-
Salute e Normative: La tutela della salute pubblica e il rispetto delle norme sanitarie devono prevalere su ogni logica commerciale

È stato segnalato che in diverse farmacie si esercitino contemporaneamente attività di estetica e medicina estetica, per di più nei medesimi locali.
L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti ed Ospedalità Privata (UAP), che rappresenta oltre 27.000 strutture sanitarie private, esprime la massima preoccupazione per questa tendenza che viola apertamente la normativa vigente in materia sanitaria e professionale.
L’attività di estetica è regolata dalla Legge n. 1/1990 e può essere svolta esclusivamente in locali appositamente autorizzati e conformi ai requisiti igienico-sanitari regionali. La medicina estetica, invece, è a tutti gli effetti una prestazione sanitaria, riservata a medici qualificati, da erogarsi in strutture sanitarie che rispettino i requisiti previsti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, n. 592 (ex D.Lgs. 502/1992).
La commistione delle due attività, esercitate all’interno della stessa farmacia e nei medesimi ambienti, senza alcuna separazione strutturale, autorizzativa e funzionale, rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini e un’intollerabile violazione delle regole. Tali attività richiedono infatti ambienti distinti, personale specificamente formato e impianti tecnici adeguati, oltre che autorizzazioni sanitarie specifiche.
UAP denuncia che l’assenza di controlli sistematici e l’ambiguità della nozione di “farmacia dei servizi” hanno favorito comportamenti elusivi, inducendo molti cittadini in errore e spingendoli a credere che tutto ciò che si svolge all’interno di una farmacia sia automaticamente legittimo e sicuro.
UAP invita le autorità sanitarie competenti ad avviare con urgenza verifiche ispettive presso tutte le farmacie che promuovano trattamenti estetici o medico-estetici, accertando la sussistenza dei requisiti normativi e adottando, ove necessario, i provvedimenti sanzionatori previsti dalla legge.
La tutela della salute pubblica e il rispetto delle norme sanitarie devono prevalere su ogni logica commerciale. UAP chiede che sia riaffermato con fermezza il principio secondo cui nessuna attività sanitaria o estetica può essere svolta in deroga agli standard di sicurezza e professionalità previsti dalla normativa nazionale. -
Farmacie e attività diagnostiche: la salute non si improvvisa

L’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti ed Ospedalità Privata (UAP), che rappresenta oltre 27.000 strutture sanitarie private su tutto il territorio nazionale, esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto in una farmacia di San Fermo, dove un cittadino ha perso la vita durante un elettrocardiogramma eseguito in assenza di personale medico.
Alla luce di questo tragico evento, UAP ritiene doveroso richiamare alcuni punti fondamentali:
ad oggi, nessuna norma vigente consente alle farmacie di effettuare attività diagnostiche vere e proprie. Il D.Lgs. 153/2009 autorizza esclusivamente prestazioni di autocontrollo, come test rapidi di glicemia o colesterolo. Ogni attività clinico-diagnostica richiede strutture autorizzate e accreditate, con direzione sanitaria, medici specialisti e controlli di qualità;
l’elettrocardiogramma, in particolare, può essere effettuato solo in collegamento funzionale con centri di cardiologia accreditati dalle Regioni e nel rispetto di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali;
nel caso specifico, l’elettrocardiogramma sarebbe stato eseguito in assenza di personale medico, anche da remoto. Ma, verosimilmente, non era presente nemmeno personale infermieristico qualificato, che avrebbe potuto rilevare immediatamente segnali anomali, attivare il protocollo d’emergenza, allertare un medico e chiamare tempestivamente i soccorsi. L’assenza di queste figure professionali in prestazioni potenzialmente salvavita è inaccettabile;
UAP esprime inoltre forti perplessità sulla sicurezza impiantistica delle farmacie che eseguono diagnostica strumentale. Le apparecchiature elettromedicali richiedono impianti elettrici rispondenti a precise normative antinfortunistiche e salvavita, analoghe a quelle previste per ambulatori e laboratori. Chi certifica oggi che tali condizioni siano rispettate?
