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  • La Fondazione Artemisia ETS e la Rete Artemisia Lab celebrano il compleanno del Santo Padre: “Un faro di speranza e solidarietà per i più fragili”

    La Fondazione Artemisia ETS e la Rete Artemisia Lab celebrano il compleanno del Santo Padre: “Un faro di speranza e solidarietà per i più fragili”


    Ispirandosi ai principi cristiani, la Fondazione rinnova il proprio impegno quotidiano a tutela di anziani, donne e bambini, accogliendo il costante messaggio d’amore del Pontefice in un momento storico complesso.

    La Fondazione Artemisia ETS, unitamente alla Rete Artemisia Lab, esprime i più calorosi auguri in occasione del compleanno del Santo Padre. Papa Leone XIV rappresenta un punto di riferimento insostituibile per le fasce più deboli della popolazione, che nelle sue parole di amore e conforto trovano una reale e concreta accoglienza.


    La Fondazione Artemisia, che da sempre traduce nel proprio lavoro quotidiano i principi cristiani di protezione e vicinanza ai più bisognosi, coglie questa importante ricorrenza per ringraziare sentitamente il Santo Padre. Il Pontefice, infatti, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno e le parole di incoraggiamento in occasione delle numerose giornate di solidarietà organizzate dalla Fondazione a tutela di anziani, donne e bambini, come il biglietto riportato nella foto.


    In un momento storico delicato come quello attuale, in cui il mondo sembra aver smarrito la via, lasciando che la bramosia del potere comprometta la serenità interiore dei popoli, il messaggio del Santo Padre risuona con forza straordinaria. Le sue parole rappresentano al contempo un monito e un incitamento a compiere un’analisi interiore profonda, spronando ciascuno di noi a proiettarsi verso un futuro guidato dall’amore e dal supporto attivo verso chi soffre.

  • SANITÀ, UAP: «BASTA DOPPIA CORSIA. STESSE REGOLE E UNA REGIA PUBBLICA PIÙ FORTE»

    SANITÀ, UAP: «BASTA DOPPIA CORSIA. STESSE REGOLE E UNA REGIA PUBBLICA PIÙ FORTE»

    Giorlandino: «Tariffe, requisiti e investimenti devono rispondere a criteri trasparenti e coerenti. Non chiediamo privilegi per qualcuno, ma regole uguali e risorse orientate ai bisogni dei cittadini»

    Un Servizio sanitario nazionale a regia pubblica non può funzionare con criteri diversi a seconda di chi eroga una prestazione o accede alle risorse. Stesse prestazioni devono significare garanzie equivalenti; le tariffe devono derivare da costi verificabili; gli investimenti pubblici devono rispondere a criteri trasparenti e conoscibili.

    È il messaggio con cui UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata – torna sui temi emersi dalla conferenza nazionale del 9 settembre a Piazza Monte Citorio, moderata da Maria Grazia Cucinotta.

    «Il punto non è difendere una categoria contro un’altra – afferma la Presidente UAP Mariastella Giorlandino -. Il Servizio sanitario nazionale è uno e la sua regia deve restare pubblica. Ma proprio per questo il pubblico deve garantire coerenza nelle regole, programmare tutte le capacità disponibili e rendere trasparenti i criteri con cui vengono impiegate le risorse».

    TARIFFE: L’86% NON RECUPERA NEMMENO L’INFLAZIONE

    L’analisi UAP della proposta tariffaria 2026 mostra un dato molto chiaro: il 78% delle tariffe resta invariato rispetto al novembre 2024.

    Un ulteriore 8% viene aumentato, ma meno dell’inflazione maturata nello stesso periodo.

    In definitiva, l’86% delle tariffe previste per il 2026 non recupera nemmeno l’inflazione intervenuta dal novembre 2024.

    Solo il 14% registra un aumento superiore all’inflazione.

    Per UAP, questo dato rende difficile sostenere genericamente che il problema sia stato risolto perché «le tariffe sono aumentate».

    Il confronto con l’inflazione non stabilisce, peraltro, se le tariffe siano adeguate ai costi effettivi delle prestazioni. Ed è proprio questo il punto: occorre rendere trasparente e verificabile come dal costo della singola prestazione si sia arrivati alla tariffa riconosciuta dal SSN.

    Questo confronto non dimostra da solo se una tariffa sia adeguata al costo della prestazione. Dimostra però quanto sia necessario rendere verificabile il percorso che conduce dal costo effettivamente rilevato alla tariffa riconosciuta dal SSN.

    Emblematico il caso richiamato da FederCardio durante la conferenza: 5,85 euro per una visita cardiologica di controllo comprensiva di elettrocardiogramma.

    «Non chiediamo aumenti indiscriminati – sottolinea Giorlandino -. Chiediamo di sapere quanto costa efficientemente erogare una prestazione e come da quel costo si arriva alla tariffa».

