’Assessorato

    Durante l’incontro del 21 novembre le Associazioni hanno ribadito:

    • la tardiva assegnazione dei budget e la necessità di programmare per eliminare le liste d’attesa;
    • l’inaccettabilità dei budget storici, non allineati al fabbisogno reale certificato dalla produzione (in particolare extra-budget);

    • la violazione dei principi di concorrenza, denunciata anche dal Garante;

    • il rischio di interruzione di pubblico servizio, causato dall’obbligo di fermare l’attività al raggiungimento del dodicesimo del budget.

    È stato richiesto di:

    • completare entro 31 dicembre 2025 il percorso sulle aggregazioni sotto le 200.000 prestazioni;
    • assegnare entro febbraio 2026 il nuovo aggregato di spesa con criteri trasparenti e coerenti con il fabbisogno.

    5. Un impegno chiaro e irrinunciabile

    Le nostre strutture continueranno a garantire:

    • apertura regolare,

    • continuità assistenziale,

    • servizi ai cittadini fragili,

    • rispetto del diritto costituzionale alla salute.

    Le Associazioni firmatarie rappresentano una parte viva, responsabile e indipendente della Specialistica Ambulatoriale Accreditata siciliana, e non si faranno trascinare in proteste che danneggiano i cittadini.

    Firmatari

    A.C.A.P. SALUTE – AMSA FKT – ANMED – ASSOCENDIS-ARDIAR – CSA Confederazione Sindacati Accreditati – CONFIMI SANITÀ SICILIA – FESIOP – Gruppo Autonomo Specialisti Branche a Visita – UAP – ULPEA MEDEAC

  • 18 novembre 2025: “LA VOCE DELLE FERITE” – Giornata di testimonianza e rinascita delle vittime di violenza, organizzata dalla Fondazione Artemisia ETS presso l’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”, Roma

    18 novembre 2025: “LA VOCE DELLE FERITE” – Giornata di testimonianza e rinascita delle vittime di violenza, organizzata dalla Fondazione Artemisia ETS presso l’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”, Roma

    Si è tenuta ieri, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi” di Roma, la conferenza “La voce delle ferite: giornata di testimonianza e rinascita delle vittime di violenza”, promossa dalla Fondazione Artemisia ETS, presieduta dall’Arch. Mariastella Giorlandino. L’evento ha rappresentato un momento di ascolto, confronto e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, ampliato da testimonianze dirette e interventi istituzionali, sanitari e artistici. 

    Una platea istituzionale e artistica di primo livello

    Hanno partecipato numerose figure di rilievo del mondo istituzionale, sanitario e accademico, tra cui:

    • Roberta Angelilli, Vicepresidente Regione Lazio
    • Simona Baldassarre, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Lazio
    • Antonio Magi, Presidente Ordine dei Medici di Roma;
    • Maurizio Pisapia, Generale di Brigata, Presidente della Commissione Medica Interforze;
    • Marco Martino, Direttore del Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato;
    • Vice Questore Giulia Martucci;
    • Ispettore Melania Verrucci;
    • Gualtiero Tramonti, medico chirurgo specializzato in Medicina Estetica
    • Giuseppe Cricenti, Giudice della Corte di Cassazione 
    • Fernanda Fraioli, Presidente di Sezione della Corte dei Conti di Torino,
    • Giulia Marucut, referente del Centro C.O.S.C. Lazio

    Accanto alle istituzioni, erano presenti molte personalità del mondo dello spettacolo da sempre impegnate nel sociale, tra cui:

    • Maria Grazia Cucinotta, presenza storica e sostegno costante alle iniziative della Fondazione Artemisia
    • Simona Izzo
    • Pino Insegno
    • Laura Freddi
    • Tiziana Foschi
    • Roberto Ciufoli

    La partecipazione di queste figure ha rafforzato il messaggio dell’evento, dando voce, visibilità e sostegno alle vittime e ai percorsi di rinascita.