l’ambiguità normativa sulla cosiddetta “farmacia dei servizi”, alimentata da una pubblicità ingannevole, ha generato tra i cittadini una falsa percezione di affidabilità. Molti utenti, ignari dei limiti di legge e dei pericoli connessi, si rivolgono alle farmacie convinti di ricevere prestazioni sanitarie sicure, senza sapere che queste non sono garantite dagli standard minimi previsti per la sanità privata;
UAP chiede con forza che le autorità competenti avviino immediatamente ispezioni sistematiche presso tutte le farmacie che offrono prestazioni sanitarie, al fine di verificare eventuali abusi e di impedire ulteriori episodi che possano mettere a rischio la vita dei cittadini. Sulla spinta di un dibattito politico poco attento alla sicurezza, non si può derogare al principio fondamentale dell’eguaglianza delle regole tra soggetti che operano nella stessa sfera di attività.
La salute pubblica non può essere lasciata alla logica del mercato né semplificata per decreto. Le strutture sanitarie private, soggette oggi a oltre 420 obblighi normativi tra cui autorizzazioni, accreditamenti, norme antincendio, sanitarie e impiantistiche, non possono accettare che vengano introdotti canali paralleli privi di garanzie.
UAP ribadisce la richiesta al Parlamento: fermare ogni deroga normativa che consenta prestazioni sanitarie in contesti non abilitati, e riconoscere pari regole per tutti, nel rispetto del principio di legalità, della sicurezza dei pazienti e della dignità della professione sanitaria. -
UAP chiede trasparenza per i cittadini: le farmacie non sono presidi sanitari medici

È di prim’ordine la notizia che è morta in farmacia una persona che si era andata a sottoporre ad un elettrocardiogramma.
Occorre dare le giuste informazioni ai cittadini italiani – insiste la Presidente di U.A.P., Mariastella Giorlandino – l’unione che raggruppa le associazioni di categoria degli ambulatori, poliambulatori ed ospedalità privata accreditata – non si può far passare messaggi fuorvianti che fanno erroneamente credere che le farmacie siano presidi sanitari, perché non lo sono e fatti come quelli accaduti oggi purtroppo lo dimostrano.
Dobbiamo ricordarci che le farmacie svolgono attività commerciale in virtù di una mera autorizzazione comunale, non hanno nessuna autorizzazione regionale all’esercizio di attività sanitarie, come invece è richiesto per tutte le strutture sanitarie, non possiedono i 420 requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti alle strutture sanitarie e soprattutto non possiedono apparecchiature adeguate, spazi adeguati e personale medico specializzato.
Probabilmente, se queste informazioni basilari fossero state fatte veicolare correttamente, l’ignaro cittadino colpito da un malore non sarebbe andato in farmacia per fare un elettrocardiogramma, dove non sono formati ad effettuare massaggi cardiaci, ma soprattutto dove non c’è personale medico in grado di comprendere la situazione, ma sarebbe andato presso un vero presidio sanitario: cioè una delle 27.000 strutture sanitarie presenti in tutto il territorio (ambulatori, poliambulatori, ospedali o clinica privata accreditata) dove il personale medico specializzato avrebbe subito compreso la situazione e avrebbe cercato una soluzione (iniettando adrenalina in caso di asistolia o un antiaritmico in caso di aritmia) anziché attendere la morte del paziente in attesa dell’esito dell’elettrocardiogramma.
Probabilmente l’esito sarebbe stato comunque infausto, ma almeno il paziente avrebbe avuto assistenza medica, anziché la vendita di un prodotto.