    STESSA PRESTAZIONE, STESSE GARANZIE

    Il secondo tema riguarda l’ampliamento dei soggetti che possono offrire servizi e prestazioni sanitarie.

    UAP non contesta il ruolo delle farmacie né la possibilità che contribuiscano a rendere alcuni servizi più accessibili ai cittadini. Pone però una questione di principio: quando soggetti diversi erogano prestazioni sanitarie equivalenti, devono essere assicurate garanzie equivalenti.

    Autorizzazione, qualità, sicurezza, responsabilità professionale, requisiti delle apparecchiature, tracciabilità dei processi e corretta integrazione con i sistemi informativi sanitari non possono dipendere dalla natura dell’erogatore.

    «Non chiediamo meno servizi nelle farmacie – precisa Giorlandino -. Chiediamo le stesse garanzie per il cittadino per medesime prestazioni».

    È questa, per UAP, la strada per ampliare realmente l’offerta senza creare una sanità a doppia corsia.

    INVESTIMENTI: IL CASO DEI 60 MILIONI AL GEMELLI

    Un terzo tema riguarda la trasparenza nell’impiego delle risorse pubbliche.

    Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 agosto 2026 ha destinato 60 milioni di euro alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per otto investimenti.

    UAP non mette in discussione il valore del Gemelli, una delle eccellenze della sanità italiana, né l’utilità di investire nelle strutture che svolgono funzioni strategiche per il SSN.

    La questione riguarda il metodo.

    Le risorse statali coprono integralmente il costo indicato per gli otto interventi. Diventa quindi importante conoscere i criteri attraverso i quali sono stati individuati i progetti prioritari e le modalità con cui altre eccellenze, pubbliche e private accreditate, possono accedere ad analoghe opportunità.

    «Una regia pubblica forte deve poter investire dove ritiene che serva – osserva Giorlandino -. Ma deve anche rendere comprensibili i bisogni individuati, le priorità, i criteri di scelta e i risultati attesi».

    ANCHE I MEDICI SI ALLONTANANO DAL CIRCUITO DEL SSN

    Alla questione delle risorse si aggiunge quella dei professionisti.

    La difficoltà di trattenere medici qualificati non riguarda più soltanto le strutture pubbliche, ma anche quelle private accreditate. Tariffe insufficienti e budget rigidi possono favorire il trasferimento dei professionisti verso il privato puro, sottraendo capacità proprio alla rete che eroga prestazioni per conto del SSN.

    Il risultato riguarda direttamente i cittadini: meno professionisti nel pubblico e nell’accreditato significano minore capacità assistenziale e maggiore pressione sulle liste d’attesa.

    LA PROPOSTA UAP: COSTI VERIFICABILI, INDICIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE

    UAP propone di superare la logica delle revisioni tariffarie straordinarie attraverso un sistema stabile: determinazione analitica del costo efficiente della singola prestazione → tariffa-base verificabile → indicizzazione periodica → revisione strutturale quando cambiano tecnologie, organizzazione e processi di cura.

    L’indicizzazione impedirebbe che una tariffa correttamente determinata perda progressivamente valore; la revisione analitica consentirebbe invece di rifare i conti quando cambia realmente il modo di erogare le cure.

    Anche nella diagnostica, secondo UAP, la programmazione non può dipendere esclusivamente dai volumi. Prossimità, qualità, sicurezza, appropriatezza e capacità di rispondere ai bisogni del territorio devono concorrere alla valutazione, evitando che criteri puramente quantitativi penalizzino automaticamente le strutture di minori dimensioni.

    «NON PRIVILEGI, MA COERENZA»

    «La nostra richiesta è semplice – conclude Giorlandino -. Se una prestazione è sanitaria, devono valere garanzie equivalenti. Se vengono utilizzate risorse pubbliche per gli investimenti, devono essere trasparenti i criteri con cui vengono assegnate. Se vengono determinate tariffe nazionali, deve essere verificabile il rapporto tra costo della prestazione e tariffa.

    Non chiediamo privilegi per qualcuno e non vogliamo contrapporre pubblico, privato accreditato, farmacie o grandi strutture. Chiediamo una regia pubblica più forte, regole coerenti e risorse orientate ai bisogni di salute.

    Perché il Servizio sanitario nazionale è uno. E uno deve essere il diritto alla cura».