    La voce delle vittime, la forza del cambiamento

    Profondamente toccanti la testimonianza di Gessica Notaro, sopravvissuta a lesioni traumatiche e a violenze con agenti chimici, che hanno raccontato il proprio percorso di dolore, cura e ricostruzione e di Daniela Bertoneri, madre di Michelle Causo, la diciassettenne uccisa da un coetaneo nel 2023. Il cuore dell’iniziativa è stato quello di riportare al centro la parola delle vittime, trasformando la loro sofferenza in un appello collettivo al cambiamento. 

    Nel suo intervento, l’Arch. Mariastella Giorlandino ha dichiarato:

    “Abbiamo voluto fortemente questa giornata perché doveva essere una comunicazione chiara, forte, che giungesse realmente al cuore delle persone, affinché avvenga il cambiamento. Artemisia, con tante testimonianze profondamente sensibili, ha voluto mandare un messaggio preciso: dobbiamo intervenire subito. Abbiamo il dovere del monitoraggio, abbiamo la cura che spetta alle istituzioni e alle autorità giudiziarie, e poi abbiamo la prevenzione. Dobbiamo arrivare ai giovani velocemente”.

    L’intervento della Polizia di Stato: prevenzione e responsabilità sociale

    La Vice Questore Giulia Martucci ha sottolineato l’importanza non solo di agire a tutela delle vittime, ma anche di lavorare sugli autori delle condotte violente, evidenziando come i comportamenti di controllo, umiliazione e denigrazione siano sempre più diffusi, anche attraverso un uso distorto dei social network.

    “Si può e si deve fare di più nella prevenzione – ha affermato Martucci – intervenendo non solo dalla parte delle vittime, ma anche su chi commette le condotte di violenza, soprattutto tra i giovani. Oggi la violenza passa anche attraverso strumenti digitali creati ad hoc per denigrare e controllare”.

    Presentato oggi il nuovo progetto con la Polizia di Stato: una rete immediata di attivazione

    Durante la conferenza, la Presidente Giorlandino ha illustrato un importante progetto operativo sviluppato con la Polizia di Stato:

    “Abbiamo realizzato un controllo con la Polizia di Stato che è stato inviato a livello nazionale. La Fondazione gestirà, attraverso il numero verde, gli interventi delle donne che chiedono aiuto. Le segnaleremo automaticamente alla Polizia di Stato. Lo abbiamo già fatto in passato, ma oggi vogliamo renderlo un sistema istituzionalizzato e immediato”.

    Questa nuova modalità rappresenta un rafforzamento concreto della rete di protezione, rendendo la risposta alle emergenze più rapida, coordinata e sicura.

    L’impegno della Fondazione Artemisia: cura, prevenzione e chirurgia ricostruttiva gratuita

    La Fondazione ha ricordato il proprio ruolo storico come presidio di salute, legalità e assistenza per le persone più fragili. Questo sostegno si declina in attività effettive, svolte dal proprio team di medici e chirurghi estetici, tra i quali il dott. Gualtiero Tramonti, che le ha illustrate nel dettaglio:

    • Chirurgia ricostruttiva gratuita: per donne con lesioni traumatiche, ustioni, deturpazioni o esiti permanenti da violenza. Un servizio garantito da chirurghi plastici, specialisti e medici volontari.;
    • Numero verde nazionale 800 967 510, attivo 24/7 per il supporto psicologico, sanitario, legale e sociale;
    • Screening sanitari gratuiti: oltre 30 iniziative all’anno, tra cui prevenzione oncologica, check-up cardiologici, screening dedicati ad anziani, bambini e adolescenti;
    • Protocollo con Regione Lazio e Polizia di Stato: un modello di cooperazione avanzata per la tutela sanitaria e la prevenzione della violenza domestica;
    • Programmi nelle scuole: educazione sanitaria, prevenzione del mobbing, prevenzione delle MST, formazione ECM gratuita per docenti e operatori sanitari.

    Conclusione

    “La voce delle ferite” non è un evento simbolico, ma l’espressione di un impegno che la Fondazione Artemisia ETS rinnova ogni giorno, mettendo a disposizione professionalità, ascolto e cura. Sotto la guida dell’Arch. Mariastella Giorlandino, la Fondazione continuerà a essere una voce forte, autorevole e solidale a fianco delle donne che affrontano percorsi di dolore e di rinascita. Una voce che vuole arrivare lontano: nelle istituzioni, nelle famiglie, nelle scuole, nelle coscienze.