Per tali ragioni, l’U.A.P. si rivolge al Governo e al Ministero della Salute: per chiedere chiarezza di informazioni e per garantire che chi eserciti attività sanitaria possieda gli oltre 420 requisiti richiesti dalla normativa in vigore, ai quali sottostanno tutte le strutture sanitarie, così come peraltro recentemente ribadito dalla sentenza del TAR Sicilia, per continuare a garantire il diritto alla salute costituzionalmente tutelato dall’art. 32 e non trasformare la sanità in business in mano alle Lobbies. -
Salute: UAP, pieno sostegno ad AISI su ddl semplificazioni

Mariastella Giorlandino, presidente di UAP (l’Unione Ambulatori e Poliambulatori privati), esprime pieno appoggio all”AISI, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, “parte integrante dell’UAP e attore di primo piano nelle battaglie comuni per una sanità equa, sicura e accessibile”. “Il recente comunicato AISI sul DDL Semplificazioni rappresenta una presa di posizione chiara e determinata su un tema cruciale per il sistema sanitario nazionale – si legge in una nota dell’UAP -, l’equiparazione, in termini regolatori, delle Farmacie dei Servizi alle strutture sanitarie private. UAP, che ha aderito a tale presa di posizione, condivide pienamente l’urgenza di questo intervento normativo, necessario per evitare una distorsione del mercato e per garantire che tutte le strutture che erogano prestazioni sanitarie siano soggette agli stessi requisiti di qualità, sicurezza e trasparenza.
“Gli emendamenti 25.4 e 25.5, promossi da AISI con il sostegno di rappresentanti parlamentari attenti al tema, rappresentano un passo nella giusta direzione – prosegue l’UAP -. L’obiettivo non è ostacolare l’evoluzione dei servizi, bensì garantire che ogni innovazione si fondi sul rispetto delle regole comuni, con la tutela della salute del cittadino come priorità assoluta, così come peraltro affermato dalla recente sentenza del TAR Sicilia del 22 aprile scorso. Anche UAP ha presentato emendamenti analoghi, impegnandosi a sensibilizzare tutte le forze politiche sulla necessità di un quadro normativo equo e uniforme. La nostra azione riflette una scelta di campo precisa: difendere la salute pubblica, al di sopra di ogni appartenenza politica. In questo percorso, UAP esprime un particolare ringraziamento alla Lega per Salvini Premier, a Forza Italia e ai rappresentanti dell’opposizione, per l’attenzione e il sostegno concreto offerto alle campagne dell’Unione, finalizzate a valorizzare la sanità privata accreditata e a promuovere un sistema sanitario basato su standard omogenei, accessibilità e prossimità. UAP continuerà a sostenere tutte le iniziative che pongano al centro del dibattito la parità di trattamento tra operatori sanitari, la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti, collaborando attivamente con AISI e con tutte le istituzioni, forze politiche e stakeholder che condividano questi obiettivi”.
“L’UAP richiama l’attenzione su un elemento fondamentale, le farmacie, pur tentando di ampliare l’offerta di servizi sanitari, restano oggi soggette alla sola autorizzazione comunale, senza i rigorosi controlli sanitari regionali cui sono invece sottoposte le strutture private autorizzate e accreditate. Non si vorrebbe che, dietro l’idea di una “farmacia dei servizi” che favorisce l’accesso dei cittadini alla diagnostica, si celasse un mero intento di business, proprio mentre si assiste all’acquisto crescente di farmacie da parte di grandi gruppi industriali, portatori di logiche di profitto distanti dall’idea di prossimità. È necessario vigilare affinché la qualità e la sicurezza delle prestazioni sanitarie restino sempre al centro dell’interesse pubblico, senza cedimenti a dinamiche commerciali. Se così non fosse, allora saremmo nella terra di nessuno, dove chiunque potrebbe esercitare attività sanitarie senza il rispetto dei requisiti, senza autorizzazione regionale all’esercizio, potendo anche vendere farmaci, solo così sarebbe rispettata l’equità di trattamento a danno però della salute dei cittadini italiani”.
-
Premiazione “Caravella Tricolore – Natale di Roma”. Giorlandino: “Ringraziamento particolare all’organizzatore Senatore Domenico Gramazio”

Il 15 Aprile, presso il Circolo Montecitorio in Via dei Campi Sportivi n. 5, per il tredicesimo anno consecutivo, si è tenuta la prestigiosa premiazione “Caravella Tricolore – Natale di Roma”, manifestazione d’eccellenza che premia illustri esponenti del mondo della scienza, dell’arte e dell’informazione. Ricordiamo che l’edizione del 2021 ha premiato Giorgia Meloni per il suo libro “Io sono Giorgia”.