  • Aprilia, mostra di Orietta Giorlandino nel circuito promosso da Vittorio Sgarbi: la Fondazione Artemisia sostiene l’iniziativa dedicata alla forza terapeutica dell’arte

    Aprilia, mostra di Orietta Giorlandino nel circuito promosso da Vittorio Sgarbi: la Fondazione Artemisia sostiene l’iniziativa dedicata alla forza terapeutica dell’arte

    La Fondazione Artemisia e la sua presidente Mariastella Giorlandino annunciano la mostra dedicata all’artista Orietta Giorlandino, che si terrà ad Aprilia, in Piazza Roma, con ingresso libero. L’esposizione sarà visitabile dalle 9:30 alle 19:30, con presentazione nel corso della giornata. La mostra, che vede anche il riferimento critico di Vittorio Sgarbi, celebra un percorso artistico nato da un’intuizione e cresciuto attraverso la pratica del disegno, della pittura a olio e del pastello secco su pastelmat. La Fondazione Artemisia sostiene con convinzione iniziative come questa, riconoscendo che l’arte non è soltanto espressione estetica, ma anche una forma di cura: un linguaggio capace di generare benessere psicofisico, di favorire la relazione con le proprie emozioni e di offrire alla collettività spazi di bellezza, riflessione e crescita. Investire nella forza dell’arte significa mettere a disposizione di tutti un patrimonio che cura, che educa alla sensibilità e che permette di apprezzare la creatività come risorsa essenziale per la vita comunitaria.

  • Sanità accreditata, diagnosi tempestive e continuità assistenziale: ANMED aderisce compattamente alla linea UAP

    Sanità accreditata, diagnosi tempestive e continuità assistenziale: ANMED aderisce compattamente alla linea UAP


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    «Subito risposte concrete dal Governo su Nuovo Nomenclatore, tariffe sotto-costo e Decreto Concorrenza per tutelare i pazienti e la rete diagnostica territoriale».

    ​ANMED al fianco di UAP: «La sanità territoriale è al punto di rottura. Diamo risposte a chi ha responsabilità dirette su risorse e organizzazione sanitaria»

    ​ANMED (Associazione Nazionale di Medicina, Diagnostica, Salute e Benessere) esprime piena adesione e totale sostegno alle posizioni e alle istanze promosse dall’UAP guidata dalla Presidente Mariastella Giorlandino, in vista della grande conferenza stampa nazionale in programma il 9 settembre 2026 alle ore 11:00 presso la CEOforLIFE Clubhouse a Montecitorio, moderata da Maria Grazia Cucinotta.

    ​In linea con la decisione strategica dell’UAP di interpellare direttamente il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, ANMED, nella persona del suo Presidente Elisa Interlandi, ribadisce che la tutela della salute non ha colore politico e richiede interventi urgenti e non più rinviabili.

    ​Il Paradosso delle Liste d’Attesa: Perché nella Patologia Clinica non esistono?
    ​In un Servizio Sanitario Nazionale continuamente paralizzato da liste d’attesa estenuanti, la Patologia Clinica e i Laboratori di Analisi rappresentano una virtuosissima eccezione. Ma qual è il reale motivo per cui nei laboratori privati convenzionati non si formano le liste d’attesa?
    ​La risposta non risiede nell’efficienza della programmazione pubblica, bensì nella deontologia professionale, nell’etica e nella responsabilità sociale degli operatori privati accreditati:

    ​Erogazione oltre i tetti di spesa: Le strutture continuano ad accogliere ed erogare esami ai cittadini anche dopo il superamento e lo sforamento del tetto di spesa mensile (il cosiddetto “dodicesimo”), facendosi carico integralmente dei costi del servizio.

    ​Rimborsi sotto-costo assorbiti dalle strutture: I laboratori accettano di erogare gli esami anche a fronte di rimborsi tariffari ampiamente inferiori ai reali costi di produzione, pur di non negare un controllo salva-vita, un follow-up oncologico o un monitoraggio di patologie croniche a un paziente fragile.

    ​La salute non è un “rischio d’impresa”: Gli operatori si rifiutano di trasformare la cura in un conteggio contabile, impedendo che i cittadini-contribuenti rimangano abbandonati a se stessi. Tuttavia, questo sistema d’emergenza, che scarica l’incapienza della spesa pubblica sulle spalle dei presidi territoriali, è arrivato al punto di rottura e non è più sostenibile.

    ​Le criticità aperte: Nomenclatore, soglia delle 200.000 prestazioni e Ddl Concorrenza
    ​ANMED ed UAP evidenziano la gravità dello stallo normativo ed economico che soffoca le strutture sanitarie e danneggia l’utenza:

    ■ ​Tariffe basate sui costi reali e indicizzazione automatica: Le attuali tariffe dei rimborsi sono prive di adeguatezza istruttoria (come censurato a più riprese dal TAR Lazio). ANMED chiede l’introduzione di tariffari basati sui costi effettivi di produzione e, tra una revisione e l’altra, un meccanismo di aggiornamento automatico basato su indici ufficiali, impedendo che anni di attesa ed inflazione ne erodano il valore.