  • In occasione della conferenza stampa“LA VOCE DELLE FERITE: giornata di testimonianza e rinascita delle vittime di violenza”Martedì 18 novembre, ore 11:00 Università Guglielmo Marconi – Sala Vittoria Colonna – Roma

    In occasione della conferenza stampa“LA VOCE DELLE FERITE: giornata di testimonianza e rinascita delle vittime di violenza”Martedì 18 novembre, ore 11:00 Università Guglielmo Marconi – Sala Vittoria Colonna – Roma

    In occasione dell’iniziativa “La voce delle ferite”, promossa dalla Fondazione Artemisia ETS, si terrà una giornata di confronto, ascolto e sensibilizzazione sul tema della violenza, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della sanità, della giustizia, del mondo accademico e culturale.

    L’evento sarà un momento di riflessione collettiva e concreta, con testimonianze dirette, contributi scientifici e artistici, e con la presenza di ospiti d’eccellenza, tra cui:
    Roberta Angelilli, Vicepresidente Regione Lazio, Simona Baldassarre, Assessore alle Pari Opportunità, Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1, Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Giulia Marucut, referente del Centro C.O.S.C. Lazio, magistrati, forze dell’ordine, esperti, artisti e giornalisti.

    L’IMPEGNO ISTITUZIONALE DELLA FONDAZIONE ARTEMISIA ETS

    Da oltre quarant’anni, la Fondazione Artemisia ETS rappresenta un presidio di legalità, salute e solidarietà in favore delle persone più fragili, offrendo interventi gratuiti e altamente qualificati a donne vittime di violenza, minori, anziani e soggetti vulnerabili.

    Fondata e guidata dalla Dott.ssa Mariastella Giorlandino, la Fondazione opera ogni giorno con etica e visione, intrecciando competenza sanitaria e responsabilità sociale. La Dott.ssa Giorlandino è membro attivo dell’Osservatorio per le Pari Opportunità e contro la Violenza sulle Donne, portando il suo contributo anche sul piano normativo e culturale.

    Come affermava Rita Levi-Montalcini:
    “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza.”
    Questa frase racchiude lo spirito con cui la Fondazione agisce: valorizzare la dignità femminile, proteggere i diritti, costruire percorsi di rinascita.

    Tra i risultati concreti, si evidenziano:

    la firma di protocolli d’intesa con la Regione Lazio e con la Polizia di Stato per il contrasto alla violenza di genere e la tutela sanitaria dei soggetti fragili;

    l’attivazione di un numero verde nazionale, sempre accessibile, per ricevere assistenza e supporto;

    la realizzazione di oltre 30 giornate sanitarie gratuite all’anno, tra cui:

    la Giornata del Pap-test, in occasione della Festa della Donna e della Mamma

    la Giornata del Papà, con elettrocardiogrammi gratuiti

    la Giornata della Salute per gli Anziani

    la Giornata di prevenzione per i bambini nello spettro autistico

    numerosi altri appuntamenti di prevenzione e screening a titolo completamente gratuito.

    Inoltre, la Fondazione è presente nelle scuole con programmi di:

    educazione sanitaria,

    prevenzione del mobbing e delle malattie sessualmente trasmissibili,

    formazione culturale e sociale,

    corsi ECM gratuiti, destinati a docenti, operatori e professionisti della salute.

    Tutte le attività vengono svolte senza alcun onere per i cittadini, grazie al lavoro appassionato di medici, specialisti e professionisti volontari di eccellenza.

    CONCLUSIONE

    La Fondazione Artemisia ETS, attraverso eventi come “La voce delle ferite”, continua a dare spazio a chi troppo spesso è rimasto in silenzio. In un tempo in cui la violenza si insinua nei luoghi più intimi, l’impegno della Fondazione si traduce in una voce forte, chiara e costante a difesa della dignità umana.

    Con la guida della Dott.ssa Giorlandino, l’obiettivo resta uno solo: offrire ascolto, cura e rinascita a chi ha vissuto la ferita dell’ingiustizia.
    Perché la cura non è solo un atto medico, ma un gesto morale e civile.