Quest’anno la premiazione è stata presentata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e tra gli illustri premiati si annovera anche la U.A.P. – Unione Nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, rappresentativa di 27.000 strutture sanitarie a livello nazionale, attraverso il suo Presidente, Dott.ssa Mariastella Giorlandino, per l’impegno profuso a tutela della salute dei cittadini italiani e della sanità italiana in genere.
La Dott.ssa Giorlandino ha ringraziato in particolare la grande professionalità svolta dal Senatore Gramazio nell’organizzazione di tale importante manifestazione, che ha saputo riconoscere il giusto spazio alla sanità in un momento – come quello attuale – in cui è quantomai necessaria qualità, competenza, giusti progetti e programmi in una equilibrata sinergia tra sanità pubblica e sanità privata, unica modalità che consente di poter uscire dal problema dell’abbattimento delle liste di attesa e fornire la giusta prevenzione a tutela della salute dei cittadini italiani. Oggi più che mai – ha sottolineato la Dott.ssa Giorlandino – è necessario assicurare legalità, trasparenza e onestà intellettuale, principi fondamentali per costruire una società sana.
Per il mondo sanitario, oltre alla U.A.P. è stato premiato anche il Presidente di AIOP Lazio, Dott. Maurizio Picozzi, il Presidente dell’Ordine dei Medici, Dott. Antonio Magi, il Prof. Claudio Allegra e il Prof. Dott. Francesco Vaia per una vita per la sanità. A conferire tali importanti riconoscimenti il Direttore della Direzione Regionale Salute, Dott. Andrea Urbani.
Negli altri ambiti, tra gli altri illustri premiati si annoverano: Italo Bocchino, il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Dott. Alberto Bertucci, Maurizio Belpietro, Annalisa De Chirico, Giuseppe Cruciani e numerosi altri rappresentanti del mondo della cultura, della politica e del giornalismo.
Il Presidente Mariastella Giorlandino sottolinea l’importanza di simili organizzazioni, che consentono la trasmissione di messaggi di cultura e di informazione a tutela della trasparenza e delle legalità, ma soprattutto della salute dei cittadini italiani e per questo rinnova il proprio apprezzamento per l’ottima organizzazione del Senatore Gramazio. -
IL GOVERNO FA UN GRANDE REGALO ALLE FARMACIE CON LA DELIBERA DEL 9 APRILE, CHE EROGA FONDI PER I FARMACI. SI DESUME CHE SONO ARRIVATI I FONDI AL MINISTERO DELLA SALUTE, QUINDI SI SPERA CHE VENGANO RIMODULATI I RIMBORSI SANITARI TAGLIATI CON IL NUOVO NOMENCLATORE

L’U.A.P. prende atto del nuovo documento di Finanza Pubblica (DPF) del 9 aprile scorso, con il quale il Governo ha disposto nuovi trasferimenti di fondi per l’acquisto dei farmaci, che rappresenta un’enorme remunerazione a favore dei farmacisti.
Si desume – sostiene la Dott.ssa Giorlandino, Presidente di U.A.P. – che sono arrivati nuovi fondi per la sanità e che quindi – a breve – saranno stanziati nuovi fondi anche per le strutture ospedaliere pubbliche, per le cliniche accreditate convenzionate, nonché per gli ambulatori e poliambulatori convenzionati, che contano oltre 27.000 strutture sanitarie private accreditate e oltre 350.000 dipendenti, che da gennaio di quest’anno hanno visto un drastico taglio ai rimborsi tariffari che rende impossibile un reale abbattimento delle liste di attesa e sta portando alla chiusura di tante strutture del Sud Italia, nonché impedendo agli ospedali pubblici di erogare esami e prestazioni a causa del taglio dei fornitori sanitari, che a loro volta non sono più pagati.