    ■ ​Mancata regolamentazione delle forme societarie per la soglia delle 200.000 prestazioni: La stasi burocratica nell’applicazione del nuovo Nomenclatore, l’aggiornamento dei LEA e i ritardi legislativi lasciano prive di una cornice regolatoria idonea le forme societarie riconosciute con cui le strutture sanitarie possono aggregarsi per raggiungere la soglia minima delle 200.000 prestazioni annue necessarie al mantenimento dell’accreditamento. Tale vuoto normativo crea una gravissima incertezza negli operatori della sanità privata che si fanno carico della responsabilità erogativa sul territorio.

    ■ ​Pressione del Ddl Concorrenza e trappola dei Budget Storici: La persistenza di aggregati di spesa individuali e cristallizzati (“budget storici”) crea rendite di posizione e distorsioni di mercato censurate dall’Antitrust (AGCM). ANMED e UAP chiedono l’adozione del Budget Storico di Branca Territoriale per mettere tutte le strutture nelle medesime condizioni operative ed erogative.

    ■ ​Passaggio alla Value-Based Medicine: Non è sufficiente contare il numero delle “provette”. Occorre misurare i risultati di salute generati per il paziente, valorizzando la diagnostica di prossimità con il modello ad “accesso unico” (reflex test), che evita agli anziani e ai fragili inutili spostamenti, ansie e ripetizioni di esami.

    (​Le dichiarazioni ufficiali della Presidente Interlandi)

    ​«ANMED è al fianco di UAP, dichiara la Presidente Elisa Interlandi, in questa battaglia fondamentale per il futuro della sanità italiana. La medicina di laboratorio non è un costo da tagliare, ma un investimento primario che previene il collasso delle strutture ospedaliere e l’intasamento dei Pronto Soccorso. Pretendere che i laboratori operino strutturalmente sotto-costo e si facciano carico delle carenze di bilancio pubblico è una scelta miope. Chiediamo al Governo, al MEF e al Ministero della Salute un confronto immediato e risposte concrete: la salute dei cittadini viene prima di qualsiasi vincolo di bilancio.»
    ​Le richieste inderogabili al Governo e al Ministero della Salute:
    a) ​Revisione strutturale del Tariffario:
    ​ Adozione di tariffe fondate sui costi reali e meccanismo di indicizzazione automatica periodica.
    ​b) Regolamentazione del pacchetto e delle aggregazioni per le 200.000 prestazioni: Sblocco immediato della stasi politica per disciplina e regolamentazione formale delle Aggregazioni delle strutture sanitarie volte a raggiungere e superare la soglia delle 200.000 prestazioni per l’accreditamento, e sblocco burocratico per garantire la piena copertura dei LEA.
    ​c) Adozione del Budget di Branca Territoriale: Abolizione dei budget storici individuali e delle rendite di posizione, garantendo pari condizioni a tutti gli erogatori territoriali.
    ​d) Rimozione degli ostacoli alle Aggregazioni in “Rete”: Attuazione della normativa sulle reti di laboratorio per preservare la capillare diagnostica di prossimità, garantendo cybersecurity e integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
    ​e) Riorientamento delle risorse pubbliche: Spostamento dei fondi dagli sprechi e dalle spese voluttuarie verso la prevenzione primaria e la diagnostica territoriale.


    ​ANMED ITALIA
    Il Presidente
    Dott.ssa Elisa Interlandi

  • UAP: “Fisioterapia, il nuovo nomenclatore sia l’occasione per riconoscerne il verovalore. Non si possono pretendere standard elevatissimi dalle strutture accreditate e poi relegare la riabilitazione nel retrobottega di una farmacia”

    UAP: “Fisioterapia, il nuovo nomenclatore sia l’occasione per riconoscerne il verovalore. Non si possono pretendere standard elevatissimi dalle strutture accreditate e poi relegare la riabilitazione nel retrobottega di una farmacia”


    La fisioterapia rappresenta uno degli esempi più evidenti della battaglia che UAP sta portando
    avanti per una revisione del nomenclatore fondata sulla realtà dei costi, sulla qualità delle
    prestazioni e sul ruolo effettivamente svolto dal privato accreditato all’interno del Servizio
    Sanitario Nazionale.
    Non chiediamo soltanto un adeguamento economico. Chiediamo che venga finalmente
    riconosciuto il valore sanitario della fisioterapia, branca fondamentale nella prevenzione,
    nel recupero funzionale, nella riduzione della disabilità e nel contrasto alla cronicizzazione.
    Una fisioterapia tempestiva e appropriata può evitare o ridurre ulteriori prestazioni sanitarie,
    consumo di farmaci, accertamenti, ricoveri e perdita di autonomia. Investire oggi in
    riabilitazione significa anche evitare maggiori costi domani al Servizio Sanitario
    Nazionale.
    Ed è proprio la fisioterapia a dimostrare quanto sia ormai superata la rappresentazione del
    privato accreditato come semplice integrazione del pubblico.
    In alcune realtà regionali la rete accreditata arriva a sostenere la quasi totalità dell’offerta
    fisioterapica, con percentuali che possono raggiungere il 90%. In questi territori non siamo
    più di fronte a un servizio accessorio: il privato accreditato è diventato, nei fatti, una
    componente indispensabile e in larga misura sostitutiva dell’offerta direttamente
    erogata dal pubblico.
    Da qui nasce una contraddizione che UAP ritiene necessario denunciare.
    Alle strutture sanitarie accreditate vengono richiesti requisiti quantitativi e qualitativi sempre
    più rigorosi: metrature, organizzazione, personale qualificato, dotazioni, procedure, controlli
    e standard finalizzati, giustamente, a garantire sicurezza e qualità della prestazione.
    Poi, però, lo stesso sistema sanitario contempla l’erogazione di prestazioni fisioterapiche
    anche nell’ambito della farmacia dei servizi.
    È difficile spiegare questa contraddizione ai cittadini e agli operatori: da una parte si
    impongono alle strutture specialistiche requisiti elevatissimi perché la fisioterapia
    venga erogata secondo precisi standard di qualità; dall’altra si rischia di trasmettere
    l’idea che quella stessa branca possa essere ricondotta a una stanza nel retrobottega
    di una farmacia.
    Non è una critica alla professionalità del fisioterapista, che resta tale ovunque eserciti. È una
    questione di appropriatezza del luogo di cura e di coerenza del sistema.
    La fisioterapia non è una prestazione da banco. È valutazione, presa in carico, percorso
    terapeutico, continuità assistenziale, disponibilità di spazi e attrezzature adeguate.
    Per questo chiediamo alle Istituzioni una scelta coerente: prima di moltiplicare i luoghi nei
    quali erogare prestazioni, si valorizzi la rete specialistica già esistente, sottoposta ad autorizzazione, accreditamento e controlli e che ogni giorno garantisce una quota
    determinante dell’assistenza ai cittadini.
    Il nuovo nomenclatore deve essere l’occasione per cambiare prospettiva: tariffe sostenibili,
    fondate sui costi reali, ma anche riconoscimento del valore clinico, preventivo ed economico
    delle singole branche.
    La fisioterapia è la prova concreta che il privato accreditato non è ai margini del SSN:
    in molti territori ne sostiene il funzionamento quotidiano.
    E proprio per questo non si può continuare a chiedergli qualità, investimenti e standard
    sempre più elevati senza riconoscergli, allo stesso tempo, il valore e le risorse necessarie per
    garantirli.
    Non si possono pretendere centri di eccellenza e poi immaginare la fisioterapia nel
    retrobottega di una farmacia. La qualità non può essere un requisito per alcuni e un
    optional per altri.


    Dott. Antonio Gambardella – Presidente AISIC

  • UAP: «Cure tempestive e risultati per i pazienti: da qui deve partire la sanità». Il 9 settembre a Roma, conferenza stampa con Maria Grazia Cucinotta

    UAP: «Cure tempestive e risultati per i pazienti: da qui deve partire la sanità». Il 9 settembre a Roma, conferenza stampa con Maria Grazia Cucinotta

    Maria Grazia Cucinotta, da sempre impegnata a favore delle persone più deboli e vulnerabili, modererà la conferenza stampa nazionale UAP, con la Presidente Mariastella Giorlandino e i Presidenti delle associazioni aderenti. L’appuntamento è il 9 settembre 2026, alle ore 11, presso CEOforLIFE Clubhouse, Piazza di Monte Citorio 116, Roma.

    Sono stati invitati il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Ministro della Salute Orazio Schillaci e il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta. Dopo precedenti interlocuzioni con rappresentanti di diversi partiti rimaste senza esiti concreti, UAP ha scelto di non estendere ulteriormente gli inviti alla politica e di chiedere risposte a chi ha responsabilità dirette sulle risorse e sull’organizzazione sanitaria. «La salute non ha colore politico», sottolinea Giorlandino.

    Come garantire cure più tempestive utilizzando meglio le risorse disponibili? UAP presenterà dati e proposte per tariffe fondate sui costi reali e, tra una revisione strutturale e l’altra, aggiornate automaticamente attraverso un indice ufficiale, evitando che anni di attesa ne erodano il valore; e per una rete pubblica e privata accreditata integrata sotto una forte guida pubblica.

    «Le tariffe devono consentire di erogare le cure; la programmazione deve renderle disponibili quando servono. Ma contare le prestazioni non basta: sono i risultati di salute per i pazienti a dover orientare l’organizzazione dei servizi e l’impiego delle risorse. È su questo che chiediamo un confronto concreto».