Al riguardo, precisa la Dott.ssa Giorlandino, occorre ricordare che anche le farmacie sono erogatori privati, dotati di autorizzazione comunale e non regionale, che contano 1.900 unità a livello nazionale e meno di 4.000 dipendenti.
Per questo, ci stupiscono le dichiarazioni rilasciate al congresso dei farmacisti dal Ministro Schillaci, che è un medico, che definisce le farmacie come presidi di prossimità, dimenticandosi che i veri presidi di prossimità sono gli ambulatori e i poliambulatori, che erogano prestazioni sanitarie di qualità, nel rispetto degli oltre 420 requisiti strutturali, professionali e tecologici previsti per l’esercizio delle attività sanitarie, che invece non hanno le farmacie, che godono di una mera autorizzazione comunale alla vendita di prodotti.
Sarebbe opportuno ricordarci che il farmacista non può sostituire il medico e che per tutelare il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione non possiamo applicare due pesi e due misure, una più gravosa per gli ambulatori, poliambulatori e ospedalità privata accreditata, che devono rispettare oltre 420 requisiti, ai quali vengono tagliati i rimborsi, e l’altra più favorevole, che stanzia fondi per le farmacie, che peraltro possono erogare prestazioni sanitarie senza il rispetto dei suddetti requisiti.
Oggi sul Quotidiano Sanità è stato pubblicato un articolo che contiene belle osservazioni sulla vita longeva del mondo giapponese. Dobbiamo considerare che per avere una vita longeva occorre una vera medicina erogata a norma e a tutela dell’attività del medico e delle sue diagnosi, ricordandoci che se le farmacie hanno 800 anni di storia, l’attività medica risale agli antichi egizi. -
ANALISI DELL’U.A.P. SULL’ATTUALE SITUAZIONE DELLA SANITÀ ITALIANA ESULL’ABBATTIMENTO DELLE LISTE DI ATTESA

L’U.A.P. a nome delle 27.000 strutture sanitarie italiane ribadisce la necessità che il Governo ed il Ministero della Salute intervengano velocemente ed efficacemente per l’abbattimento delle liste di attesa.Abbiamo assistito a diversi comunicati del Ministro Schillaci a tal proposito, e ci auspichiamo che questi progetti
prendano vita.
In particolare, occorre ricordare che le regioni del Sud Italia in piano di rientro, prive di adeguati fondi, non possono integrare il proprio tariffario, che prevede rimborsi (che si ricorda sono gli stessi sia per le strutture ospedaliere pubbliche che per quelle private) al di sotto dei costi dei materiali stessi e che in tal modo non
consentono l’erogazione delle prestazioni sanitarie.
L’U.A.P. ha più volte sollecitato il Governo e il Ministero ad effettuare giusti investimenti per la sanità italiana, che affronta spese enormi per garantire servizi medici specialistici; pertanto, occorre garantire rimborsi che consentano
un giusto rapporto qualità/prezzo.
Per tali ragioni, ringraziamo il Sottosegretario Gemmato, il Dott. Scivittaro e il Capo Segreteria Dott. Ruggi D’Aragona, per aver consentito ai laboratori la possibilità di eseguire prestazioni di telemedicina e di concludere contratti di rete per raggiungere le 200.000 prestazioni, disposizioni che rappresentano lungimiranza per poter supportare la vera medicina di territorio, costituita dai laboratori e poliambulatori che nel rispetto delle norme e con grande scrupolosità offrono un servizio capillare a tutta la popolazione.
La Presidente di U.A.P., Mariastella Giorlandino, si auspica che prima dell’udienza del Tar vengano applicati dei correttivi al Nomenclatore che rappresenterebbero un segnale di supporto ai cittadini, garantendo un giusto rapporto qualità/prezzo per assicurare la vera medicina di precisione. -
Grande adesione all’evento organizzato dal Presidente di Confapi Lazio, Massimo Tabacchiera, presso la Regione Lazio, a sostegno delle piccole e medie imprese. Presente anche Mariastella Giorlandino, Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca Lazio

Grande adesione all’evento organizzato presso la Regione Lazio da Massimo Tabacchiera, Presidente di Confapi Lazio, per le piccole e medie imprese, unitamente a Roberta Angelilli, Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione, che ha parlato dei fondi stanziati per lo sviluppo della piccola e media impresa, che ha registrato la presenza, tra gli altri, del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti e del Presidente di Lazio Innova, Francesco Marcolini.