  • Stalking, Giorlandino: «La prevenzione deve iniziare dalla scuola»

    Stalking, Giorlandino: «La prevenzione deve iniziare dalla scuola»

    Dopo il femminicidio di Lorena Isceri, la presidente della Fondazione Artemisia ETS richiama famiglie, istituzioni e comunità a non sottovalutare mai i segnali della persecuzione.


    «La morte di Lorena Isceri, sequestrata dall’ex compagno e gettata da un cavalcavia dell’autostrada A1, ci impone di non fermarci all’indignazione. Dobbiamo riconoscere ciò che precede la violenza: controllo, minacce, pedinamenti, ricatti, isolamento e paura», dichiara Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia ETS.

    «Non si deve mai colpevolizzare una donna perché non ha denunciato. La paura e il timore delle conseguenze possono diventare ostacoli enormi. La responsabilità della comunità è costruire intorno alla vittima una rete credibile, accessibile e capace di intervenire tempestivamente».

    La presidente richiama in particolare il ruolo della scuola: «La prevenzione deve cominciare nelle aule, insegnando ai più giovani il rispetto, il consenso e l’accettazione di un rifiuto. L’amore non controlla, non umilia e non perseguita. Come ricordava Nelson Mandela, “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Educare alle relazioni sane significa intervenire prima che la violenza diventi cronaca».

    La Fondazione Artemisia ETS prosegue il proprio impegno a sostegno delle persone vittime di violenza e stalking, attraverso attività di ascolto e una rete di assistenza qualificata composta da psicologi, avvocati e specialisti.

    «Davanti allo stalking non bisogna mai abbassare la guardia. Anche un segnale apparentemente piccolo può essere una richiesta d’aiuto. Ascoltarlo in tempo può salvare una vita», conclude Giorlandino.

  • SoS per tariffe e liste d’attesa: il 9 settembre a Roma la manifestazione di protesta dell’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata (Uap ) e di  tutte le associazioni

    SoS per tariffe e liste d’attesa: il 9 settembre a Roma la manifestazione di protesta dell’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata (Uap ) e di  tutte le associazioni

                                                         

    La sanità privata accreditata vuole far sentire la propria voce contro le anomalie del sistema: servono subito cambiamenti a tutela dei cittadini e della sostenibilità economica delle imprese

    In piazza a tutela dei cittadini e della sostenibilità delle imprese del settore sanitario e contro il nuovo ‘nomenclatore tariffario”: servono modifiche urgenti. È l’SoS dell’Uap (Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata) che ha organizzato per il prossimo mercoledì 9 settembre una conferenza stampa e un’iniziativa di protesta a Roma contro il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica. Saranno numerosi i rappresentanti della Sanità privata accreditata che parteciperanno all’evento per dimostrare le proprie difficoltà in tutti i Comuni italiani. L’iniziativa, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, mira a denunciare pubblicamente il testo del nuovo “Decreto Tariffe”.

       Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l’entrata in vigore fissata per il 21 settembre, l’Uap contesta le modalità istruttorie e il fatto che i rimborsi proposti non coprirebbero i costi reali delle prestazioni. Secondo l’associazione, l’adeguamento al ribasso o inadeguato di molte tariffe rischia di mettere in crisi le strutture sanitarie private accreditate, con conseguente travaso di milioni di pazienti sul sistema pubblico e  allungamento delle liste d’attesa. “Se pubblico e privato investono entrambi in personale,  tecnologie e strutture – ha detto Giorlandino – ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica”.

      Anche il settore della cardiologia, che risulta uno dei più penalizzati e che aveva proposto, ad esempio, alla Regione Campania di collaborare per ridurre le liste d’attesa ma non ha avuto riscontro, interviene in questa battaglia. “È inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo costi 5,85 euro “ sostiene Leonardo Di Maggio, presidente di Federcardio e vice presidente di Confesercenti Salute. “Chiediamo l’eliminazione della prestazione 89.01.3 dal nomenclatore tariffario e la modifica della prestazione 89.7A.3 cancellando le parole ‘prima visita‘ ”.

  • Vivere sotto stalking: quando la paura entra nella quotidianità

    Vivere sotto stalking: quando la paura entra nella quotidianità

    Il racconto in prima persona della dottoressa Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia ETS: lo stalking non è soltanto una sequenza di atti persecutori, ma una presenza costante che limita la libertà, altera le relazioni e costringe a vivere ogni gesto con prudenza.

    Mi chiamo Mariastella Giorlandino e so cosa significa vivere sotto stalking.
    Significa aprire gli occhi al mattino e domandarsi che cosa potrebbe accadere durante la giornata. Significa controllare il telefono con inquietudine, guardarsi intorno prima di uscire, prestare attenzione a una macchina ferma, a un volto intravisto più volte, a un messaggio inatteso. Azioni che per gli altri sono normali diventano valutazioni continue del pericolo.


    Lo stalking non è fatto soltanto di telefonate, messaggi, pedinamenti o minacce. È una forma di violenza che si insinua progressivamente nella vita della vittima e ne modifica le abitudini, i rapporti familiari, il lavoro e perfino il modo di percepire se stessa. Non sempre lascia segni visibili, ma produce ferite profonde: paura, insonnia, ansia, senso di impotenza e isolamento.


    La parte più difficile è spiegare agli altri questa condizione. Da fuori, ogni singolo episodio può apparire trascurabile. Una telefonata, una presenza, una frase ambigua o un incontro apparentemente casuale possono sembrare fatti insignificanti. Ma chi li subisce conosce il filo che li unisce. Sa che non sono episodi isolati, bensì tasselli di una persecuzione ripetuta che comunica un messaggio preciso: «Posso raggiungerti, posso controllarti, posso entrare nella tua vita quando voglio».


    Vivere sotto stalking significa perdere, poco alla volta, la propria spontaneità. Si cambiano percorsi, orari e abitudini. Si evita di andare da soli in alcuni luoghi. Si rinuncia a occasioni di lavoro o momenti di serenità. Anche la famiglia viene coinvolta, perché la paura non riguarda più soltanto la propria sicurezza, ma quella delle persone amate.


    A tutto questo si aggiunge spesso un’altra sofferenza: il timore di non essere creduti. La vittima può sentirsi costretta a dimostrare continuamente ciò che sta vivendo, a conservare messaggi, annotare episodi, ricordare date e ricostruire ogni dettaglio. Mentre avrebbe bisogno di protezione, deve trovare la forza di trasformare la propria angoscia in prove comprensibili agli altri.


    Io ho scelto di raccontare questa esperienza perché il silenzio protegge soltanto chi perseguita. Parlare, invece, può aiutare altre persone a riconoscere i segnali e a comprendere che non stanno esagerando, che la paura non è una colpa e che chiedere aiuto non rappresenta una debolezza. come presidente della Fondazione Artemisia ETS, conosco il valore dell’ascolto. Una persona perseguitata non deve essere giudicata, colpevolizzata o invitata semplicemente a «non pensarci». Deve essere accolta, creduta e accompagnata attraverso un percorso che coinvolga, quando necessario, professionisti sanitari, psicologi, avvocati e autorità competenti.


    È importante intervenire prima che la persecuzione diventi ancora più grave. Ogni segnalazione deve essere considerata con attenzione, perché dietro comportamenti apparentemente minori può nascondersi un’escalation capace di mettere in pericolo la sicurezza e la vita della vittima.
    La libertà non consiste soltanto nel poter uscire di casa. È anche poterlo fare senza paura. È poter lavorare, incontrare una persona, rispondere al telefono o accompagnare i propri figli senza sentirsi osservati. Lo stalking sottrae proprio questa libertà, giorno dopo giorno.


    Raccontare ciò che significa vivere sotto stalking non vuol dire chiedere compassione. Vuol dire reclamare il diritto alla sicurezza, alla dignità e a una vita libera dalla paura. Vuol dire ricordare a ogni vittima che non è sola e che nessuno deve rassegnarsi a convivere con la persecuzione.
    La paura può entrare nella quotidianità, ma non deve diventarne la padrona. Denunciare, chiedere aiuto e trovare persone capaci di ascoltare rappresentano il primo passo per riprendersi la propria vita.


    Dott.ssa Mariastella Giorlandino
    Presidente della Fondazione Artemisia ETS

  • Stati Generali contro il Femminicidio: un appello nazionale alla responsabilità educativa, civile e istituzionale

    Stati Generali contro il Femminicidio: un appello nazionale alla responsabilità educativa, civile e istituzionale