All’evento erano presenti importanti esponenti dell’imprenditoria italiana, tra i quali per il mondo sanitario Maria Laura Garofalo dell’importante Gruppo Garofalo e la Dott.ssa Mariastella Giorlandino, amministratrice della Rete Artemisia Lab, che hanno apprezzato il grande impegno del Presidente Tabacchiera per il fondamentale sostegno che ha dato e sta dando alla piccola e media impresa italiana.
Nella giornata odierna– ha dichiarato la Dott.ssa Giorlandino – Confapi è riuscita a dare una concreta visione di numeri e investimenti che permetteranno alla piccola e media impresa di poter crescere. In particolare, è stato molto apprezzato il cenno sull’importanza dell’integrazione tra sanità privata e sanità pubblica, sottolineando l’importanza delle strutture sanitarie private a sostegno degli ospedali pubblici, per cui ci si auspica un impegno economico a livello nazionale per la riqualificazione del nomenclatore tariffario, che tuttora prevede rimborsi al di sotto dei costi.
Ringraziamo il Presidente Tabacchiera – ha concluso la Dott.ssa Giorlandino – per l’impegno e la grande capacità organizzativa che ha dimostrato a tutela dello sviluppo della piccola e media impresa italiana. -
CONFERENZA STAMPA LEGA – SALVINI.L’U.A.P. PRESENTE. GRANDE ATTENZIONE SULLA SANITA’

Il 26/03/2025 il Presidente di U.A.P., Mariastella Giorlandino, in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria che comprendono i laboratori e poliambulatori privati accreditati e l’ospedalità privata accreditata, costituita da oltre 27.000 strutture sanitarie e oltre 350.000 dipendenti, ha presenziato alla Conferenza Stampa tenutasi dalla Lega, riscontrando il grandissimo impegno profuso dal Vice Presidente Salvini e del Consigliere Monti per risolvere le problematiche della sanità italiana.
Al riguardo, si sottolinea che la delegazione di Matteo Salvini aveva ottenuto notevoli rassicurazioni dal Ministero della Salute sull’adeguamento delle tariffe, che secondo l’attuale nomenclatore prevede rimborsi al di sotto del costo dei materiali stessi, colpendo tutte le regioni in piano di rientro e soprattutto gli ospedali pubblici, che avendo le stesse tariffe delle strutture accreditate convenzionate non riescono più ad accogliere i pazienti e pagare i fornitori, creando così un danno erariale.
Durante la conferenza stampa Salvini si è soffermato molto sull’abbattimento delle liste di attesa, ma ci si chiede come sia possibile abbattere le liste di attesa se i rimborsi sono insufficienti.
Ci stupisce – sostiene la Dott.ssa Giorlandino – che dopo 26 anni queste tariffe siano state ulteriormente ridotte e ci stupisce che si continui a parlare di medicina di precisione e abbattimento delle liste di attesa, ma di fatto nulla viene fatto concretamente per evitare che le strutture sanitarie delle regioni in paino di rientro siano costrette a svendere alle multinazionali o ai grossi gruppi assicurativi e che gli ospedali pubblici peggiorino il proprio disavanzo creando un danno erariale.
Le conseguenze di tale sistema sono ormai completamente fuori controllo e le migliaia di patologie ormai sono diventate irrecuperabili.
L’U.A.P., quindi, ringrazia il Vice Presidente Salvini e il Consigliere Monti e tutta la delegazione della Lega per l’interessamento continuo e costante su tale problema.
Siamo certi – conclude la Dott.ssa Giorlandino – che anche il MEF voterà a favore delle aggregazioni in rete dei laboratori presenti già da più di 50 anni nel territorio del Sud Italia, perchè tali aggregazioni in rete permettono la salvaguardia dell’italianità delle nostre aziende e soprattutto la tutela della salute dei cittadini e degli anziani, che necessitano di un sussidio primario nei quartieri.
La sanità va assicurata con l’applicazione di requisiti professionali, strutturali e di qualità, con assunzione di responsabilità civile e penale dell’atto medico eseguito, ma ciò non può avvenire con rimborsi al di sotto dei costi dei materiali stessi, soprattutto in un momento – come quello attuale – in cui i costi stanno aumentando considerevolmente, a partire dal costo della luce.
Per questo l’U.A.P. si augura che la Lega faccia chiarezza su quello che a tutti gli effetti è un attacco alle strutture sanitarie che svolgono un servizio capillare sul territorio, nel rispetto delle norme di legge.
Si ricorda che l’U.A.P. recentemente ha creato al suo interno la sezione Fornitori, anch’essi colpiti da tali tagli e la categoria dei medici chirurghi e degli odontoiatri che operino autonomamente e/o in regime di convenzione e/o in regime di dipendenza, comunque afferenti alla quota B dell’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Medici e Odontoiatri), che rappresentano circa 100.000 sanitari. -
U.a.p.: primo anniversario della manifestazione a tutela della sanità italiana

L’U.A.P. da oltre 2 anni tutela 27.000 strutture sanitarie private convenzionate e private autorizzate, con oltre 350.000 dipendenti, per garantire la dignità ed il ruolo della professione sanitaria, alla quale ora si sta aggiungendo la categoria dei medici chirurghi e degli odontoiatri che operino autonomamente e/o in regime di convenzione e/o in regime di dipendenza, comunque afferenti alla “quota B” (coordinatore dell’area all’interno di U.a.p. il prof. Giovanni Carnevale dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Roma) che rappresentano circa 100.000 sanitari.
U.A.P. diventa sempre più consistente a livello nazionale con la volontà di dare alla sanità una veste di legalità, trasparenza e tutela della salute dei cittadini.
Esattamente a distanza di un anno dalla manifestazione al Teatro Brancaccio, dove hanno partecipato circa 2.000 aziende a livello nazionale, nulla ancora è stato risolto.Rimaniamo basiti – dichiara la Presidente U.A.P., Mariastella Giorlandino – dal constatare che nonostante l’intervento del Vice Presidente Salvini e dell’Assessore alla sanità della Regione Lombardia, Dott. Emanuele Monti, ancora non sia stata risolta la questione del nomenclatore tariffario e dei LEA. Sembra che la sanità sia stata completamente dimenticata, nonostante siano giunti nuovi finanziamenti nel 2025. Si continua ad ignorare la situazione in cui versano le regioni in piano di rientro, dove molti ospedali pubblici, che hanno subìto i medesimi tagli ai rimborsi previsti per le strutture accreditate, non sono in grado di coprire nemmeno le spese e sono costretti a non accettare i pazienti, in quanto impossibilitati ad eseguire gli esami richiesti, mentre le strutture sanitarie private convenzionate sono sempre più in difficoltà, rischiando di svendere a grandi multinazionali o grossi gruppi assicurativi. Non esiste ancora chiarezza da parte del Ministero della Salute su come intende correggere i macroscopici errori introdotti dal nuovo nomenclatore, che prevedono rimborsi al di sotto dei costi degli stessi materiali, creando un
danno erariale a cui noi italiani verremo chiamati per provvedere al risanamento.
Ci si chiede se dietro non si celi la volontà di modificare la struttura della sanità nazionale, lasciando spazio solo a grossi gruppi esteri e a grandi gruppi assicurativi, nonostante qualche anno nella Conferenza Stato-Regioni, fosse
stato impedito l’ingresso nel territorio nazionale di capitali esteri per l’acquisizione di più aziende italiane.
Ignoranza o malafede?
Ci aspettiamo un correttivo da questo Governo, che abbiamo voluto e votato, soprattutto alla luce del fatto che i fondi ci sono, così come richiesto al Ministro Schillaci dallo stesso Vice Presidente Salvini e dal Senatore Gasparri.