    La Fondazione Artemisia ETS ha partecipato agli Stati Generali contro il Femminicidio, svoltisi
    ieri, 1° settembre 2026, presso la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, portando il proprio
    contributo scientifico, educativo e assistenziale attraverso l’intervento della Presidente
    Mariastella Giorlandino. Il suo messaggio, centrato sull’importanza della presenza affettiva e
    dell’educazione ai rapporti interpersonali, ha offerto una prospettiva essenziale per
    comprendere le radici culturali e relazionali della violenza di genere.
    L’iniziativa, promossa dall’Associazione Alleati con Te e dalla sua Presidente Catia Acquesta, ha
    riunito istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, mondo accademico, associazioni e cittadini,
    in un contesto dedicato alla memoria delle vittime e alla definizione di strategie concrete contro
    la violenza di genere.
    La celebrazione è stata aperta da Sua Eccellenza Mons. Antonio Staglianò, Rettore della Chiesa
    degli Artisti, che ha presentato i Dieci Comandamenti e i Due Pilastri contro la violenza di
    genere, un insieme di principi morali e civili orientati alla prevenzione, alla responsabilità
    comunitaria e alla tutela della dignità della persona. Il richiamo alla necessità di un
    cambiamento culturale profondo ha attraversato tutti gli interventi della giornata.
    Il contesto in cui si è svolto l’incontro è segnato dai tragici episodi di Ferragosto, un elenco di
    nomi che ha risuonato nella Chiesa degli Artisti come monito e responsabilità collettiva.
    Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel primo semestre del 2026, 34 donne sono state
    uccise, di cui 8 in femminicidi riconosciuti dalla nuova norma penale. Le analisi del Servizio
    Analisi Criminale confermano che la maggior parte degli omicidi avviene in ambito familiare,
    per mano di partner o ex partner. Un fenomeno strutturale, che richiede risposte altrettanto
    strutturali. In questo quadro, è intervenuto anche il Questore di Roma, Roberto Massucci, che ha
    sottolineato la necessità di un’azione coordinata e continua tra forze dell’ordine, servizi
    territoriali e comunità educanti. Il suo messaggio ha evidenziato l’importanza della
    tempestività operativa, della formazione degli operatori e della capacità di intercettare
    precocemente i segnali di rischio, affinché ogni richiesta di aiuto possa tradursi in un intervento
    immediato e protettivo.
    Hanno portato la loro voce anche Filomena Di Gennaro e Maria Antonietta Rositani, entrambe
    sopravvissute a gravissime aggressioni. Le loro testimonianze, esempi di coraggio e resilienza,
    hanno offerto una prospettiva diretta e imprescindibile per illuminare la comprensione del
    fenomeno della violenza di genere e del femminicidio, aiutando cittadini e attori istituzionali a
    meglio riconoscere i segnali di rischio e a comprendere l’urgenza di interventi più efficaci e più
    tempestivi.
    Tra gli interventi, quello della Presidente della Fondazione Artemisia ETS, Mariastella
    Giorlandino, che ha richiamato un principio essenziale: la prevenzione della violenza comincia
    dalla presenza affettiva, dall’attenzione quotidiana e dall’amore che i genitori devono garantire
    ai figli, insieme a un’educazione solida ai rapporti interpersonali.
    Un messaggio che si integra perfettamente con i principi espressi da Mons. Staglianò e con la
    visione condivisa dai relatori: la violenza di genere non si combatte solo con le norme, ma con
    un ecosistema educativo che coinvolga famiglia, scuola, comunità e istituzioni.
    L’approccio socio‑educativo e di protezione auspicato durante gli Stati Generali è, da anni, parte
    integrante del lavoro della Fondazione Artemisia e di Artemisia Lab Academy, che operano
    quotidianamente sul territorio con un modello multidisciplinare consolidato e riconosciuto:
    ascolto immediato e presa in carico tempestiva, supporto psicologico specializzato, consulenza
    legale, interventi clinico‑ricostruttivi gratuiti per le donne che portano segni fisici della
    violenza, educazione sanitaria ed emotivo‑relazionale nelle scuole, prevenzione delle
    dipendenze, formazione civica e digitale per i giovani, programmi educativi strutturati
    attraverso Artemisia Lab Academy.
    Un impegno che si traduce in presenza costante tra i cittadini e nelle scuole, durante tutto
    l’anno, con attività di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno.
    La Fondazione Artemisia, inoltre, ha definito protocolli operativi con la Polizia di Stato, per
    garantire interventi immediati e coordinati (quando una donna chiama il numero verde della
    Fondazione, la presa in carico è contestuale all’attivazione delle forze dell’ordine) e con il
    Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha riconosciuto il valore del metodo educativo di
    Artemisia Lab Academy, integrando nei percorsi scolastici educazione sanitaria, neuroscienze,
    educazione civica e digitale, prevenzione delle dipendenze e formazione emotivo‑relazionale.
    Queste collaborazioni favoriscono interventi tempestivi, competenti e coerenti con le esigenze
    delle comunità educative e delle persone più fragili.
    Gli Stati Generali del 1 settembre 2026 hanno confermato la necessità di un’azione nazionale
    coordinata, capace di unire istituzioni, sanità, scuola, forze dell’ordine e società civile. Il
    contributo della Fondazione Artemisia ETS evidenzia come la tutela delle donne richieda un
    ecosistema integrato: protezione immediata, assistenza clinica e psicologica, educazione,
    prevenzione e una rete istituzionale solida.
    Un impegno che tutela il presente e il futuro delle giovani generazioni, contribuendo al
    benessere dell’intera collettività.